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Max Parisi

IL MINISTRO DEL RIO (AFFARI REGIONALI) ANNUNCIA CHE SERVE IL ''FEDERALISMO FISCALE'' E COSTI STANDARD''. MA LETTA TACE...

domenica 19 maggio 2013

ROMA - Ripartire dal federalismo fiscale, nel segno di autonomia finanziaria, responsabilita', sussidiarieta' e dai costi e fabbisogni standard. Cosi' il ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie Graziano Delrio, intervistato dal Sole 24 Ore, traccia la rotta della riforma che sara' della fiscalita' immobiliare e che il governo potrebbe presentare alle Camere prima di fine agosto per decreto.

''Questa dev'essere l'ambizione del Governo - spiega -, che nelle diversita' ha pero' un punto in comune: la sussidiarieta', orizzontale e verticale. Le misure del decreto di venerdi' vanno in questa direzione. Ma dobbiamo puntare moltissimo sulla responsabilita' delle autonomie''.

''Col decreto abbiamo mantenuto quanto avevamo promesso'', aggiunge Delrio, ''Ma gia' questo non e' poco. Abbiamo fatto una prima scelta e ci siamo dati un tempo preciso per la revisione completa dell'imposizione fiscale sulla casa. Che adesso va inquadrata nella piu' ampia riforma da riprendere e da attuare del federalismo fiscale''.

''Credo si debba andare verso l'attribuzione di tutto il gettito Imu ai Comuni e insieme ridurre progressivamente i trasferimenti statali. L'Imu sarebbe come era in origine, una tassa municipale. Questo Paese deve smettere di ragionare sui trasferimenti e deve promuovere autonomia e responsabilita' ai territori. E lo si fa in primis applicando costi e fabbisogni standard''.

''Il modello - prosegue - e' un federalismo cooperativo, in cui c'e' la perequazione e si partecipa ad aliquote statali, come in Germania''. Quella del decreto, precisa, ''e' una possibilita'. Ma senza aggiustamenti frettolosi. Questo non vuol dire pero' che dovremo aspettare agosto. Lavorando intensamente si puo' anticipare una proposta alle Camere''.

''La revisione del Patto per il Governo e' un obiettivo strategico - conferma -. Pensando anche allo sblocco dei cofinanziamenti europei e agli investimenti prioritari''. 

Quindi, signor ministro Del Rio, se non abbiamo capito male lei è per l'attuazione dei costi standard nella spesa pubblica, e fin qua tutto bene, anzi benissimo.

Un dubbio insorge, invece, quando lei parla di "fabbisogni standard", concetto francamente incomprensibile, a meno che lei con questo non indenda riferirsi ai famigerati "costi storici della spesa regionale-provinciale-comunale", che sono la fotografia degli sprechi nelle regioni del centrosud italiane. 

Allora, quei costi "standard" caro ministro equivalgono alle "ruberie standard" della "corruzione standard" italiana e come tali vanno cancellati. Punto e basta.

max parisi


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