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Max Parisi

NEL SOLITO SILENZIO DELL'INFORMAZIONE ITALIANA DOMANI REFERENDUM IN OLANDA: RATIFICA ACCORDO UCRAINA-UE (SARA' BOCCIATO)

martedì 5 aprile 2016

Il referendum consultivo che si terrà domani nei Paesi Bassi sulla ratifica dell'accordo di associazione Ue-Ucraina "è una questione interna che riguarda il popolo olandese e sta al popolo olandese valutare come votare". Così il portavoce capo della Commissione Ue, Margaritis Schinas, precisa la posizione dell'esecutivo comunitario sulla consultazione che si terrà domani nei Paesi Bassi. "L'accordo tra Ue ed Ucraina - ha continuato Schinas - è stato firmato. Per quanto riguarda il processo di ratifica, ricordo che 27 Stati membri hanno notificato la ratifica. I procedimenti interni di ratifica sono questioni interne che riguardano gli Stati membri. E' anche in corso di ratifica nel Parlamento Europeo". 

Se l'accordo non venisse confernato dal referendum olandese di domani, perderebbe valore e decadrebbe in quanto tale. 

"In attesa che venga "ratificato da tutti gli Stati membri, parti rilevanti dell'accordo di associazione vengono applicate provvisoriamente. Non è compito della Commissione - conclude il portavoce - dire alla gente come votare, ma è suo compito sottolineare quale sia l'importanza per l'Europa di quel voto". Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker in gennaio ha invitato gli elettori olandesi a non votare contro l'accordo, avvertendo che un voto contrario potrebbe aprire le porte a "una crisi continentale" e che il primo beneficiario sarebbe la Russia di Vladimir Putin. Questa diretta ingerenza di Juncker nelle scelte politiche degli olandesi non è stata apprezzata per niente, anzi, ha dato una gran mano a chi vuole che l'accordo venga bocciato alle urne referendarie.

Il referendum, ricorda Judy Dempsey del think tank Carnegie Europe, è stato organizzato dopo che GeenPeil, un movimento euroscettico olandese che va per la maggiore, è riuscito a raccogliere molte più delle firme sufficienti a richiedere la consultazione, dopo l'entrata in vigore di una nuova legge che consente ai cittadini di ottenere la convocazione di una consultazione referendaria su qualsiasi legge passata dal Parlamento, a condizione che vengano raccolte almeno 300mila firme.

GeenPeil ne ha accumulate ben 470mila, quindi molte di più rispetto al minimo necessario. L'obiettivo politico di GeenPeil, spiega ancora la Dempsey, era di sottolineare la necessità di un maggior controllo democratico sul Parlamento, quando ratifica accordi siglati dall'Ue con altri Paesi. Tuttavia, prendendo di mira l'accordo di associazione Ue-Ucraina, il movimento "ha trasformato il referendum in un pericoloso gioco che vede contrapposti da un lato gli euroscettici e la Russia e dall'altro l'Ue e l'Ucraina". Va da sè che questo think tank sia europeista, c'è anche chi afferma finanziato sottobanco proprio dall'Unione europea.

I sondaggi, allo stato, a meno di 24 ore dal voto, prevedono una netta vittoria del 'no' alla ratifica, cosa che creerebbe "grossi problemi: al governo olandese, che dovrà reagire al voto; all'Ue, perché tutti gli Stati membri dell'Ue devono ratificare l'accordo di associazione e ne basta uno contro per inficiarlo; e per l'Ucraina, perché l'attuale governo ha un disperato bisogno dell'accordo per ricevere capitali e sostegno economico dalla Ue, altrimenti può dichiarare bancarotta in poche ore".

Inoltre, se prevale il "no", sarà un grande successo per Vladimir Putin, ma questo è già evidente ora. 

Redazione Milano


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