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Max Parisi

GIORGIA MELONI LANCIA LA CORSA PER IL CAMPIDOGLIO, E L'ADUNATA A DESTRA HA INIZIO

mercoledì 16 marzo 2016

Giorgia Meloni ha rotto gli indugi e ha deciso: "Mi candido per diventare sindaco di Roma". Quello che gli "avversari" (ex "amici" stile Berlusconi e il suo gioppino Bertolaso) considerano il suo punto debole, "una mamma non può fare il sindaco", Giorgia invece pnesa sia uno dei suoi punti di forza.

Questa, è Giorgia Meloni, che non soltanto annuncia la sua candidatura per il Campidoglio, ma ribalta le sibilanti accuse dello strano duo B&B e ne fa il contenuto personale della sua campagna elettorale: "La lupa che allatta i due gemelli - dice - è il simbolo di Roma". Come darle torto?

La sua, spiega Giorgia, sarà una campagna elettorale da mamma: "Non intendo strafare, i romani capiranno". E per l'annuncio la leader di Fratelli d'Italia ha deciso stamattina per la piazza del Pantheon. Avrebbe dovuto essere soprattutto un incontro con i cittadini ma lì davanti al monumento voluto da Agrippa s'è trovata di fronte una ressa di giornalisti e una calca enorme, la piazza è sembrata subito piccola per contenere tutta la gente che era arrivata per lei.

I media vengono spostati da una parte all'altra, si cerca una location adeguata. "Ma si devono vedere il Pantheon alle spalle e le bandiere tricolore", spiegano gli esponenti del partito che cercano di creare un minimo di organizzazione. Alla fine il 'mini comizio' Giorgia Meloni lo fa sulle scale della fontana e pazienza se il monumento non le fa più da sfondo: era l'unico modo per sottrarsi ad un bagno di folla incredibile.

"Ho deciso di correre per la carica di sindaco di Roma. E' una scelta che considero d'amore perchè la posta in gioco è alta", dice annunciando la sua discesa in campo. Giura che la questione della leadership del centrodestra non ha niente a che fare con la sua scelta, assicura che lei punta a "unire e non a dividere". Sceglie la strategia della mano tesa con Guido Bertolaso che appena un mese fa era il candidato di tutto il centrodestra e ora si ritrova a essere sostenuto soltanto da Forza Italia. "Non ha scaldato i cuori dei romani e non ha unito la coalizione. Mi rivolgo anche lui, non si faccia strumentalizzare e mi dia una mano per vincere", sottolinea.

E' l'offerta di un ticket? "Lui può decidere cosa fare, è uomo di concretezza - sottolinea Meloni - e abbiamo bisogno di concretezza". Una stoccata però la riserva a Silvio Berlusconi, che ha bocciato il modello del sindaco-mamma: "Nessun uomo può dire a una donna cosa può e cosa non può fare in ragione della sua gravidanza".

Tolto il sassolino dalla scarpa, partono gli appelli friendly sia a Matteo Salvini che al leader di Forza Italia perché, dice, "si può ancora vincere tutti insieme" e non consegnare la città ai grillini. Di certo il problema non è il segretario della Lega. "Il nostro obiettivo - spiega il numero uno padano - è arrivare con Giorgia Meloni al ballottaggio. A quel punto, se il centrodestra vuole, sarà unito e i romani ci daranno una mano".

Chi per ora appare irremovibile è invece Silvio Berlusconi. Con la leader di Fdi c'è stata oggi una telefonata definita "interlocutoria", ma già questa mattina in un intervento a Mattino5, il Cavaliere è stato netto: "Il candidato resta Bertolaso, vincerà al primo turno". Il che, ovviamente, è una sciocchezza. 

Tuttavia, al di là della posta in palio, non che essere sindaco della Capitale sia cosa da poco, la convergenza tra Matteo Salvini e Giorgia Meloni ha uno obbiettivo ben più alto. In Italia, hanno capito i due leader, serve una grande destra democratica, repubblicana, popolare, e per adunarla l'unico modo è mescolare le acque dei due fiumi, quello del Nord di Salvini e quello del Centrosud dei Fratelli d'Italia di Giorgia Meloni. Solo così, la Destra avrà la statura - e i voti - nazionale. E solo una destra forte, organizzata, con le idee chiare, troverà alleati al centro per governare il Paese. 

In bocca alla Lupa, Giorgia.

Max Parisi

Redazione Milano.


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