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Max Parisi

NIENTE RIFORMA LEGGE ELETTORALE? NO PROBLEM: ARRIVA LA CAVALLERIA TOGATA (CORTE COSTITUZIONALE) E TORNA IL MATTARELLUM.

sabato 18 maggio 2013

 

Milano - Anna Finocchiaro del Pd ha presentato nei giorni scorsi un provvedimento legislativo molto semplice: "Abolizione della attuale legge elettorale e ritorno alla precedente". All'incirca, suona così. Tuttavia, le probabilità che l'ammucchiata partitocratica alla fine trovi il modo di cambiare il cosiddetto Porcellum (nomignolo suggestivo derivato all'intramontabile affermazione di Calderoli, che ne fu relatore, che la definì "una porcata")  sono modeste per non dire nulle. Fin qua la politica. Ma ecco che - come nelle peggiori tradizioni italiane - quando la politica fallisce entra in campo la magistratura.

Infatti il  “Porcellum” ora passa alla Consulta: la Cassazione (con la sentenza n. 12606/2013.) ha appena sollevato la questione di legittimità costituzionale nei confronti dell’attuale legge elettorale. La decisione finale ora spetta alla Corte Costituzionale, che stabilirà se cancellare definitivamente dal nostro ordinamento questo famigerato e tanto criticato testo normativo, al secolo la legge 270 del 2005.

 In altre parole, poiché i parlamentari non riescono a mettersi d’accordo per modificare l’attuale legge elettorale, allora lo farà con le cattive la magistratura!

Sotto accusa di incostituzionalità è il tanto criticato sistema che non consente il voto di preferenza al cittadino. Infatti, con le “liste bloccate”, il cittadino non può scegliere il proprio candidato. Egli è costretto invece a barrare la lista di preferenza mentre i candidati sono prestabiliti, secondo un ordine decrescente, dalla segreteria del partito. Ciò ovviamente si pone in contrasto con il principio costituzionale che prevede il voto diretto.

 È incostituzionale anche il cosiddetto premio di maggioranza perché assicura al vincitore, anche a fronte di uno scarto minimo di voti, un numero considerevole di seggi (il 55%), affidandogli così un potere di cui il popolo non ha inteso investirlo.

 Il sistema, inoltre, non è in grado di impedire che, dopo il voto, le coalizioni si possano sciogliere, creando diverse maggioranze e così eludendo la volontà degli elettori.

Già in passato, la Corte Costituzionale era stata chiamata a decidere sulla legittimità dell’attuale legge elettorale. Ma erano altri tempi. Almeno sotto l’aspetto politico. In un momento, dunque, in cui tutta la politica italiana è “in forse” (in molti attribuiscono la colpa proprio al sistema elettorale), la Corte Costituzionale potrebbe decidere, con un colpo di mano a sorpresa, di cambiare le carte in modo radicale.

Fonte: la legge per tutti

 

 

max parisi


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