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Max Parisi

IL NEW YORK TIMES DISTRUGGE RENZI: SI CREDE UN GRANDE, MA E' COMICO E MARGINALE, IN PIU' ALIMENTA CONFLITTI DENTRO LA UE

venerdì 29 gennaio 2016

NEW YORK  Senza celare una buona dose di ironia, c'è chi ha detto addirittura di disprezzo, il più importante quatidiano d'America titola oggi in prima pagina:"Renzi si invita al tavolo dei grandi". Non è difficile osservare la scelta della forma verbale che sottende l'evidente critica al personaggio Renzi, autoproclamatosi un "grande" in nome di cosa sfugge, però, al New York Times.  

In ogni caso, con questo titolo sparato a tutta pagina in prima dall'International New York Times, l'edizione distribuita in Europa prima che altrove, il giornale presenta un lungo articolo che già dalle prime righe tira sciabolate al presidente del Consiglio: "Il premier italiano alimenta le tensioni mentre cerca un posto tra gli europei che contano", esordisce.

L'analisi di Jim Yardley, il responsabile dell'ufficio romano del New York Times, viene anche ripresa, in terza pagina, nell'edizione americana del quotidiano con un titolo leggermente diverso: "Renzi preme per un posto al tavolo del potere". E' proprio ai lettori euopei e italiani, quindi, che è rivolto il pezzo al vetriolo.

"Tra gli stati membri dell'Unione europea - scrive Yardley - l'Italia e' importante ma non sempre influente, in parte a causa del malfunzionamento decennale delle sue politiche. Francia e Germania tradizionalmente scrivono l'agenda europea, mentre l'Italia e' spesso un junior partner, un socio di minore importanza, talvolta comico e marginale".

Comico e marginale non sembrano giudizi in linea con la considerazione che ha di sè stesso il "grande" signor Renzi. Tuttavia, l'accusa più grave è quella che segue queste parole.

Secondo il New York Times, "per farsi ascoltare ed essere preso sul serio, Renzi ha scelto un approccio conflittuale, causato in parte dalla sua frustrazione, portando così nuove tensioni nel blocco Ue, anche se tutte le parti hanno tentato di diminuirle in questi ultimi giorni".

Tra le analisi citate da Yardley, che ha parlato con politici ed esperti italiani, c'e' quella che vede "Renzi sotto pressione  politica in casa dato che l'economia, pur migliorando, rimane fiacca mentre le riforme sono troppo recenti per apportare modifiche sostanziali alla vita della gente".

"Scegliere una linea piu' dura con Bruxelles - viene rilevato dal New York Times che tra l'altro è da sempre schierato a sinistra, fieramente "liberal" e a favore del Partito Democratico e del presidente Obama - lo aiuta forse ad arginare le sfide politiche populiste in Italia, ma solo questo".

"Altri analisti - scrive ancora il giornalista del Nyt  - sostengono che Renzi stia tentando di ottenere maggiore influenza mentre sta negoziando con Bruxelles per ottenere una maggiore flessibilita' nei confronti del budget nazionale" mentre grava sull'Italia la minaccia incombente della crisi dell'intero sistema bancario nazionale.

Non sfugge alla stampa americana che la mole del crediti deteriorati (subprime all'italiana) abbia raggiunto un livello insostenibile e questo ha prodotto, come sempre accade, lo scatenarsi della speculazione, dei fondi avvoltoio che già hanno agito in Grecia e a Cipro con le note conseguenze. 

In questo quadro drammatico, oggi - conclude ilNew York Times - Mister Renzi è a Berlino a parlare con la Cancelliera Merkel a sua volta in grandi difficoltà politiche interne alla propria coalizione per la questione "esplosiva" dei migranti. 

Dall'incontro allo scontro, il passo sarà molto breve.

Redazione Milano


IL NEW YORK TIMES DISTRUGGE RENZI: SI CREDE UN GRANDE, MA E' COMICO E MARGINALE, IN PIU' ALIMENTA CONFLITTI DENTRO LA UE


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