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Max Parisi

DANIMARCA RIFIUTA LA ''DISTRIBUZIONE'' DI MIGRANTI E PREPARA L'ESPULSIONE IN ITALIA E GERMANIA DI QUELLI ARRIVATI NEL 2015

lunedì 16 maggio 2016

LONDRA - Dopo l'Ungheria un altro paese dell'Unione Europea si oppone alla politica dei parassiti di Bruxelles che vuole ripartire tra i paesi membri i cosiddetti richiedenti asilo che arrivano dal Mediterraneo, decine di migliaia di africani al mese, tra breve a a settimana, nessuno dei quali ha diritto allo status di profugo, in quanto non stanno fuggendo nè da guerre nè da catastrofiche calamità naturali.

A tale proposito alcuni giorni fa esponenti del governo danese hanno messo in chiaro che il loro Paese non vuole assolutamente accettare richiedenti asilo provenienti da altri Pesi UE, mentre si riserva il diritto di mandare altrove i rifugiati presenti in territorio danese, la stragrande maggioranza arrivati da clandestini superando in modo illegale le frontiere della Danimarca nell'estate scorsa, quando la Merkel spalancò le porte alle orde mediorientali e d'ogni dove in marcia attraverso i Balcani, e altrettanto avvenne dall'Italia con non meno di 150.000 africani aiutati dal governo italiano a fuggire verso il Nord Europa.

Ma in ogni caso, a norma del Trattato di Dublino in vigore, coloro che arrivano in Europa hanno diritto a chiedere asilo nel primo paese in cui mettono piede, e visto che la Danimarca e' ben lontana dai punti di arrivo ecco che puo' permettersi di rimandare indietro coloro che vogliono lo status di rifugiato e i Paesi dove verranno spediti sono la Germania e l'Italia, ovviamente.

L'unione Europea pero' vorrebbe ripartire il numero di rifugiati tra diversi Stati UE qualora ci sia un paese che ne abbia un numero eccessivo, ma tale proposta e' profondamente osteggiata dal governo danese che per bocca del ministro dell'integrazione Inger Stojberg ha dichiarato di voler sottrarsi a questo obbligo e anche alle multe previste - ma non approvate perchè anche questo è solo uno dei tanti annunci privi di sostanza fatti dalla Ue - per chi non vuole farsene carico.

La Danimarca - quindi - non vuole diventare un magnete per tutti i richiedenti asilo e per questo vuole essere esente da questi obblighi.

Il primo ministro danese, Rasmussen, ha detto che "senza il Trattato di Dublino, i migranti sarebbero propensi a 'tentare la fortuna' in Danimarca con la consapevolezza che non possono facilmente essere espulsi verso il paese UE dove sono arrivati, e questo è insopportabile per la Danimarca".

Da parte sua, la destra del Partito del Popolo Danese ha una posizione molto chiara e semplice: sostiene che abbandonando il Trattato di Dublino del tutto, introducendo controlli delle frontiere rigorosi, il problema migranti si risolve, respingendoli tutti prima che entrino territorio danese.

Ancora non e' chiaro se il governo danese otterra' dalla Ue quanto richiesto o se davanti al rifiuto abbadonerà unilateralmente la Ue per le politiche catastrofiche sui migranti che vorrebbe imporre.

Per ora, quello che si puo' dire e' che l'opposizione alle politiche folli volute dai parassiti di Bruxelles cresce sempre di piu' e questo dimostra che la UE come istituzione sta disintegrandosi giorno dopo giorno e non e' da escludere che presto qualcosa di sorprendente possa accadere sotto i nostri occhi.

Per l'Italia queste notizie in arrivo dalla Danimarca non fanno altro che aggravare la situazione migranti, perche' le prese di posizione danesi - che presto sfoceranno in decisioni in ogni caso drastiche - stanno a significare che tutti gli immigrati che arrivano dal Mediterraneo a decine di migliaia rimarranno nel nostro territorio con conseguenze sociali esplosive.

 

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra


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