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Max Parisi

FINANCIAL TIMES: ''L'ITALIA E' UNA GRAVE MINACCIA PER ZONA EURO E UNIONE EUROPEA: SOSTENIBILITA' INCERTA, COME LA GRECIA''

lunedì 1 febbraio 2016

Grecia e Italia accostate, sulle pagine del Financial Times, come Paesi le cui difficoltà a gestire le molteplici crisi in corso, da quelle finanziarie a quella umanitaria sui profughi, "mettono in rilievo le faglie dell'unione europea". L'Italia nell'Eurozona? La sua sostenibilità a lungo termine è incerta, un po' come quella della Grecia, scrive sul Financial Times Wolfgang Munchau, che giornale è anche condirettore, non solo editorialista.

L'analista tedesco mette in evidenza come, dopo i disastri della Grecia - che non sono affatto finiti, dato che è in difficoltà sia dal punto di vista economico sia da quello della gestione dell'immigrazione - l'Unione europea è messa a rischio anche dall'Italia. Oltre ai punti critici, Munchau parla degli sforzi del governo italiano nel cercare un'inversione di rotta alzando la voce nei confronti di Bruxelles e di Berlino, e non è affatto una tecnica, dato che alza ultriormente la tensione in Europa.

Secondo il Financial Times l'Italia è in grande difficoltà sia nell'affrontare l'immigrazione, sia per la crisi del sistema bancario.

Testualmente: "L'Italia è stata sopraffatta dalla crescita di profughi provenienti dal Nord Africa lo scorso anno. Oltre a questo, l'Italia si trova ad affrontare problemi economici irrisolti - la crescita della produttività ferma per 15 anni; un grande debito pubblico che lascia il governo praticamente senza margine di manovra; e un sistema bancario con 200 miliardi di crediti deteriorati, più altri 150 miliardi di debito classificato come problematico. Bisogna poi prendere in considerazione che i tre principali partiti di opposizione hanno, in vari momenti , messo in discussione l'appartenenza del paese all'Eurozona. Anche se nessuna di queste forze politiche sembra avere possibilità di arrivare al futuro nel prossimo futuro, è chiaro che l'Italia ha un tempo limitato per risolvere i suoi molteplici problemi".

Secondo Munchau se c'è un Paese che, come la Grecia, mostra che le capacità di intervenire su queste crisi contestuali ha raggiunto il limite "è l'Italia. Anche se i problemi di Roma sono diversi da quelli della Grecia, la sostenibilità di lungo termine del Paese nell'area euro è altrettanto incerta. A meno di non credere che la sua performance economica migliorerà miracolosamente, anche in assenza di motivi per cui dovrebbe farlo".

Non bastassero queste critiche, ecco cosa pensa il Financial Times della crisi delle banche italiane: "L'ingente mole del debito pubblico non lascia praticamente margini di manovra alle politiche bilancio. A questo si è aggiunto il problema di come smaltire i crediti deteriorati nelle banche. La difficoltà a riparare il sistema bancario è un buon esempio della pericolosità dell'Italia. L'Italia ha appena raggiunto un accordo con la Commissione europea che, per non utilizzare gli aiuti di Stato, fa ricorso a tutti i peggiori trucchi della Finanza moderna, anche se in questo caso - prosegue Munchau - più che espressione della finanza deviata si tratta di un segno di disperazione".

Parole come pietre.

"In pratica  - prosegue il Financial Times - c'era poco altro che gli italiani potessero fare sulla base delle rigide normative europee sugli aiuti di Stato. E ci si mette anche la sfortuna. Perché questa strategia europea di fare il meno possibile e rinviare i problemi, avrebbe potuto funzionare se i profughi fossero rimasti a casa. L'Ue si è esposta al rischio di incappare in ulteriori shock esterni che si sono regolarmente materializzati, come la crisi dei rifugiati, appunto. E ora si creano pesanti problematicità, come la chiusura unilaterale delle frontiere con la Grecia da parte della Macedonia". 

"La Grecia può essere l'esempio più brutale, ma non è l'unico paese esposto a crisi sovrapposte. Non è nemmeno il più importante. Lo è di gran lunga l'Italia. Benchè i problemi di Roma siano diversi da quelli della Grecia, la sostenibilità a lungo termine del paese nella zona euro è allo stesso modo incerta, a meno che non si creda - appunto - che la sua performance economica possa miracolosamente migliorare quando invece non c'è nessun motivo per pensarlo".

Dopo aver elencato come Roma sta affrontando le questioni economiche, giudicando l'azione del governo "non particolarmente efficiente", l'editorialista del Finacial Times ricorda come il governo italiano si stia rapportando in modo conflittuale con le istituzione europee: "Ci sono segnali che ci dicono che la pazienza dell'Italia con la Ue e la Germania, in particolare, si sta esaurendo. Il primo ministro Matteo Renzi ha attaccato apertamente le politiche della Ue in materia di energia, sulla Russia, sul deficit di bilancio e sul dominio tedesco dell'intero apparato. Non è solo la crisi dell'euro che ha portato l'Italia sull'orlo di mettere in discussione la sua posizione con l'euro, e cioè se rimanere o uscire dall'Eurozona. Si tratta di una combinazione di più crisi, ed è probabile che crescerà ancora il conflitto Italia-Ue durante l'attuale dibattito sulla Brexit".

L'articolo del Financial Times con le accuse dirette al governo Renzi e i pericoli di crollo dell'eurozona fino all'uscita - o alla cacciata - dell'Italia dall'euro, non ancora avuto repliche da Palazzo Chigi o dal Pd.

Redazione Milano


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