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Max Parisi

UE PREME, RENZI IN TRAPPOLA: 200 MILIARDI DI CREDITI MARCI DELLE BANCHE ITALIANE PROVOCHERANNO IL ''BAIL IN'' DELL'ITALIA

mercoledì 13 gennaio 2016

BRUXELLES - C'è una ragione per cui il governo Renzi non sa che pesci pigliare - paralizzato dal terrore - per affrontare il gigantesco problema dei crediti marci delle banche italiane, arrivati alla colossale somma di 200 miliardi di euro. Usando il linguaggio degli scacchi, il governo Renzi è in "zugzwang", ovvero: qualsiasi mossa faccia, lui perde la partita e gli italiani perderanno tutto.

Vediamo perchè.

L'ipotesi di creare una bad bank e' "urgente", tanto piu' che "l'assenza di soluzione su questo fronte rallenta la velocita' della già fragile ripresa economica". L'avvertimento per l'Italia arriva dalla commissaria Ue alla Concorrenza, Margrethe Vestager, che in un'intervista al Sole 24 Ore di oggi chiarisce quali siano le regole europee, perche' sono state decise e perche' devono essere applicate.

Sulla ristrutturazione di quattro banche locali - Banca delle Marche, Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio, Cassa di Risparmio di Ferrara e Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti - Vestager chiarisce che la Commissione Ue "non puo' imporre nulla. Lavora con i governi. Sono le autorita' nazionali a prendere la decisione ultima".

"Le regole sugli aiuti di Stato si applicano allo stesso modo a tutti i Paesi perche' l'obiettivo e' di garantire una concorrenza leale in un mercato, quello bancario, sempre piu' europeo e sempre piu' internazionale", precisa.

"Se alcune banche ricevono aiuto pubblico, allora bisogna garantire equo trattamento alle banche che non godono dello stesso vantaggio. Altre questioni, come quelle di bilancio, non c'entrano".

Quanto al caso Germania e ai salvataggi delle banche tra 2008 e 2014, la commissaria sottolinea che "le regole allora consentivano piu' facilmente l'uso del denaro pubblico", poi le norme sono cambiate e ora nuovamente sono state aggiornate all'inizio di quest'anno con l'entrata in vigore della tagliola chiamata bail in.

"Dal primo di gennaio, l'uso di denaro pubblico nei salvataggi bancari e' permesso solo dopo che tutti gli azionisti e gli obbligazionisti hanno subito perdite. La logica e' chiara: gli investitori devono essere ulteriormente responsabilizzati. Siamo in una fase di cambiamento, e non e' sempre facile adattarsi. Addirittura, alcuni investitori hanno scoperto all'improvviso di essere azionisti di una banca".

Sulll'idea di creare una bad bank in cui riversare gli attivi di cattiva qualita' del settore creditizio "il governo italiano deve decidere cio' che vuole. Deve decidere in questo frangente se usare denaro pubblico (piallando azioni e obbligazioni di tutti i clienti delle banche aiutate) o se non usare denaro pubblico (nel qual caso si va direttamente al bail in e alla messa in liquidazione, di fatto, delle banche che non riescono a coprire con nuovi capitali privati le perdite dei crediti marci). Nel primo caso, bisogna trovare una soluzione che limiti il danno per le altre banche che sul mercato operano senza sostegno pubblico. La questione e' ormai urgente".

Quindi,a situazione è questa: sia che Renzi scelga il salvataggio pubblico per evitare la bancarotta da 200 miliardi di euro dell'intero sistema bancario italiano, sia che invece non lo faccia, avviando un colossale bail in nazionale, i clienti delle banche detentrici di crediti marci verranno depredati.

E' esattamente la posizione "zugzwang" sulla scacchiera. Qualsiasi mossa faccia il giocatore Renzi, gli italiani perderanno tutto. 

Il motivo per il quale tutte - dicasi tutte - le banche italiane non sono ancora fallite è molto semplice: continuano a riportare nei loro bilanci come "crediti esigibili ma incagliati" quelle che invece sono perdite senza speranze. Quindi, nei bilanci continuano a essere considerati alla stregua di denaro e quindi di patrimonio giganteschi capitali che invece sono andati definitiamente perduti, almeno al 90% del loro valore nominale. L'istante stesso in cui quelle "sofferenze" venissero scritte a bilancio nella colonna "perdite" s'aprirebbe una incolmabile voragine da 200 miliardi di euro - in continuo aumento, tra l'altro - dentro l'intero sistema bancario nazionale che porterebbe - grazie alle "nuove regole" sottoscritte dal governo Renzi - ad un bail in da 200 miliardi di euro. In pratica, andrebbe in bancarotta l'Italia.

Redazione Milano.


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