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Max Parisi

INCHIESTA BANCHE / ABBIAMO GUARDATO DENTRO ALL'ABISSO DELLE SOFFERENZE BANCARIE DI UNICREDIT, UBI, BANCO POPOLARE E MPS

giovedì 21 gennaio 2016

La tempesta che  si è scatenata in questi giorni sul sistema bancario italiano, era stata preannunciata un paio di mesi fa da uno dei consiglieri più ascoltati dal ministro delle finanze tedesche Schauble, Lars Feld, che aveva preconizzato per l’italico stivale, il bail in diffuso e l’arrivo della troika a prestare la sua “caritatevole” opera di aiuto sullo stile della Grecia.

D’altra parte, che le nostre banche non godano di ottima salute, è risaputo e in larga misura la malattia deriva dal “risanamento” attuato dal pupillo degli oligarchi europei, Monti I l’Austero che, avendo di fatto introdotto la patrimoniale su qualsiasi tipo di immobile, ha affossato il comparto edilizio ed innescato la più grande recessione che l’Italia ricordasse dalla fine della seconda guerra mondiale, portando una valanga di imprese e di privati a non essere più in grado di onorare i propri impegni (si vocifera, tra le altre cose, che Monti sarebbe pronto a prendere il posto dell’ex sindaco di Firenze come premier se la situazione lo richiedesse).

Siamo andati a spulciare le relazioni semestrali al 30 giugno del 2015 (ultimi dati ufficiali) di alcune fra le principali banche italiane, e sono emersi numeri da paura. Vediamo gli importi dei crediti deteriorarti che tengono in pancia:

UBI:  13,838 miliardi di euro (sofferenze nette 4,187, crediti deteriorati netti 9,651)

Banco Popolare: 14,109 miliardi di euro (sofferenze 6,276, inadempienze probabili 7,493)

Unicredit: 52,143 (esposizione lorda)

MPS: 23,699 (crediti deteriorati)

Ogni banca usa termini leggermente diversi, ma la sostanza non cambia: queste 4 banche hanno da sole la bellezza di 103,789 miliardi di euro di crediti in decomposizione.

Si tratta di numeri da brivido, visto che nel complesso il sistema bancario italiano presenta sofferenze per oltre 200 miliardi di euro, pari ad un 9% del PIL.

Ad una situazione già di per sé critica si è aggiunta la speculazione, che ha portato ai ribassi di questi giorni, sulla falsa riga di quanto accaduto nel 2011 con lo spread ai danni di Berlusconi. I sinistrini avrebbero dovuto ricordarsi che la storia si ripete e, molte volte, in forma di farsa. Di fatti il remake del “buttate a mare il premier italiano” lo stanno vivendo ora sulla loro pelle con le cannonate di Junker, dopo gli “avvertimenti” di Feld. La differenza fondamentale rispetto al 2011 è che Berlusconi era stato regolarmente eletto, Renzi no.

Detto questo, appare evidente che i risparmi degli italiani saranno devastati dal bail in, che probabilmente andrà a toccare anche i correntisti sotto i 100.000 euro, visto il peso delle sofferenze bancarie, con una macelleria sociale senza precedenti.

C’è da dire, comunque, che in questo sistema malato, c’è chi fa affari anche con i crediti marci: difatti le banche, nel tentativo di riequilibrare i propri patrimoni e bilanci, vendono i loro crediti deteriorati. Voi potreste pensare: “E chi è il cretino che si compra un credito in sofferenza?” In realtà gli acquirenti esistono, perché poi li impacchettano e li vendono a voi risparmiatori sotto forma di obbligazioni, fondi comuni, prodotti derivati, scaricando sulle vostre spalle il rischio di fallimento e guadagnando laute commissioni.

Non ci credete? Bene, allora sappiate che Deutsche Bank (sì, la banca che si fece artefice della speculazione sullo spread per far cadere Berlusconi, quella che ha in pancia una somma di derivati tale da far affondare l’intera economia mondiale), ha acquistato dal Monte dei Paschi, ben un miliardo di euro di crediti farlocchi a fine 2015. E questa non è l’unica operazione di questo genere fatta dalla banca toscana: altri 1,3 miliardi erano stati venduti a metà 2015, ed è pratica ampiamente diffusa.

E’ evidente come la finanza, quella basata sui numeri di un computer e non sulla produzione reale, stia distruggendo l’economia reale, quella fatta appunto di presse, mattoni, artigiani in un delirio autodistruttivo senza precedenti.

Tuttavia, a conclusione di questo articolo, credo sia interessante riportare le parole di Feld riguardo il sistema bancario tedesco. Per qualche motivo? Semplice, perché ciò che chiedono a noi, ovvero sacrifici, è esattamente quello che non hanno fatto loro per salvare le proprie banche. Come dire: nella ue siamo tutti uguali, ma certe nazioni, Germania in testa, sono più uguali di altre

La Germania ha offerto circa 250 miliardi di aiuti di Stato alle proprie banche. Se il bail-in è un’idea così giusta, perché non l’ha mai applicato?

«All’epoca non aveva senso colpire i risparmiatori, perché il contagio finanziario era già realtà. C’era una crisi finanziaria, come forse ricorda. Questa volta è diverso. Non sappiamo se ci sarà contagio oppure no, dunque non c’è ragione di rinviare la ristrutturazione e il bail-in». 

Nel caso della tedesca Hsh Nordbank ci sono stati tre miliardi di aiuti due mesi fa ma niente tagli su azionisti e risparmiatori. Perché?

«Quel caso non è ancora risolto. La questione è in che misura puoi colpire l’azionista di quella banca, che è pubblico. Io sono a favore del bail-in, ma come va trattato un governo in qualità di azionista è un’altra questione». Anche le casse di risparmio tedesche godono di garanzie pubbliche a tappeto. Poiché i sussidi non sono accettabili, verranno eliminate? «Sono garanzie implicite, piccole. E la Commissione Ue le ha autorizzate».

Di fronte ad affermazioni del genere, un premier veramente tale farebbe una sola cosa: sbatterebbe la porta in faccia alla Ue, al IV Reich ed all’euro e ridarebbe piena sovranità al nostro paese. Peccato per noi che un premier non lo abbiamo.

Luca Campolongo

Fonti

https://www.ubibanca.it/contenuti/file/Gruppo%20UBI_Relazione%20Semestrale%2006%202015.pdf

http://www.gruppobancopopolare.it/media/RFS_30-06-2015_WEB.pdf

https://www.unicreditgroup.eu/content/dam/unicreditgroup/documents/it/Investitori/Bilanci_e_Relazioni/2015/2Q15/Relazione-finanziaria-semestrale-consolidata-al-30-giugno-2015.pdf

https://www.mps.it/investors/investor-relations/bilanci-relazioni/BilanciOK/2015/Relazione_Semestrale.pdf

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/banche-sbancate-mps-cede-deutsche-bank-miliardo-sofferenze-18-115795.htm

http://www.vincitorievinti.com/2016/01/sofferenze-bancarie-e-banche-in-crisi.html

 


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