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Max Parisi

LA VOGLIA DI LASCIARE LA UE DILAGA ANCHE TRA I VERTICI DELLA FINANZA BRITANNICA (IN ITALIA NESSUNO PONE CERTE DOMANDE)

mercoledì 13 gennaio 2016

LONDRA - In Gran Bretagna continua il dibattito sulla necessita' di rimanere o uscire dalla UE e col passare del tempo aumenta il numero di euroscettici. Anche in aree della società britannica che fino a ieri erano schierate senza se e senza ma per la permanenza nell'Unione europea.

Un recente sondaggio fatto dalla società Deloitte tra i 137 direttori finanziari delle piu' grandi aziende d'Oltremanica ha rivelato che il 62% vuole rimanere nella UE, contro il 38% e' a favore di una fuoriuscita.

Tale percentuale a favore puo' sembrare elevata, ma l'estate scorsa coloro che si dichiaravano a favore della rimanenza nella UE erano il 74% e questo significa che la percentuale di coloro che e' diventata euroscettica e' aumentata del 12% in pochi mesi.

Gli intervistati non hanno detto cosa li abbia spinti a cambiare opinione, ma sicuramente tra le cause di questo crescente euroscetticismo ci stanno i costi enormi delle direttive comunitarie - e dei contributi alla Ue a fondo perduto versati dalla Gran Bretagna, qualcosa come oltre 34 miliardi di sterline l'anno - ma soprattutto la recessione che attanaglia l'eurozona e che sta costando parecchio alle imprese britanniche, visto che influisce negativamente sul fatturato e sui profitti.

Come e' facile immaginare, tale notizia e' stata accolta con enorme entusiasmo da tutti coloro che stanno facendo una campagna a favore del Brexit non solo perche' discredita tutti coloro che descrivono scenari apocalittici riguardo le conseguenze di un abbandono britannico dalla UE, ma anche perche' questo dato mette sotto pressione tutti i ministri del governo Cameron al fine di dichiarare apertamente di appoggiare la fuoriuscita dalla UE.

Infatti, se c'è un ambito sociale nel quale il partito Conservatore del Regno Unito raccoglie la quasi totalità dei consensi, è proprio quello manageriale. Quindi, vedere crescere con queste percentuali la voglia di libertà dalla Ue negli ambienti che da sempre sono conservatori e dai quali arrivano anche alcuni tra i ministri dello stesso governo Cameron, ha fatto molta impressione in Parlamento a Londra e ovviamente anche dentro l'esecutivo.

Da parte nostra non possiamo non notare due aspetti riguardo a questa storia.

Il primo piu' ovvio è che nessuno in Italia abbia voluto riportare questa notizia, che viceversa è stata data con grande risalto da tutti i mezzi di informazione del Regno Unito, e questo la dice lunga sulla malafede dei giornali di regime genuflessi davanti l'inquilino abusivo - perchè non eletto - di Palazzo Chigi.

Il secondo aspetto invece riguarda il fatto che nessuno in Italia abbia chiesto ai dirigenti delle grandi aziende se vogliano rimanere nell'eurozona e nella UE oppure uscire dalla UE e/o ritornare alla lira, e la cosa puzza, perche' tale sondaggio potrebbe rivelare che questi manager potrebbero essere piu' euroscettici di quanto i vari tg e talk show cerchino disperatamente di far credere alla gente.

D'altra parte, si sa che la classe politica al governo dell'Italia ha paura della verita'.

 

GIUSEPPE DE SANTIS - Londra


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