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Max Parisi

REPORTAGE DA COLONIA / LA GENTE HA PAURA, POLIZIA OVUNQUE, IL SINDACO INVITA LE DONNE A TENERSI DA DISTANZA DAI MIGRANTI

giovedì 7 gennaio 2016

COLONIA - GERMANIA - La paura regna a Colonia, presidiata dalla polizia dopo la raffica di aggressioni  da parte di almeno un migliaio di extracomunitari a donne e ragazze tedesche la sera di capodanno, aggressioni che hanno scioccato la Germania, innescando timori e polemiche politiche dalle conseguenze ancora imprevedibili.

Comprese quelle seguite all'invito lanciato alle donne di Colonia dal sindaco della città, Henriette Reker, a tenersi a buona distanza dagli sconosciuti, ovvero dagli stranieri mediorientali e nordafricani.

Ora, camionette e agenti di polizia presidiano la stazione e la cattedrale di questa città della Renania tedesca, dove oltre un centinaio di donne hanno subito molestie sessuali e furti la notte di San Silvestro da parte di "uomini arabi o nordafricani", secondo le testimonianze delle stesse vittime, 90 delle quali hanno sporto denuncia alla polizia.

Al momento, solo tre di questi individui sono stati identificati e l'azione della polizia nelle indagini mostra un'evidente cautela. Sei giorni dopo i fatti, però, le denunce continuano, mentre le testimonianze evidenziano lo sgomento generale.

"Degli uomini hanno tentato di scipparmi, come debbo reagire la prossima volta?" chiede Marie-Sophie Christ a un agente sulla piazza centrale, teatro dell'aggressione 'di massa'.

Sei giorni dopo i fatti, tutto è cambiato a Colonia. "C'è un sentimento strano, si fa più attenzione a se stessi", dice la donna, accompagnata da un'amica, Erika Fehle. Due adolescenti e due giovani uomini hanno tentato di impossessarsi dei loro zainetti, raccontano.

La mamma di Marie-Sophie ha lanciato allora una nuova regola, che sta facendo scuola in città: appuntamento ogni ora davanti alla cattedrale. "Mamma prima non aveva tutta questa paura", sbuffa la ragazza. L'amica si fa meno problemi: "sembravano dei profughi, o degli albanesi, con la barba e abiti scuri", dice Erika.

Il centro commerciale che sorge nei pressi della stazione di Colonia è noto come paradiso degli scippatori, soprattutto durante le festività di fine anno. Ma il quadro con la notte di Capodanno è cambiato, raccontano i commercianti.

"Erano a centinaia, davvero aggressivi", riferisce una venditrice di panini che non vuole rivelare il suo nome. A suo avviso di trattava "di arabi", ma "non di rifugiati" e soprattutto "erano davvero organizzati".

C'è rabbia per l'intervento della polizia, giudicato tardivo e poco efficace - anche per lo scarso numero degli agenti inviati sul luogo - e c'è timore di una fuga generale dei turisti, importante risorsa per la città. In realtà le cancellazioni sono già cominciate, nei prossimi giorni si vedrà se si è trattata di una reazione della prima ora o di una dinamica più grave.

Intanto alle polemiche su quanto accaduto si aggiungono quelle scatenate dalle parole del sindaco Henriette Reker, che ha consigliato alle donne di Colonia di "tenersi a un braccio di distanza" dagli uomini non conosciuti.

Un cambio di immagine drammatico per Reker, che era diventata una sorta di icona in patria dopo l'attacco subito da un folle dalle posizioni xenofobe: accoltellata nell'ottobre 2015 per le sue posizioni a favore dell'accoglienza dei migranti, ora promotrice se non dell'intolleranza, di una cautela davvero estrema, tutta rivolta agli uomini non del luogo.

L'hashtag #einearmlaenge (a un braccio di distanza) impazza su twitter, spunto per i commenti di chi vuole chiudere le frontiere ai profughi e ai migranti. Tra i tweet che rimbalzano più frequenti, uno ricorda le parole della premier israeliana Golda Meir quando le fu proposto di imporre il coprifuoco per le donne a causa di frequenti aggressioni da parte di uomini. "Sono gli uomini che aggrediscono, allora che restino loro a casa", sentenziò la prima donna scelta per guidare il governo israeliano.

Redazione Milano


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