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Max Parisi

INCHIESTA BANCHE / L'ACCORDO CAPESTRO CON LA UE SU CREDITI MARCI RENDE AD ALTISSIMO RISCHIO I FONDI D'INVESTIMENTO

giovedì 28 gennaio 2016

Quello che sta andando in scena in queste ore è il titanic del sistema bancario italiano. L’accordo raggiunto dall’ineffabile Padoan con la Ue, rappresenta la pietra tombale per il nostro sistema creditizio.

Per quale motivo? Semplice: potranno accedere alla cartolarizzazione garantita dallo stato, solo le sofferenze ritenute “investment grade” da parte di agenzie di rating (quelle che consideravano Lehman sanissima fino a due ore prima del default, giusto per intenderci), il che significa che per la maggior parte delle banche sarà impossibile accedere alla garanzia dello stato, con la conseguenza che dovranno cartolarizzare le proprie sofferenze senza alcun paracadute, con relativa, ulteriore svalutazione delle partite incagliate.

Ora, se già una normale vendita di crediti incagliati, come quella effettuata dal Monte dei Paschi di Siena a Deutsche Bank a dicembre del 2015 prevede una svalutazione del 90%, di quanto credete si svaluteranno le sofferenze non garantite? Probabilmente anche di un 95-99%. E qui i nodi vengono al pettine, perché con simili svalutazioni, le banche saranno costrette a ricapitalizzarsi contando esclusivamente sulle proprie forze. 

Ora i casi sono due: o si trovano finanziatori disponibili a sottoscrivere aumenti di capitale “monstre”, oppure scatterà il bail in, che vedrà azzerare il valore di tutte le obbligazioni subordinate, poi di quelle ordinarie ed in fine la “tosatura” dei conti correnti.

Nel primo caso, potrebbero arrivare fondi “avvoltoi” stranieri, che conquisterebbero il controllo delle banche nazionali per un tozzo di pane (e chi controlla il sistema bancario controlla l’intero paese); nel secondo sarebbe il tracollo del risparmio privato.

Chi pensa che queste vicende non le riguardino perché non ha obbligazioni bancarie o ha conti correnti sotto i 100.000 euro, sarà bene si ricordi che nei fondi comuni d’investimento obbligazionari o bilanciati e nelle gestioni assicurative, le obbligazioni bancarie sono ben presenti e se queste azzerano il loro valore, i fondi che le possedevano, vedranno perdere in proporzione il loro valore.

Facciamo un esempio per chiarire la faccenda: ipotizziamo che il fondo Y abbia un patrimonio di 100 e che ne abbia investiti 30 in obbligazioni bancarie. Se queste obbligazioni vengono azzerate, il patrimonio del fondo passerà in un istante da 100 a 70 e la stessa sorte subirà il valore delle quote in mano agli investitori. 

Niente male come prospettiva per i risparmiatori, eh? Da qualsiasi angolazione la si guardi, questa vicenda porterà ferite profondissime al tessuto economico e sociale del paese.

Tuttavia, le disgrazie, si sa, non vengono mai da sole e dalle parti di Berlino, che in realtà è il vero dittatore della Ue, si inizia a premere per porre un limite ai titoli di stato detenuti dalle banche, legandone le quantità a parametri di giudizio sulla solidità dello stato emittente. Questo sarebbe un pericolo enorme per l’italico stivale, dato che le banche italiane detengono circa 300 miliardi di titoli di stato che potrebbero essere costrette a vendere se passasse la linea tedesca. Con quali conseguenze per lo stato italiano, è facile immaginare: bancarotta.

La Germania ha deciso di premere sull’acceleratore della distruzione della sovranità nazionale italiana e le critiche agli attacchi scomposti del premier non eletto vanno viste proprio in questa direzione. D’altra parte, non è sparando “renzate” in maniera scoordinata, che si può mettere in crisi il IV Reich: servirebbe una classe politica di alto profilo e di grandi capacità, cosa che noi non abbiamo, come dimostrato dalle statue “censurate” per la visita del premier iraniano, per cui l’unico futuro che si prospetta agli italiani, a meno di un radicale cambio di politica, e quindi di governo, è quello di essere una colonia germanica.

Nel frattempo, chi ha un po’ di risparmi, si affretti a toglierli dalle nostre banche, prima che quelle tedesche, messe ben peggio delle nostre, se le comprimo per un tozzo di pane e le usino per sistemare i propri conti.

Piccola postilla per chi non crede che la Ue sia il IV Reich: gli oligarchi di Strasburgo, tanto ligi nel bastonare l’Italia, sono pronti a raddoppiare i limiti di emissioni delle vetture per far rientrare nei parametri le carrette marce prodotte da Volkswagen, che senza le centraline truccate non avrebbero mai potuto essere messe in commercio. Fate un po’ voi.

Luca Campolongo

 


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