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Max Parisi

TUTTE LE PREVISIONI DEL GOVERNO RENZI SI SONO DIMOSTRATE ERRATE (GIA' DOPO 4 MESI) RIMANE SOLO LA PATRIMONIALE A OTTOBRE

venerdì 22 aprile 2016

Ormai è una costante: le previsioni economiche del regime renzista hanno la stessa credibilità ed affidabilità della pagina degli oroscopi sui quotidiani: nulla.

Vi ricordate le stime “trionfalistiche” su una crescita del PIL nel 2016 di “ben” l’1,6%? Tutto da rifare: se tutto va bene taglieremo il traguardo dell’1,2%, messo nero su bianco nel DEF 2016, che sbugiarda quanto scritto da Renzi, Padoan e compagnia bella appena qualche mese fa.

Un qualsiasi politico dotato di un briciolo di dignità si sarebbe già dimesso, soprattutto perché da quando questa sgangherata compagine di governo ha preso il potere, non ha mai centrato uno solo degli obiettivi di crescita proclamati ai quattro venti, rivedendoli puntualmente al ribasso e dando la colpa, ovviamente, a “fattori esterni”, “rallentamenti della crescita internazionale”, “eventi imprevedibili” e amenità varie.

Il fallimento delle previsioni, chiaramente, non è colpa di questo governo, ma di tutti, tranne che loro. Non sia mai che il ducetto fiorentino possa essere accusato di non saper fare il proprio mestiere: in fondo a calar le braghe con i tedeschi, farsi prendere in giro dai libici, turlupinare i risparmiatori a favore dei banchieri, tagliare la sanità e le pensioni agli italiani per foraggiare orde di falsi profughi è bravissimo ed è stato messo su quella poltrona proprio per questo motivo.

Chiaramente, se il PIL è rivisto al ribasso, vanno a ramengo anche tutte le stime riguardanti il risanamento dei conti pubblici, il rapporto deficit/pil e debito pubblico/pil.

Difatti il pareggio di bilancio, tanto caro agli oligarchi della ue, quelli della macelleria sociale a buon mercato, della difesa dei “mercati”, slitta ancora di un anno: dal 2018 al 2019.

Anche qui le scuse per giustificare il mancato rispetto degli impegni presi è ampio e variegato, compreso le spese “umanitarie” per i profughi.

Siamo sinceri: in questo, ovvero nel “piangere il morto per fregare il vivo”, il governo Renzi non è secondo a nessuno. Peccato che gli eurocrati, abituati a distruggere generazioni e vite umane con un click su una tastiera (l’esempio Grecia è lì a imperitura memoria di quanto la Ue sia simile, se non peggiore, al III Reich) senza alcun rimorso, non si lascino impietosire da un tremebondo Padoan, da un sorriso malizioso di linguetta-Boschi o da una renzata sparata ai microfoni per blandire il popolo italico.

Difatti Katainen, il responsabile del disastro finlandese, profeta indiscusso dell’austerità teutonica, il vate dei sacrifici lacrime e sangue che ha distrutto il suo stesso paese, ha prontamente alzato il ditino e bacchettato sul sedere il premier non eletto: “Flessibilità? L’Italia ne ha avuta anche troppa, ora basta!” ha prontamente ringhiato da Bruxelles.

Come dargli torto? Per l’ennesima volta l’Italia è andata a pietire deroghe ai patti sottoscritti con gli oligarchi circa il risanamento dei conti pubblici.

Il punto è che quei patti non andavano nemmeno sottoscritti, e andrebbero sicuramente ripudiati, ma per far questo servirebbe un governo serio, che abbia a cuore l’interesse dei propri cittadini, pronto a condurre l’italico stivale fuori dalla Ue e dall’euro: praticamente un vero governo.

Credete che un premier non eletto, circondato da un gruppo di ministri incapaci di sviluppare anche solo una previsione attendibile, possieda capacità, coraggio ed intelligenza tali da compiere questi passi?

Noi no, per cui sappiamo già come andrà a finire: nuovi tagli alla sanità (così si morirà un po’ prima, facendo contenti quelli del FMI che si lamentano dell’età troppo elevata degli italiani), nuove tasse, magari sulla casa, e balzelli vari. Ovviamente sarà tutto inutile e fra un paio di annetti, quando il governatore della Bundesbank prenderà il posto di Mario Draghi a capo della BCE, (sempre che non accada prima)  avremo pure una bella patrimoniale che brucerà definitivamente qui pochi risparmi che ci saranno rimasti.

Il tutto in nome dell’austerità teutonica e degli interessi degli oligarchi europei e della Germania. Ma attenzione, non è detto affatto che la patrimoniale arriverà tra due anni. Se Draghi - che sta traballando al vertice della Bce - cade prima, ad esempio questa estate, la patrimoniale sarà a ottobre.

Perchè, vi è sfuggito? Ieri Draghi in diretta-mondo ha preso letteralmente a calci la Germania, scordando volutamente o meno ha poca importanza, che ai tedeschi manca completamente la tolleranza quando si tratta di soldi, e specialmente quando si tratta di soldi loro, che Draghi sta falciando a piene mani con gli interessi zero. 

Quindi, non è più questione di se, ma di quando Draghi dovrà mollare la poltrona di numero uno della Bce. In autunno cadono le foglie...

Luca Campolongo

Fonti

http://notizie.tiscali.it/economia/articoli/def-pareggio-bilancio-slitta-2019/

http://www.corriere.it/economia/16_aprile_08/crescita-governo-taglia-stime-2016-l-economia-salira-dell-12percento-35a74b06-fd6f-11e5-820b-500d9d51558a.shtml

http://www.secoloditalia.it/2016/04/ue-schiaffo-renzi-flessibilita-litalia-ne-avuta-fin-troppa-basta/

http://www.libreidee.org/2014/04/il-fmi-vivete-troppo-a-lungo-la-pensione-sara-un-lusso/

 


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