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Max Parisi

MPS A UN PASSO DAL BAIL IN: BRUCIATI 8 MILIARDI DI CAPITALE, SE LA BCE IMPONE UN ALTRO AUMENTO, E' FINITA. FARA' DEFAULT

martedì 19 gennaio 2016

MILANO - E' il momento di fare i conti in tasca al Monte dei Paschi di Siena, travolto in Borsa a Milano da vendite paurose che ne hanno letteralmente devastato il capitale.

La tempesta che sta travolgendo Mps ha abbattuto il valore delle azioni dell'istituto, che cosi', anche se rimane la terza banca italiana per rete (2mila sportelli), per i crediti alla clientela (circa 132 miliardi di euro) e per gli asset in gestione (circa 199 miliardi), a Piazza Affari e' valutata meno di tutte le altre banche che fanno parte del paniere Ftse Mib.

Dopo il crollo del 45% circa accusato in questo inizio del 2016, la capitalizzazione di Rocca Salimbeni si e' assottigliata sotto i 2 miliardi di euro: poco fa ha toccato 1,9 miliardi di euro. La situazione è molto peggiore di quella che l'estate scorsa portò la Bce a "ordinare" a Mps un aumento di capitale da ben tre miliardi di euro, pena il commissariamento.

L'attuale valore del capitale Mps, sotto i 2 miliardi di euro, è un dato che colloca Mps anche in fondo all'intero listino principale alla Borsa di Milano.

Vale infatti ormai meno di tutte le societa' che fanno parte del paniere "bancario" di riferimento del Ftse Mib dietro ad Anima che e' la penultima con 2 miliardi di capitalizzazione.

Il valore di Borsa della banca senese e' distante dai 3 miliardi di aumento di capitale realizzato solamente sei mesi fa, a fine giugno, aumento ormai completamente cancellato, distrutto, perso.  

Quell'aumento di capitale, - lo ricordiamo ancora - fu voluto e preteso espressamente dalla Banca centrale europea e fece seguito a distanza di solo un anno, era il 2014, a quello di altri 5 miliardi di euro, eseguito nelmese di giugno di quell'anno. Questo, definisce ancor meglio le dimensioni del disastro Mps.

Numeri alla mano, la prima banca italiana, Intesa Sanpaolo, vale in Borsa 42,7 miliardi, la seconda, ossia Unicredit, 23,9 miliardi. Livelli non paragonabili a quelli di Mps, che ormai vale meno di Ubi (4,3 miliardi), Bpm (3,5 miliardi), Banco Popolare (3,3 miliardi) e Bper (3,5    miliardi).

Spaziando oltre il comparto bancario, Mps vale molto meno anche di Ferragamo (3,5 miliardi) e anche di Tod's (2 miliardi) sebbene la rete di sportelli dell'istituto non sia paragonabile ai circa 600 negozi della casa fiorentina o ai 255 spazi del gruppo marchigiano.

A questo punto sale l'attesa per i conti di bilancio del 2015, che saranno esaminati dal cda dell'istituto chiamato a riunirsi il prossimo 5 febbraio. E ancor di più sale la preoccupazione per come la Bce valuterà l'attuale stato patrimoniale di Mps. Se dovesse ordinare un altro aumento di capitale di non meno di 3 miliardi di euro, ben difficilmente la banca senese riuscirebbe a coprirlo con il denaro di nuovi investitori. E sarebbe la fine: Mps si troverebbe nelle stesse, identiche condizioni in cui si trovarono le quattro banche che hanno dichiarato default nel dicembe scorso.

Sebbene nei primi nove mesi del 2015 la banca senese abbia registrato 84,7 milioni di risultato netto, nonostante la perdita di 109 milioni contabilizzata nel terzo trimestre e dovuta all'impatto della chiusura anticipata del prodotto Alexandria, frutto dell'accordo con la giapponese Nomura, che ha contribuito a ridurre i rischi del portafoglio di Rocca Salimbeni, la situazione dei suoi conti rispetto le sofferenze è molto, molto fragile.  Mps ad oggi ha non meno di 22 miliardi di euro di crediti deteriorati (marci) con una copertura delle perdite - se venissero tutti trasformati in perdite, cosa molto probabile - solo del 48,6%. Questo è come dire che Mps ha quasi 12 miliardi di euro di vero e proprio buco in cassa.

La situazione è questa. E non lascia davvero molte speranze che venga evitato il bail in. Un bail in che infatti viene considerato probabile anche dal mercato obbligazionario: ieri, le obbligazioni subordinate di Mps hanno perso in un colpo solo il 10% del loro valore. 

Serve molto altro, per capire?

Redazione Milano.


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