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LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

IL WALL STREET JOURNAL SCOPERCHIA IL ''VASO DI PANDORA ITALIA'': RENZI TRABALLA, L'EURO NON HA DATO FRUTTI, LA UE CROLLA

martedì 19 gennaio 2016

WASHINGTON - L'Europa e' un continente attraversato da tensioni sempre piu' distruttive: dalla Grecia alla crisi migratoria, passando per la stabilizzazione dell'eurozona, le condizioni della permanenza del Regno Unito nell'Unione, le polemiche riguardo la rispondenza o meno delle riforme adottate dal nuovo governo conservatore polacco agli standard democratici dell'Ue; a questa lista incompleta e sempre crescente, scrive il "Wall Street Journal", va aggiunta una spaccatura che per l'importanza degli attori in gioco assume un carattere esistenziale per l'intero impianto comunitario: quella tra Italia da un lato e Germania e Commissione europea dall'altro.

A 15 anni dall'ingresso dell'Italia nell'euro, scrive il quotidiano Usa, la classe dirigente del Belpaese, tradizionalmente una tra le piu' convintamente europeiste del paese, si rende conto di disporre di margini politici ed economici sempre piu' esigui attraverso cui giustificare la permanenza del paese nell'euro.

Nelle ultime settimane, la tensione tra Roma, Berlino e Bruxelles ha assunto i contorni di una vera e propria guerra verbale: l'Italia non fa piu' mistero delle sue posizioni conflittuali con un'Unione Europea avvertita come costantemente sbilanciata a favore del suo partner di maggioranza, la Germania. Le cause della tensione sono molteplici, e attualmente lo scontro si gioca sul campo di battaglia della crisi migratoria: alla base, pero', il problema e' economico e di bilancio: Roma non riesce piu' a giocare secondo regole del gioco calibrate secondo le esigenze dei paesi dell'Europa centro-settentrionale, dai bilanci ben piu' solidi del Belpaese.

Sino ad oggi, la politica italiana ha entusiasticamente giocato la carta dell'europeismo nell'attesa di benefici che non si sono mai concretizzati: Berlino e le altre capitali mitteleuropee non hanno alcuna intenzione di spingere l'unione monetaria alle estreme conseguenze, vale a dire l'adozione di un bilancio e di un debito comune a tutti i paesi della zona euro.

Il presidente della Commissione europea accusa il premier italiano Matteo Renzi di usare gli attacchi all'Europa ad uso e consumo delle sue esigenze di politica domestica. Quel che e' certo, scrive il "Wall Street Journal", e' che anni di recessione e avversita' socio-economiche hanno eroso il sostegno degli italiani al progetto europeo: stando agli ultimi sondaggi di Eurobarometer, oggi sostiene l'adesione all'Ue appena il 53 per cento dei cittadini italiani: una dinamica che rischia di erodere i consensi del Partito democratico di Renzi alle elezioni amministrative di giugno, in favore delle principali formazioni euroscettiche: Movimento 5 stelle e Lega Nord.

La posizione conflittuale assunta dal premier italiano in Europa, dunque, e' mossa da esigenze immediate e contingenti come quella elettorale e quella tutta economica di ottenere un rilassamento delle norme di bilancio per mantenere in vita la flebile ripresa economica del paese. Quella del governo italiano, avverte pero' il quotidiano statunitense, e' una posizione che poggia su un sentimento ormai diffuso all'interno del tessuto comunitario: c'e' risentimento, in Italia e non solo, per come Bruxelles ha ignorato nel 2014 il montare della crisi dei profughi nel mediterraneo, trattandola come un problema puramente italiano, per poi recriminare sull'Italia quando la crisi ha raggiunto l'Europa continentale e in particolare la Germania.

Ora, Roma teme che Berlino ostacoli l'adozione di altre riforme necessarie a rafforzare l'economia europea, ad esempio la creazione di un fondo di garanzia europeo per il settore bancario che e' un passo fondamentale verso l'unione bancaria dell'eurozona; Roma e' frustrata anche per il silenzio tombale di Bruxelles in merito all'enorme attivo delle partite correnti tedesco, pari a circa l'8 per cento del pil, che e' uno dei fattori di squilibrio macroeconomico piu' rilevanti all'interno dell'area della moneta unica.

Renzi, conclude il "Wall Street Journal", e' convinto che la posizione passiva dell'Italia in Europa non abbia fatto gli interessi del paese, che e' uno dei principali contributori del progetto europeo ma ha goduto sinora di un peso esiguo nelle decisioni strategiche del blocco comunitario: il premier italiano ritiene che con la sua posizione conflittuale, Roma stia facendo gli interessi dell'Europa, anziche' crearle un nuovo problema: tutto dipende pero' dalla recettivita' dei suoi interlocutori, che sinora sono parsi piuttosto refrattari alle istanze italiane. O forse, peggio.

Nota:

Questo quadro, allora, spiega molto meglio di analisi "finanziarie" l'aggressione della speculazione internazionale al sistema bancario italiano: è una specie di versione aggiornata alle circostanze d'oggi del "sistema" usato contro il governo Berlusconi nel 2011.

Redazione Milano.


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