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Max Parisi

ORA LA GERMANIA HA PAURA: IL COSTO MIGRANTI MANDERA' IN ROSSO IL BILANCIO DELLO STATO GIA' QUEST'ANNO (50 MILIARDI)

mercoledì 3 febbraio 2016

BERLINO - Ora, la Germania comincia davvero ad avere paura, la questione immigrazione ha raggiunto livelli esplosivi, innanzitutto per i conti dello stato.

Ma non è solo una questione di denaro: se i flussi migratori rappresentino un'opportunita' a lungo termine o uno stress eccessivo per la Germania e' argomento molto dibattuto da opinionisti, politici e perfino filosofi. E' invece innegabile, scrive l'opinionista Dorothea Siems sul quotidiano tedesco "die Welt", che almeno nel breve e medio termine i costi che il paese dovra' sostenere per l'accoglienza saranno a dir poco enormi. Le prospettive per i conti pubblici della Germania a cinque anni  sono devastanti.

I richiedenti asilo, infatti - oltre un milione nel solo 2015 - non hanno bisogno solamente di vitto e alloggio, ma anche di assistenza medica o corsi di lingua. L'Istituto economico tedesco (IW) stima una spesa di 50 miliardi di euro che, fino al 2017, dovra' essere sostenuta dai contribuenti.

I dati diffusi dagli economisti di Iw, inoltre, rappresentano una stima prudenziale: il mondo economico, infatti, non e' affatto interessato a diffondere allarme tra i contribuenti tedeschi, essendo interessato alla forza lavoro straniera a basso costo.

Le spese previste dagli economisti, tuttavia, potrebbero mandare - benchè siano ampiamente sottostimate - a monte il pareggio di bilancio tanto perseguito dal ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble e dalla Grande Coalizione.

Intanto la coalizione di governo tedesca, indebolita dalla crisi migratoria, si trova all'improvviso compatta su una nuova linea di severita': dopo che il ministro del Lavoro Andrea Nahles ha minacciato il taglio delle prestazioni sociali ai profughi che non vogliono integrarsi, nella politica tedesca si e' formata un'insolita alleanza: il ministro agli Affari Sociali della Baviera, Emilia Mueller, ha elogiato l'ala piu' dura dell'Spd: "Sono contenta del fatto che il ministro del Lavoro abbia fatto suo il principio del 'favorire ed esigere'", ha dichiarato Mueller, rivendicando pero' che "questa e' sempre stata la posizione bavarese".

L'esponente della Csu si e' dunque presa la liberta' di declinare le parole di Nahles: "Chi in futuro dira' di no ad un corso di lingua o di formazione, si vedra' tagliare le prestazioni sociali". "L'integrazione non e' solo un'offerta, ma e' anche un dovere", ha invece aggiunto il vice-segretario della Cdu Thomas Strobl. 

Su tutto questo, si erge la cancelliera Merkel, che solo due giorni fa ha dichiarato: "Non appena cesseranno i conflitti in Siria e Iraq, tutti i profughi di queste nazioni dovranno tornare a casa". 

Già la  settimana scorsa, Angela Merkel aveva precisato: "I migranti economici arirvati in Germania saranno tutti espulsi, non c'è posto per loro, ma solo per i profughi". E nel frattanto, il governo tedesco ha deciso di prolungare la sospensione "temporanea" del Trattato di Schengen in attesa che la Commissione europea attivi l'articolo 26 del Trattato di Schengen che ne consente la sospensione fino a 2 anni, e poi si vedrà.

Oggi, solo l'Italia - unilateralmente - mantiene attiva la "libera circolazione" ma non appena dall'Italia chiunque provi a superare le frontiere, dall'altra parte, tanto in Francia che in Austria, la polizia chiede i documenti. E se non sono in regola, si resta in Italia, come accade ormai ai 150.000 migranti arrivati dalla Libia più tutti gli altri che arriveranno rimanendo bloccati nell'ex Belpaese.

Redazione Milano.


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