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Max Parisi

SPECIALE ALGERIA / LA FRANCIA DI HOLLANDE ATTACCA (E DIFFAMA) L'ALGERIA, CHE S'E' SCHIERATA CON RUSSIA, CINA E IRAN

venerdì 22 aprile 2016

La Francia sta cercando di passare alla controffensiva dopo aver perso i suoi privilegi in Algeria. Lo ha detto l'ex ministro algerino dell'Energia, Chakib Khelil, in una dichiarazione all'emittente televisiva "Ennahar TV". La classe politica francese sta perdendo popolarita', ha dichiarato l'ex ministro, e per questo sta cercando di distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalla crisi interna.

"L'Algeria e' cambiata negli ultimi 20 anni. E' diventato un paese forte e unito, nulla puo' destabilizzare il futuro. Il nostro commercio e' altamente diversificato oggi. La Cina ci aiuta e ci rispetta e questo da' fastidio ad alcune lobby francesi", ha detto Khelil.

"L'Algeria - ha aggiunto l'ex ministro - difende i propri interessi nel Maghreb e in Africa. La sua diplomazia forte e le sue posizioni stabili disturbano piu' gli amici che i nemici". Il 12 agosto 2013 Chelik e' stato oggetto di un mandato di arresto internazionale per il suo presunto ruolo in uno scandalo di corruzione che coinvolgeva la compagnia petrolifera statale algerina, Sonatrach. Khelil ha sempre negato ogni responsabilita'. E nel quadro di questo scontro con la Francia, non appare pretestuosa la difesa dell'ex ministro. 

I rapporti tra la Francia e la sua ex colonia si sono notevolmente raffreddati negli ultimi tempi, ovvero da quando c'è Hollande all'Eliseo. In politica estera, Parigi e Algeria fanno parte di due "blocchi" geopolitici rivali: la Francia e' molto vicina alle posizioni dell'Arabia Saudita, a cui e' legata da lucrosi accordi economici, mentre l'Algeria sostiene le istanze dell'Iran e della Russia, soprattutto per quanto riguarda il prezzo del petrolio sui mercati mondiali.

Nella regione del Maghreb, inoltre, Parigi sostiene il Marocco nella contesa per il Sahara occidentale, mentre Algeri e' schierata con il Fronte Polisario e la Spagna. La Francia, tra l'altro, non ha gradito le recenti modifiche alla Costituzione algerina che prevedono anche il divieto per i cittadini con doppia nazionalita' di accedere alle alte cariche dello Stato, escludendo di fatto i moltissimi funzionari con passaporto francese.

Non solo: Algeria e Francia hanno posizioni differenti sulla crisi libica. I nordafricani hanno mantenuto una posizione molto prudente, temendo ripercussioni interne, garantendo sostegno al governo di unita' nazionale del premier Fayez al Sarraj. I francesi, invece, hanno appoggiato piu' o meno velatamente l'Esercito libico guidato dal generale Khalifa Haftar che controlla "de facto" tutta la Cirenaica e accusato di essere un feroce "macellaio" dalle opposizioni.

Non bastasse tutto questo, non ha certamente aiutato a ricucire i rapporti franco-algerini il recente scandalo Panama Papers, per cui le autorita' di Algeri hanno addirittura convocato l'ambasciatore francese. Reporter senza frontiere (Rsf) ha condannato "l'avvertimento" ai media francesi lanciato ieri da Hocine Kheldoune, direttore dei media del Fronte di liberazione nazionale algerino (Fln, principale partito di governo), dalle colonne del quotidiano locale "El Watan".

"Il presidente Abdelaziz Bouteflika sta bene e la sua salute non e' una preoccupazione per la stampa francese", ha scritto Kheldoune. "Cogliamo l'occasione - ha aggiunto - per avvertire nuovamente a non giocare col fuoco in un momento in cui i rapporti fra i due paesi sono tesi".

Le dichiarazioni sono arrivate in risposta alle immagini divulgate dai media francesi che mostrano l'anziano presidente Bouteflika con evidenti difficolta' a esprimersi durante i colloqui dello scorso fine settimana col primo ministro francese, Manuel Valls. Averne sottolineato la fragilità dovuta all'età è apparso al governo algerino e alla popolazione evidentemente un insulto. Ed in effetti lo è.

I media di Parigi hanno boicottato la visita in Algeria del premier francese, Manuel Valls, per protestare contro le autorita' algerine che avevano negato il visto d'ingresso a un giornalista del quotidiano "Le Monde". Sono diverse le testate sia televisive che cartacee e online che hanno disertato la visita: da "Libèration" a "Le Figaro" oltre ad alcune emittenti televisive francesi che hanno deciso di non inviare alcun giornalista e di non effettuare riprese.

L'Algeria  aveva infatti protestato formalmente contro la Francia per alcuni articoli pubblicati dal quotidiano "Le Monde" in merito al coinvolgimento di personalita' algerine nei Panama Papers che riguardano una colossale quantita' di denaro nascosto in paradisi fiscali per un periodo che va dal 1977 al 2015, accusando l'attuale governo algerino  e il suo presidente, benchè non vi siano prove e neppure indizi che possano suffragare tale pesante insinuazione.

Il quotidiano francese Le Monde ha in seguito presentato scuse formali al presidente algerino, quindi come si vede l'Algeria ha avuto buone ragioni per non dare il visto d'ingresso a quel giornalista di Le Monde. Ma mentre il presunto scandalo - falso - Panama Papers-Algeria ha riempito i giornali di Francia e non solo di Francia, le scuse di Le Monde sono passate "inosservate".

Redazione Milano


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