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Max Parisi

FRANCIA: RIVOLTA GENERALE DEL PAESE CONTRO HOLLANDE E IL SUO GOVERNO. FERMI TRENI CENTRALI ATOMICHE AEREI RAFFINERIE

mercoledì 25 maggio 2016

PARIGI - Questa mattina si sono aggiunti a tutti gli altri in sciopero, anche i lavoratori delle centrali atomiche di Francia e così si va verso la paralisi totale della nazione contro Hollande e il suo governo.

In Francia si moltiplicano a dismisura le manifestazioni e gli scioperi contro la legge di riforma del Codice del lavoro proposta dalla ministra Myriam El Khomri: ieri il segretario generale del sindacato Cgt, Philippe Martinez, ha fatto appello ad "una estensione degli scioperi dovunque ed in ogni settore".

Al movimento si sono aggiunti - tra ieri e oggi -  i lavoratori delle ferrovie statali Sncf e Sud-Rail: in agitazione gia' da diverse settimane nell'ambito del rinnovo del contratto collettivo, oggi mercoledi' 25 e domani giovedi' 26 maggio si asterranno dal lavoro ponendo in testa ai motivi della loro protesta proprio la richiesta al governo di ritirare la riforma del Lavoro.

E la situazione peggiorerà notevolmente nei prossimi giorni perche' la centrale sindacakle nazionale Cgt e tutti gli altri tre sindacati piu' rappresentativi dei ferrovieri hanno preannunciato uno sciopero duro e illimitato a partire dal 31 maggio prossimo; mentre ben sette sindacati hanno convocato una giornata di mobilitazione contro la riforma in tutte le maggiori citta' francesi per il 26 maggio, ed una manifestazione nazionale e' prevista per il 16 giugno a Parigi in concomitanza con l'approdo in Senato della contestatissima legge del governo socialista di Hollande e del suo primo ministro Valls.

Intanto continua e si accentua anche il braccio di ferro con il governo intorno alle forniture di carburanti: all'alba di stamane le forze dell'ordine, utilizzando anche cannoni ad acqua, hanno rotto l'assedio al deposito di carburanti di Douchy-les-Mines, nel nord del paese, che era bloccato dai picchetti sindacali sin dal 19 maggio scorso, ma un nuovo fronte di questa "guerra" si e' aperto a Brest, dove da ieri notte militanti del sindacato Force ouvrière e del movimento spontaneo Nuit Debout hanno occupato il principale accesso stradale al deposito di benzina di quella citta'.

La situazione degli approvvigionamenti di carburanti si e' ulteriormente complicata con l'entrata in sciopero di tutte e otto le raffinerie del paese. Il sito web del quotidiano progressista "Le Monde" pubblica oggi un reportage dalla raffineria di Le Havre: all'inviata speciale del giornale Angela Bolis i dirigenti locali della Cgt hanno espresso la ferma di intenzione di "non far uscire neppure una goccia di benzina", nonostante le difficolta' dovute alla necessita' di mantenere in funzione gli impianti di questo che e' classificato come "sito Seveso", per evitare possibili incidenti di natura tecnica dalle imprevedibili conseguenze sull'ambiente e sulla popolazione circostanti.

Ed è notizia di queste ore che il governo sta attingendo da ieri alle "riserve strategiche" già usate per il 20% al fine di rifornire almeno quanche distributore di benzina sulle autostrade, ma le scorte a questo ritmo finiranno entro 48 ore.

La Cgt inoltre, come detto prima, annuncia di estendere la mobilitazione alle centrali nucleari: ieri ha lanciato un appello ai lavoratori del gruppo energetico statale Edf, proprietario della maggioranza delle centrali, perche' diano inizio ad una serie di azioni di disturbo della produzione energetica in concomitanza con la giornata nazionale di protesta convocata oggi per costringere il governo a ritirare la riforma.

Da parte sua il governo ribadisce che non fara' marcia indietro e non ritirera' la legge gia' approvata dall'Assemblea Nazionale: l'esecutivo ha alzato i toni dello scontro e si mostra esser pronto alla prova di forza con la Cgt. Ieri il presidente Francois Hollande ha bollato il movimento di protesta come "opera di una minoranza"; mentre il primo ministro Manuel Valls ha dichiarato che "la Cgt trovera' una risposta estremamente ferma da parte del governo" ed ha assicurato che le forze dell'ordine "continueranno ad intervenire per rompere i blocchi intorno ai depositi di carburanti", allo scopo di difendere i "diritti dei consumatori" e la stessa "sicurezza nazionale".

Tuttavia, l'opinione pubblica è schierata in massa con gli scioperanti e contro il governo Valls-Hollande, che oggi è "gradito" solo dall'11% dei francesi, secondo un recentissimo sondaggio. D'altra parte, se il governo ritiene di usare la polizia per impedire gli scioperi, rischia di trovarsi contro anche le stesse forze dell'ordine, i cui sindacati hanno già fatto sapere che non "useranno la forza" contro i lavoratori che esercitano il "diritto di protesta" sancito dalla Costituzione.

La situazione sembra avviata a un innalzamento generale della tensione in Francia come non si vedeva dai tempi del Maggio '68 o - come scrive Le Figaro - dai tempi della Rivoluzione di Luglio...

(Per fortuna, non è più in uso da tempo la ghigliottina, signor Hollande... -ndr)

Redazione Milano


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