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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

NEL SILENZIO PIU' ASSOLUTO DI TELEGIORNALI NAZIONALI E GRANDE STAMPA, UNA BANCA VENETA E' STATA LIQUIDATA (DI DOMENICA)

martedì 10 maggio 2016

Questa notizia, se l'Italia fosse una nazione in cui la stampa, l'informazione, fanno almeno il loro lavoro, avrebbe dovuto aprire i telegiornali nazionali, invece è rimasta relegata nelle minute cronache di provincia per non "allarmare" l'opinione pubblica. Fosse mai che anche a voi capitasse d'andare una domenica a sportelli chiusi all'assemblea dei soci della vostra banca per scoprire - appena arrivati - che è stata messa in liquidazione coatta e ciao, addio a ogni rapporto con essa, qualunque fosse.

Ebbene, è quello che è accaduto domenica scorsa, quando circa trecento soci di Crediveneto, presentatisi all’assemblea dei soci, convocata a Cerea in provincia di Verona per l’approvazione del bilancio, si sono trovati l’amara sorpresa di tornare a casa senza neppure poterlo discutere: un comunicato di Bankitalia letto sul posto dal palco ha annunciato la liquidazione dell’istituto di credito e l’accorpamento a BancaSviluppo, il braccio armato di ICCREA nel salvataggio delle BCC.

D’altra parte, con una perdita di bilancio di oltre 75 milioni di euro, a fronte di un patrimonio di 119,6 milioni di euro, il destino era segnato. Da notare che questa gigantesca perdita è frutto di rettifiche di bilancio imposte da Bankitalia a seguito di controlli effettuati dai suoi ispettori. Numeri da brivido, ma nulla in confronto ai 96 milioni di sofferenze nette, con una copertura pari a solo il 38%

D’altra parte, il margine d’intermediazione, nel 2015 era franato da 45 a 30 milioni di euro, con filiali da chiudere e circa 80 esuberi tra il personale. Una situazione drammatica, che ha avuto un epilogo altrettanto drammatico.

L’ennesima dimostrazione che il sistema bancario nazionale è stato gestito per anni in modo del tutto dissennato ed ora, complici le politiche economiche distruttive messe in atto dal trio infernale Monti-Letta-Renzi, che hanno messo in ginocchio migliaia e migliaia di imprese, sta letteralmente saltando per aria.

In fondo, diciamoci la verità, le banche hanno prestato soldi, in diversi casi a chi non aveva merito di credito, ma in altri ad aziende perfettamente sane, che sono state travolte dalla recessione attuata “in nome dell’europa e dell’euro”. Non dimentichiamoci che Monti, il principale artefice di questo disastro, dichiarò sorridente in un’intervista alla CNN che il suo governo stava volutamente distruggendo i consumi interni (e quindi le aziende produttrici) per tutelare la Ue.

In realtà per tutelare le banche nordiche, preoccupate dal continuo aumento dell’indebitamento dei privati per l’acquisto di beni prodotti in Germania (il paese teutonico vanta un surplus di esportazioni “monstre”, in aperta violazione dei parametri di Maastricht, ma nessuno gli applica procedure d’infrazione n.d.r.).

Che la situazione italiana, e non solo italiana, sia drammatica è testimoniato dal fatto che molte banche svizzere e del Liechtenstein chiedono il pagamento di una fee ai cittadini esteri che hanno conti correnti presso di loro per conservare il denaro.

E’ il prezzo della sicurezza, baby: vuoi star fuori dal letamaio chiamato Ue? E allora paghi, altrimenti tieni i tuoi risparmi nelle decotte banche italiane o presso quelle tedesche, accusate di finanziare il terrorismo islamico (Deutsche Bank in primis) e piene di titoli tossici da far saltare per aria l’intero pianeta.

Al momento i correntisti e gli obbligazionisti di Crediveneto sono stati "rassicurati" dai comunicati di Bankitalia, ma il fatto che l’assemblea sia stata annullata il giorno stesso dell’incontro non è certo un biglietto da visita positivo per il futuro.

Questo, tra l’altro è solo l’inizio: aspettate quando i 360 miliardi di euro di crediti marci inizieranno a puzzare ancora più quanto non accada oggi. In quel momento nessuna banca potrà dirsi sicura.

La realtà è una sola, come confermato da Moody’s: la ue e l’euro sono destinati a morire. La società di rating ha detto che non è più questione di “Se”, ma di “quando”. Ora, più si aspetta a por fine a questo tragico esperimento sociale chiamato eurozona, degno e peggior erede della cortina di ferro di triste memoria e maggiori sofferenze saranno risparmiate a tutti i cittadini. Più ci si intestardirà a portare avanti la moneta unica e la ue, più alto sarà il numero di morti e di sofferenze.

E non è certo un caso che Junker, maggiormente noto per il suo debole per l’alcol che per le sue capacità politiche, abbia detto in quel di Roma che i governi devono smettere di rispettare la volontà popolare e fare esclusivamente ciò che vogliono gli oligarchi europei. La ue pretende una dittatura per rimanere in piedi, dimenticandosi che anche le peggiori dittature crollano, e quando accade, chi ne era ai vertici, non finisce mai i suoi giorni nel letto di casa.

Nel frattempo, attendiamo con sano realismo quale sarà la prossima banca a cadere: come ne “i dieci piccoli indiani”, è solo questione di tempo per scoprire il nome della nuova “vittima”

Luca Campolongo

http://mattinopadova.gelocal.it/focus/2016/05/07/news/crediveneto-bankitalia-annuncia-liquidazione-1.13429621

http://www.larena.it/home/economia/resa-dei-conti-in-vistaper-i-soci-di-crediveneto-1.4833745?refresh_ce#scroll=1254

http://www.crediveneto.coop/Istituzionale/Le-nostre-news/Notizie/AVVISO-AI-SOCI-DI-CREDIVENETO

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/economia/2016/7-maggio-2016/buco-76-milioni-banca-d-italia-mette-liquidazione-crediveneto-240400689161.shtml?refresh_ce-cp

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/juncker-ai-governi-ue-non-ascoltate-elettori-1255429.html

http://www.breitbart.com/london/2016/05/05/european-collapse-a-question-of-when-not-if-warns-moodys/

 

 

 

 


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