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Max Parisi

IL WALL STREET JOURNAL LANCIA L'ALLARME: L'AZIONE DELLA BCE METTE IN PERICOLO I RISPARMIATORI DI TUTTA L'EUROZONA

giovedì 4 febbraio 2016

NEW YORK - Il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha recentemente respinto le critiche al programma di easing quantitativo dell'Eurotower, dichiarando che i tassi di interesse ultrabassi e il programma di acquisto di asset della Banca non costituiscono affatto un danno per i risparmiatori.

In Italia, sia per motivi campanilistici, sia perchè la Bce a trazione Draghi sta comprando a man bassa titoli di stato italiani e quindi lo spread - nonostante gli sfracelli borsistici del settore bancario e l'esorbitante mole delle sofferenze -  non è schizzato alla stelle come in epoca berlusconiana, nessuno ha osato mettere in discussione questo assunto.

Viceversa, a parere dell'editorialista economico del "Wall Street Journal" Michael Heise, "la verità riguardo gli effetti del Qe per i risparmiatori e' assai piu' complessa: la politica monetaria espansiva della Bce non e' un problema solo se si e' ricchi e si dispone di un portafoglio di investimenti diversificato".

Riguarda i risparmi e gli averi di tutti i cittadini dell'eurozona.

Non a caso, sottolinea nell'articolo pubblicato oggi, "Draghi ed altri affermano che anche se i depositi bancari e altri asset liquidi simili garantiscono ora interessi quasi nulli o addirittura negativi, le azioni o in alcuni casi l'immobiliare hanno performato bene grazie alle politiche espansive".

In questo senso, un portafoglio d'investimenti assai diversificato e' ben posizionato per assorbire gli effetti del Qe; ed e' anche vero - almeno in teoria - che un beneficio indiretto dovrebbe giungere dalle politiche espansive a crescita economica e occupazione.

Invece, l'unico effetto che puo' essere univocamente ricondotto al Qe, secondo Heise, e' il calo dei rendimenti delle obbligazioni sovrane, e dunque dei costi di rifinanziamento del debito pubblico, specie per i paesi dell'eurozona gia' finanziariamente piu' solidi, come la Germania, le cui obbligazioni costituiscono l'acquisto privilegiato del programma di Qe dell'Eurotower.

Quel che i vertici della Bce tendono a trascurare - scrive a chiare lettere il Wall Street Journal - , e' che gran parte dei cittadini europei accumulano i loro pochi risparmi in depositi bancari: in media, il 40 per cento degli asset finanziari detenuti dalle famiglie dell'eurozona assumono proprio la forma di depositi e per le fasce di reddito piu' basse, tale percentuale sale al 60 per cento".

"Molti europei, dunque - specialmente i meno abbienti - hanno rimediato dalla Bce perdite considerevoli sotto forma di mancati redditi da interesse. I risparmiatori piu' abbienti e meglio preparati a diversificare i loro portafogli in risposta alle politiche della Banca centrale hanno probabilmente evitato queste perdite, ma anche nel loro caso, resta da vedere se la loro situazione sara' sostenibile": tutto, conclude Heise, dipendera' dalla capacita' dell'economia dell'eurozona di crescere abbastanza da giustificare le quotazioni raggiunte dagli asset piu' rischiosi. 

Tradotto in parole povere: per colpa del QE della Bce, il denaro liquido non rende più nulla, e anzi è eroso nel suo potere d'acquisto, quello investito in obbligazioni idem, senza voler infierire parlando del rischio ormai conclamato per le obbligazioni bancarie, come i recenti default di banche italiane insegnano, e il denaro investito dai risparmiatori in fondi comuni che a loro volta operano nei mercati azionari per poter produrre un qualche utile, sono oggi ad alto rischio: sono sostenibili nel tempo questi valori raggiunti? Infatti, non è un caso se tutti i valori azionari di tutte le banche italiane sono in pesantissima flessione, mentre gli altri? Quelli non bancari, reggeranno? Questa è la domanda del Wall Street Journal. 

La risposta, dati alla mano, non è tranquillizzante: se si fa riferimento all'ultima grande "collocazione" in Borsa, quella della Ferrari, c'è da concludere proprio no. Chi ha comprato azioni Ferrari, al momento ha perso oltre il 20%. Ma il vero rischio sta proprio nel QE: i risparmiatori, finchè la Bce agirà così, continueranno a perdere denaro sia perchè non incassano nulla di interessi, e quindi non ottenendo utili contraggono la propria capacità di spesa, sia perchè il valore in sè dell'euro si deprezza. E' una doppia perdita.

Redazione Milano

 

 


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