49.780.049
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

UNA DELEGAZIONE DI TUTTE LE FORZE POLITICHE ELVETICHE E' ANDATA IN ERITREA E HA CONCLUSO: CHI FUGGE NON E' UN PROFUGO.

venerdì 19 febbraio 2016

LONDRA - Molti dei rifugiati che arrivano in Europa provengono dall' Eritrea, uno stato che secondo i giornali di regime italiani viola enormemente i diritti umani, e quindi gli eritrei che arrivano in Italia con i soliti barconi gestiti dalle mafie islamiche in Libia, hanno ovviamente il diritto di essere accolti a braccia aperte come poveir profughi.

Ma come stanno veramente le cose, in Eritrea?

Nei giorni scorsi vari politici elvetici - si badi been: elvetici, non italiani - si sono recati in Eritrea e assieme a Thomas Aeschi (dell'UDC svizzera) hanno fatto parte del viaggio i consiglieri nazionali Yvonne Feri (Partito Socialista) e Claude Beglé ( del PPD) nonché la consigliera di Stato argoviese Susanne Hochuli (dei Verdi) e il loro collega Christian Wasserfallen (PLR). Segnaliamo i loro nomi e la loro appartenenza politica proprio per mostrare come questa delegazione svizzera sia stata formata da esponenti tanti di sinistra, quanto di centro e di destra. Quindi, le solite accuse di "xenofobia" e "razzismo" nel caso andrebbero rivolte a tutto il ceto politico elvetico...

Ebbene, come già dichiarato dalla consigliera di Stato, Susanne Hochuli alla stampa, Aeschi, attualmente in India, in due interviste telefoniche all'Ats e a Le Temps, sostiene in sostanza che la situazione in Eritrea non fa pensare a uno Stato totalitario. Afferma di aver potuto discutere liberamente con la popolazione, reticente solo nel rispondere a domande relative a parenti in carcere. Affermazioni analoghe sono state fatte questa sera ai microfoni della radio romanda RTS da Beglé.

Il consigliere nazionale dell'UDC indica inoltre che gli svizzeri non hanno avuto modo di visitare le prigioni, visita che le autorità di Asmara, stando a dichiarazioni della consigliera federale Simonetta Sommaruga, vietano pure al Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR).

La verità, quindi, dichiara Thomas Aeschi, è che i richiedenti asilo eritrei in Svizzera e in Europa sono spinti in gran parte da motivazioni economiche. L'Eritrea, afferma il consigliere nazionale, è effettivamente un Paese molto povero. Durante il viaggio la rilevanza della migrazione economica è stata sottolineata anche dall'ambasciatore dell'Ue, Christian Manahal. Il diplomatico conferma all'ats quanto sostenuto da Aeschi, apportando una precisazione: gli eritrei lasciano il loro Paese anche in seguito al servizio militare, che li costringe sotto le armi per durate indefinite.

Aeschi non esclude violazioni dei diritti dell'uomo, ma non le considera imperanti. La Svizzera dovrebbe inviare sul posto una commissione per fare luce sulla situazione. Una commissione dell'Onu, in un rapporto particolarmente severo contro l'Eritrea, si è basata solo su testimonianze di espatriati.

Per il consigliere nazionale elvetico, quindi, un accordo di riammissione è realistico. Altrimenti non si spiega come migliaia di eritrei costretti da Israele alla permanenza in campi di accoglienza nel deserto preferiscano tornare nel loro Paese.

Ora, il lettore dirà: magari è interessante, ma che c'entra con l'Italia? Molto, c'entra.

Infatti, le risultanze di questa commissione d'inchiesta svizzera che si è recata in Eritrea per verificare di persona e non sulla base di dicerie quali sono effettivamente le condizioni di vita e gli standard di libertà, offrono testimonianze estremamente significative, perche' viene meno uno dei requisiti secondo cui a tutti coloro che provengono dall'Eritrea viene concesso lo status di rifugiato e questo vale non solo per la Svizzera ma anche per l'Italia, dove decine di migliaia di "profughi" guarda caso sono proprio o almeno dichiarano di esserlo, eritrei.

A tal proposito,  interessante come i giornali di regime abbiano censurato completamente queste notizie perche' evidentemente diffondendole avrebbero demolito il muro di menzogne da essi costruito per convincere gli italiani ad accettare questi opportunisti.

Inutile dire che nessuna delegazione di politici del parlamento italiano è mai andata in Eritrea a verificare le condizioni di questo Stato, benchè l'Italia sia il primo e principale punto di arrivo di "profughi" eritrei in Europa. 

Noi ovviamente non ci stiamo a tacere su questo menefreghismo e speriamo che qualche parlamentare legga questa notizia per chiedere spiegazioni al governo, casomai andando a vedere di persona che succede in Eritrea . Non ci sembra di chiedere troppo.

 

GIUSEPPE DE SANTIS


UNA DELEGAZIONE DI TUTTE LE FORZE POLITICHE ELVETICHE E' ANDATA IN ERITREA E HA CONCLUSO: CHI FUGGE NON E' UN PROFUGO.


Cerca tra gli articoli che parlano di:

ERITREA   PROFUGHI   MIGRANTI   SVIZZERA   COMMISSIONE   INCHIESTA   DELEGAZIONE   BARCONI   LIBIA   STATO   TOTALITARIO   UDC   PPD   PLR   INDIA    


 
Gli ultimi articoli sull'argomento
A OTTOBRE IL PD DI RENZI DOVRA' VARARE UNA ''MANOVRA'' DA 48 MILIARDI IMPOSTA DALLA UE (IMU RADDOPPIATA, IVA 25%)

A OTTOBRE IL PD DI RENZI DOVRA' VARARE UNA ''MANOVRA'' DA 48 MILIARDI IMPOSTA DALLA UE (IMU

venerdì 21 luglio 2017
In queste settimane, l’ex sindaco di firenze e mai rimpianto premier, si muove sottotraccia per far star sereno Gentiloni, alla stessa maniera in cui fece star sereno Letta, ovvero trovare
Continua
 
SINDACATI DI POLIZIA: LIBERO L'AFRICANO ACCOLTELLATORE DI MILANO, STATO NON MERITA I QUOTIDIANI SACRIFI DEI POLIZIOTTI

SINDACATI DI POLIZIA: LIBERO L'AFRICANO ACCOLTELLATORE DI MILANO, STATO NON MERITA I QUOTIDIANI

giovedì 20 luglio 2017
"Un sistema in cui la vita di un Servitore dello Stato vale poco o nulla, in cui chi si aggira armato in mezzo alla strada menando fendenti e aggredendo un poliziotto torna tranquillamente in
Continua
LA COMMISSIONE UE AGGREDISCE LA POLONIA E MINACCIA (A VANVERA) SANZIONI! LA ''COLPA''? RIFORMA AMERICANA DELLA GIUSTIZIA

LA COMMISSIONE UE AGGREDISCE LA POLONIA E MINACCIA (A VANVERA) SANZIONI! LA ''COLPA''? RIFORMA

mercoledì 19 luglio 2017
"Di fronte al grave attacco contro l'indipendenza della giustizia in Polonia" la Commissione europea oggi ha minacciato di fare un passo senza precedenti verso sanzioni contro il governo nazionalista
Continua
 
COSA NOSTRA HA UCCISO PAOLO BORSELLINO E LO HA RESO UN EROE IMMORTALE, ESEMPIO DI RETTITUDINE E CORAGGIO PER TUTTI NOI

COSA NOSTRA HA UCCISO PAOLO BORSELLINO E LO HA RESO UN EROE IMMORTALE, ESEMPIO DI RETTITUDINE E

mercoledì 19 luglio 2017
Riportiamo - parola per parola - l'ultimo intervento pubblico del giudice Paolo Borsellino, la sera del  25 giugno del 1992, quando decise di partecipare ad un dibattito organizzato da Micromega
Continua
THE SUN, TABLOID BRITANNICO AD ALTISSIMA TIRATURA, SEGNALA NAPOLI TRA LE 10 CITTA' PIU' PERICOLOSE AL MONDO (COME RAQQA)

THE SUN, TABLOID BRITANNICO AD ALTISSIMA TIRATURA, SEGNALA NAPOLI TRA LE 10 CITTA' PIU' PERICOLOSE

martedì 18 luglio 2017
LONDON - Naples, the Italian city, is famed throughout the world for its links to organised crime. Mafia hits in Naples are more frequent than elsewhere in the home of Italy’s oldest crime
Continua
 
ORRORE IN GERMANIA: 547 BAMBINI DEL CORO DELLE VOCI BIANCHE DEL DUOMO DI RATISBONA HANNO SUBITO VIOLENZE, ANCHE SESSUALI

ORRORE IN GERMANIA: 547 BAMBINI DEL CORO DELLE VOCI BIANCHE DEL DUOMO DI RATISBONA HANNO SUBITO

martedì 18 luglio 2017
RATISBONA -  GERMANIA - Esplode lo scandalo dei maltrattamenti e degli abusi sessuali subiti da centinaia di ragazzi e bambini del coro cattolico del Duomo di Ratisbona, il piu' antico coro di
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG: ''LA UE E' TERRIBILMENTE DIVISA E VICINA AL PUNTO DI ROTTURA. LA MERKEL MAI COSI' SOLA''

FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG: ''LA UE E' TERRIBILMENTE DIVISA E VICINA AL PUNTO DI ROTTURA. LA
Continua

 
IL GRANDE QUOTIDIANO SPAGNOLO ''EL PAIS'' INTERVISTA ASSAD: ''SALVERO' LA SIRIA, MA NON SIGNIFICA CHE POI SARO' PRESIDENTE''

IL GRANDE QUOTIDIANO SPAGNOLO ''EL PAIS'' INTERVISTA ASSAD: ''SALVERO' LA SIRIA, MA NON SIGNIFICA
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!