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Max Parisi

STRAORDINARIA INTERVISTA ALLA LEADER DI ALTERNATIVA PER LA GERMANIA SU ISLAM, MIGRANTI, CRISI ECONOMICA, UE DA BUTTARE.

venerdì 29 aprile 2016

E' passato poco piu' di un mese da quando Alternativa per la Germania (AfD in sigla) ha vinto alle elezioni regionali tedesche. La leader del partito ha rilasciato una lunga intervista sul Corriere dell Ticino e abbiamo deciso di riportare questa intervista perche' dimostra che tale partito e' diverso dalla descrizione data dai giornali di regime italiani. Ed è una grande notità politica non solo per la Germania. AfD oltre ad essere un alleato in Europa per la nuova alleanza italiana tra Lega e Fratelli d'Italia, rappresenta la prova degli enormi cambiamenti in corso in tutto il continente europeo, dove crescono ovunque forze politiche a difesa dei popoli e delle loro nazioni, in Germania come in Italia, in Francia e in Olanda, in Austria e in Belgio, in Ungheria, in Polonia.

Ovunque è scoccata l'ora del Nazionalismo. 

Buona lettura.

Signora Petry, si aspettava che anche nella piccola e democratica Svizzera, a causa della sua presenza in una conferenza (intitolata «Democrazia e controversia in Europa», n.d.r.), si sarebbe reso necessario spostarla in altra sede, per ragioni di sicurezza?

«Per la verità mi ha un po' sorpreso, perché speravo che le condizioni, in Svizzera, fossero ben diverse da quelle ormai in vigore in Germania. Vedo che il mancato rispetto delle opinioni altrui, già conosciuto nel nostro Paese, esiste anche altrove. Mi rallegro, comunque, che l'ASNI abbia tenuto fede al suo impegno di dar seguito ai suoi lavori assembleari, seppure in un'altra sede».

La politica migratoria, in Germania come in altri Stati dell'UE, è uno dei temi più spinosi che impegna i Governi. Un tema sul quale sono in gioco molti fattori, di politica interna e e di relazioni con l'estero. Quali responsabilità ha, il Governo tedesco, nell'escalation della crisi che riguarda i migranti?

«La Germania è la nazione più grande nel mezzo dell'Europa ed è anche la più popolosa. Soltanto per queste ragioni, la responsabilità tedesca è molto elevata e soluzioni autonome di singoli Stati sul tema in discussione non dovrebbero essere possibili. Come abbiamo potuto vedere nei mesi scorsi, proprio sul fronte della politica migratoria, la cancelliera Angela Merkel ha più volte preso decisioni in modo del tutto autonomo. Gli altri Stati dell'Unione europea, anche se con ritardo, lo hanno capito e si sono resi conto che la difesa dei confini significa, invece, tutela della democrazia e salvaguardia della libertà dei diritti dei cittadini.

Anche il Governo federale, di conseguenza, dovrebbe reagire. In realtà avrebbe dovuto già essere il motore di una politica integrata in materia di asilo che tenesse conto degli estesi interessi in gioco. Invece non si è assunto alcuna responsabilità, vende il suo operato come un proprio successo e nel tentativo di risolvere il nodo dei migranti si mette a trattare con un Governo tutt'altro che democratico come quello della Turchia firmando un accordo che, secondo me, non porterà a nessun risultato concreto. La cancelliera si sta comportando in modo irresponsabile».

L'AfD ha posizioni molto rigide sull'Islam. Lei ha sollevato un vespaio in seno all'opinione pubblica ed è stata subissata di critiche per avere affermato che la religione musulmana in Germania è anticostituzionale. Si spiega meglio?

«Siamo favorevoli al rispetto della libertà dell'espressione religiosa, così come prevede la nostra Costituzione. Per libertà di culto, intendiamo però ciò che rispetta fino in fondo gli assodati principi comportamentali della nostra cultura mitteleuropea, così come tutti li conosciamo – che siano di estrazione cristiano-cattolica, evangelica o protestante – mentre vi sono correnti dell'Islam che sono estranee a questo genere di approccio, aperto e condiviso.

Mi riferisco per esempio al wahabismo, che si oppone ai principi di libertà della persona racchiusi nella nostra Costituzione e che è anche antitetico ai dettami democratici di altri Stati europei (non solo della Germania), perché non rispetta i diritti delle donne – promuove per esempio i matrimoni forzati – è intollerante verso le minoranze o verso le altre religioni.

In sintesi è un credo che in parte, si pone in netta antitesi con i presupposti dello Stato di diritto e che si erge anche al di sopra dei diritti individuali su cui poggia la nostra società democratica. Va naturalmente detto che ci sono musulmani che si sono liberati e distanziati da questa ideologia superata, i quali, però, spesso vengono definiti "non credenti" dalle loro stesse guide spirituali. In Germania è in atto una guerra tra diverse correnti musulmane, alcune delle quali sono per una religione più aperta, le altre per una chiusura.

Un fatto eclatante, in questo senso, si è palesato ancora una volta, di recente, con la pubblicazione di un libro da parte di una giovane scrittrice marocchina in Germania, risultato inviso ad un'organizzazione islamica, che in un tribunale ha chiesto e ottenuto che una parte della sua opera venisse cambiata. E ciò è accaduto in un Paese democratico come il nostro, da sempre aperto verso chi la pensa diversamente e fondato sulla libertà di pensiero. Chi non capisce i rischi a cui si va incontro restando impassibili verso questa ideologia anticostituzionale, peraltro soggetta a continui mutamenti in senso più estremista con la progressiva islamizzazione della società dall'estero (sia per l'aumento dei migranti musulmani, sia per l'arrivo di imam radicali), non vive più nella realtà».

Nelle recenti elezioni regionali, l'AfD ha ottenuto un considerevole successo. Lei ha tuttavia affermato che il potenziale del suo partito è ancora lontano dall'essere stato raggiunto. Quali sono i vostri obiettivi?

«L'AfD è stata fondata per dar seguito a cambiamenti in Germania e in Europa disattesi da anni da parte dei partiti al potere. Per attuare correzioni nella politica dell'UE, impegnandosi, segnatamente, in chiave anti-euro, premesso che ci sta anche a cuore promuovere quello che in Germania appare ormai perso per strada: il senso della nazione e della sovranità. Valori che noi, evidentemente, vorremmo continuare a ritrovare nell'Europa del futuro. In concreto, per ora, il nostro partito intende farsi largo nei Parlamenti regionali e farsi strada per raggiungere la forza elettorale necessaria affinché un giorno – una volta maturata – possa assumersi incarichi di Governo in partnership con le altre forze del Paese. Nel breve termine abbiamo l'obiettivo di crescere per entrare nel Bundestag (Parlamento federale, n.d.r.) fino a diventare la maggiore forza d'opposizione».

Un commento sulla politica del presidente della BCE Mario Draghi, che in Germania è finito nell'occhio del ciclone per la sua politica monetaria espansiva e che di recente viene criticato a spron battuto un po' da tutti i partiti, a partire dallo stesso ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble.

«La BCE non è un organismo indipendente, secondariamente Schäuble ha grosse responsabilità nella politica monetaria promossa da Mario Draghi, tanto che negli ultimi anni è stato il primo a sostenerla. I tassi così bassi sono fatali per la Germania e anche per l'Europa, forse non così tanto per le nazioni indebitate. In questo modo, però, si distruggono in modo massiccio i patrimoni dei risparmiatori e dei contribuenti. L'Adf è fortemente contraria a questa politica, vorremmo cambiare questa tendenza».

Lei, soprattutto nei media, è spesso indicata come l'anti-Merkel. Cosa ne pensa di questa definizione?

«Confronti di questo tipo ce ne sono molti. L'AfD, secondo i sondaggi, si appresta a diventare il terzo partito della Germania. Non ci sono così tante donne in politica, per cui, sui media, certi paragoni vengono posti con una certa frequenza. Quello che è importante per noi è che il nostro partito guadagni consensi e, per quanto mi riguarda, continuerò ad impegnarmi, al di là delle etichette».

In Europa, ma anche in Germania, nessuno ha veramente capito come mai la cancelliera Angela Merkel, la scorsa estate, abbia compiuto una virata così pronunciata in materia di accoglimenti. Secondo lei perché lo ha fatto?

«È una domanda sulla quale anche noi abbiamo molto rimuginato: sembrerebbe che la signora Merkel, in un primo tempo, abbia maturato una propria convizione autonomamente, senza condividerla con nessuno. Forse, poi, ha anche confuso la situazione – ben diversa – che si era creata all'interno dei nostri confini nel 1989 con il crollo della DDR, con i flussi dell'emigrazione mediorientale diretti verso l'Europa, che però, sono tutt'altra cosa. Resta un'ipotesi, naturalmente. Fatto sta che la sua decisione di spalancare le porte a un milione di migranti, come ha fatto, è stata presa in modo antidemocratico, contro il volere dei proprio popolo e contro la volontà di numerosissimi altri cittadini europei. In questo senso non è nemmeno più importante perché la cancelliera abbia preso questa decisione, è un fatto che è stato un enorme errore».

Il suo partito, l'AfD, ha un'ala più centrista e una decisamente più profilata a destra. Lei ha affermato che vorrebbe che il suo partito possa prendere il posto di quello che un tempo è stata la CDU. Perché fa così tanta fatica a far passare il suo messaggio?

L'Alternativa per la Germania intende occupare un vuoto politico, uno spazio che un tempo apparteneva alla CDU, soprattutto, e alla SPD, come pure ai liberali della FDP. Gli elettori conservatori e liberali che sostengono un sano patriottismo, da tempo, erano rimasti senza un punto di riferimento. Ora ci siamo noi. In questo senso l'AfD, ha davanti a sé una sfida importante e al contempo una grossa responsabilità. Vi sono diversi fattori che impediscono di far accettare il nostro messaggio, luoghi comuni, ma anche resistenze, timore di ciò che non si conosce e molta disinformazione. In parte anche condotta deliberatamente dagli avversari politici (si pensi all'uso del termine "nazista", che gioca in modo irresponsabile sulle paure e le colpe del passato)».

Che cosa ne pensa della decisione dell'Austria di voler costruire una barriera anti-migranti al Brennero reintroducendo i controlli di polizia alla frontiera con l'Italia?

«Quando i segnali politici non bastano più deve essere diritto di ciascuno Stato potersi tutelare come meglio può contro l'immigrazione clandestina. In questo senso capisco gli austriaci, anche se prediligo altre soluzioni».

È veramente convinta che un Paese conservatore come la Germania sia maturo per una svolta politica? Perché votare AfD?

«Non sono un profeta per poter dire se i tedeschi siano o meno maturi per voltare pagina. Lo si vedrà alle elezioni. Mi auguro naturalmente che alla luce dei numerosi e grossi problemi che si pongono al nostro Paese già da tempo, che i cittadini optino per il cambiamento (oltre a quelli dei migranti si pensi anche a quelli valutari o riguardanti il disequilibrio del sistema sociale) . So che i nostri avversari politici hanno gioco facile nel discreditare e nel demonizzare l'AfD. Spero soltanto che gli elettori abbiano sufficiente capacità di riconoscere come stanno veramente le cose».

 

Fonte:  Corriere del Ticino. - Che ringraziamo.

 

GIUSEPPE DE SANTIS


STRAORDINARIA INTERVISTA ALLA LEADER DI ALTERNATIVA PER LA GERMANIA SU ISLAM, MIGRANTI, CRISI ECONOMICA, UE DA BUTTARE.


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