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Max Parisi

DI NUOVO ''GREXIT'' PER LA GRECIA: STALLO TRA UE-BCE-FMI E IL GOVERNO TSIPRAS MENTRE ARRIVA DOMANI LO SCIOPERO GENERALE

mercoledì 3 febbraio 2016

ATENE - La Grecia è in ebollizione e ritorna l'ipotesi del "Grexit". Oggi, niente telegiornal, giornali radio e notizie online in tutto il Paese per uno sciopero dei giornalisti che prelude alla mobilitazione generale di domani contro la riforma delle pensioni, il terzo sciopero generale contro il governo di sinistra di Atene, che toccherà anche i trasporti.

Le radio e le televisioni non trasmettono notizie, fermi i siti di news e l'agenzia Ana. Lo sciopero dei giornalisti, che prevede sanzioni per i trasgressori, è iniziato alle sei di stamani, le cinque in Italia, e prosegue per 24 ore. Come gli agricoltori, i liberi professionisti e i due principali sindacati dei dipendenti, GSEE per il settore privato e Adedy per il pubblico impiego, i giornalisti domandano il ritiro del progetto di riforma delle pensioni chiesti dai creditori di Atene, UE e FMI, che prevede un aumento dei versamenti e un calo delle erogazioni future.

Lo sciopero generale creerà disagi nei trasporti urbani e aerei interni, con 16 voli interni già annullati, mentre non sono assicurati i collegamenti via mare con le isole. Ospedali, scuole e servizi pubblici funzioneranno al rallentatore.

Lo sciopero riguarda anche le stazioni di servizio, che dovrebbero chiudere per 24 ore. Anche medici, avvocati, notai e ingegneri civili sono chiamati alla mobilitazione. Gli agricoltori, che da lunedì bloccano i principali valichi di confine con la Bulgaria e la Turchia e hanno inasprito i blocchi in atto dal 22 gennaio sulle principali autostrade, hanno anche annunciato che parteciperanno alle manifestazioni previste in tarda mattinata nel centro di Atene. Al primo corteo del Pame, fronte sindacale dell'opposizione comunista, seguirà quello principale di GSEE e Adedy. 

La contestazione arriva mentre il governo di Alexis Tsipras tenta di chiudere con i creditori l'intesa sul progetto di riforma, che andrà a metà febbraio all'esame del parlamento, dove la maggioranza può contare su 153 seggi su 300. Secondo i media il quartetto dei rappresentanti delle istituzioni finanziarie, da due giorni di nuovo ad Atene, ha già espresso la sua opposizione all'aumento dei versamenti dei datori di lavoro (dell'uno per cento) e dei dipendenti (0,5%) in favore di un nuovo taglio agli assegni attuali, già ridotti una decina di volte dal 2011 a oggi.

Tra due fuochi, il governo Tsipras difende la riforma per salvare un sistema "all'orlo del collasso" ma non vuole tagliare le pensioni. Lo sciopero è il terzo da quando a luglio ha accettato di prorogare l'austerità per evitare l'uscita dal'eurozona, rinnegando le promesse di rottura del rigore che l'avevano portato al potere a gennaio 2015.

E fonti di governo definiscono "difficili" i negoziati per la revisione dell'attuazione del terzo piano di salvataggio. Lo ha detto senza giri di parole il ministro del Lavoro, George Katrougalos, dopo l'incontro avvenuto ieri con i rappresentanti della Commissione europea, Declan Costello, della Banca centrale europea, Rasmus Refer, del Meccanismo europeo di stabilita' e del Fondo monetario internazionale, Delia Velculescu.

"E' una negoziato molto difficile che continuera' anche domani", aveva dichiarato al termine dell'incontro insieme al ministro delle Finanze, Euclid Tsakalotos, e quello dell'Economia, George Stathakis. Katrougalos ha anche detto che l'incontro si e' svolto "in un clima costruttivo e che le questioni affrontate sono ben note e sempre le stesse messe sul tavolo dalle istituzioni. Credo che questi negoziati difficili continueranno e che la decisione finale sara' presa nell'interesse del paese". Che è parso un modo diplomatico per affermare che di tagli delle pensioni proprio non se ne parla.

Prima della riunione il ministro, in un'intervista televisiva, aveva detto che la linea rossa per il governo greco rimane quella di non ridurre ancora di piu' le pensioni. Katrougalos ha poi ribadito che l'impasse che si e' creato nel sistema previdenziale sociale greco e' "un'eredita' dei governi precedenti".

Tra i piani del governo che piu' stanno creando scetticismo e dubbi circa l'effettiva efficacia c'e' quello di riforma delle pensioni, che ha generato una serie di proteste anche da parte delle diverse categorie professionali. Secondo il governo la prima fase dei colloqui durera' una settimana e, dopo una breve pausa, riprendera' fino al completamento della prima valutazione del terzo accordo di salvataggio della Grecia, siglato lo scorso agosto.

Ma sempre più voci sia interne al governo Tsipras che della Commissione europea sottolineano che la situazione  greca è deteriorata e si sta solo procrastinando la data del Grexit.

Redazione Milano.


DI NUOVO ''GREXIT'' PER LA GRECIA: STALLO TRA UE-BCE-FMI E IL GOVERNO TSIPRAS MENTRE ARRIVA DOMANI LO SCIOPERO GENERALE


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