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Max Parisi

CONTO ALLA ROVESCIA: DAL 1°GENNAIO, 14 BANCHE ITALIANE PRONTE A FALLIRE (RAPINA DI STATO A UN MILIONE DI RISPARMIATORI)

mercoledì 23 dicembre 2015

Mentre il nuovo governo portoghese ha deciso di tutelare i risparmi dei cittadini salvando le banche con denaro pubblico (cosa che fece anche l’Inghilterra ai tempi della crisi del 2008 ad esempio con Royal Bank of Scotland, nazionalizzandola, bonificandola e poi rivendendola guadagnandoci pure sopra una discreta sommetta), il governo non eletto del premier fiorentino, va avanti a testa bassa nell’applicare “quello che ci chiede l’Europa”, con un atto di fede (o di stupidità) degno di migliori cause.

Diciamoci la verità: se l’Europa vi chiedesse di buttarvi dal balcone, lo fareste? Chiaramente no, eppure il premier non eletto è quello che vi sta chiedendo per rispettare i dettami europei sui salvataggi bancari, riassunti nelle parole "bail in", che però il governo italiano poteva tranquillamente rifiutare di accettare, tanto quanto la Germania - bloccando l'intero meccanismo dell'unione bancaria della zona euro voluta e perorata da Mario Draghi in persona, fosse poco - ha rifiutato la salvaguardia a livello europeo dei conti correnti fino a 100.000 euro. Per la Germania, ciascun Paese dell'eurozona deve badare a sè stesso, quando si tratta di garantire i conti correnti. Capito bene?

Voltando pagina, ma dello stesso sciagurato libro titolato "Banche fallite, risparmiatori rapinati dal governo Pd" è proprio di questi giorni, l’approvazione da parte dell’assemblea dei soci di VenetoBanca, una delle grandi malate del sistema italiano, della quotazione in borsa e della svalutazione delle proprie quote da 40 a poco più di 7 euro, con una perdita secca di 3,3 miliardi di euro per 88.000 piccoli azionisti, la maggior parte pensionati e non certo avidi speculatori. Già, perché VenetoBanca aveva emesso anni fa prestiti obbligazionari che poi erano stati convertiti in azioni per cercare di salvare la baracca. La stessa banca ha circa 5 miliardi di euro di crediti deteriorati.

E VenetoBanca non è certo l’ultima dei malati italiani, visto che la lista delle banche in amministrazione controllata continua ad essere bella lunga.

C’è da dire che dal primo gennaio, quindi fra pochi giorni, la situazione potrà solo che peggiorare, per i clienti delle banche, visto che entreranno definitivamente in vigore le norme europee, il famoso “bail in”, che sarebbe meglio chiamare “buttati dalla finestra”, come dicevamo prima.

Perché, cari clienti delle banche, dal primo gennaio, in caso di dissesto della banca, pagheranno tutti e caro: azionisti, obbligazionisti subordinati, obbligazionisti normali, correntisti (teoricamente sopra i 100.000 euro, in realtà anche quelli sotto, visto che il fondo di garanzia interbancario non ha risorse sufficienti  a coprire la situazione). Che dire? Potrebbe essere un inizio d’anno col botto.

La cosa stupefacente è che mentre in Islanda i banchieri responsabili del disastro sono finiti in galera, seppure con pene lievi, nell’italico stivale si sta facendo di tutto perché rimangano impuniti. Chiaramente, il fatto che il padre di un ministro sia coinvolto in uno scandalo bancario è una pura coincidenza e peste lo colga chi pensa che il governo abbia agito in palese conflitto d’interessi. Quelle sono cose che capitavano coi governi di centrodestra, ora che governa il sol dell’avvenire renzista è tutto trasparente e al massimo si tratta di qualche peccato veniale. Quando si suol dire due pesi e due misure…

Tornando a voi, cari risparmiatori, ricordatevi che l’italico stivale, regnante Monti I l’Austero, ha finanziato pesantemente con i vostri soldi il fondo di stabilità europeo, cui la Spagna ha attinto più volte per salvare le sue banche. Esatto, cari contribuenti, voi avete aiutato i cittadini spagnoli a non perdere i loro soldi, mentre la Commissione europea guarda con grande stima e apprezzamento Matteo il Magnifico rifiutare qualsiasi tipo di intervento pubblico a tutela del vostro risparmio, cosa che collide un po’ anche con la costituzione della repubblica italiana che all’articolo 47 recita “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito. Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.”

Direi che quanto abbiamo visto in questi giorni è quanto meno in contrasto con quanto riporta la Magna Charta italica. Ma, si sa, per il premier non eletto, la Costituzione è un optional di cui si può tranquillamente fare a meno. In fondo, lui le elezioni mica le ha vinte per sedere dove sta.

In fondo, in tutti i regimi, morire per la patria è stato considerato un gesto di grande valore, e siccome oggi in questa UE sempre più simile all’URSS sono le banche a comandare, morire per salvare la banca in cui avete messo i vostri sudati risparmi sarà sicuramente apprezzato, meglio ancora se prima di andare in pensione.

In un simile frangente, il consiglio che ci sentiamo di darvi è quello di suddividere il vostro patrimonio tra più banche, possibilmente non collegate da rapporti societari, e di tenere una discreta fetta di denaro liquido, pronta a qualsiasi eventualità.

Qui di seguito, per concludere, riportiamo l’elenco aggiornato delle banche in amministrazione controllata

Banca Pop. di Etruria

BCC Terra d’Otranto

Istituto per il credito sportivo

Cassa di risparmio di Ferrara

Cassa di risparmio di Loreto

Banca popolare dell’Etna

Banca popolare delle province calabre

Banca di Romagna

BCC Irpina

Banca delle Marche

Cassa di risparmio di Folgaria

Credito trevigiano

Banca di Cascina

Banca Brutia

E se le cose andassero un filo peggio di come già vanno, alla lista dovrà essere aggiunta anche Veneto Banca.

Togliendo dalla lista, anzi non mettendocela proprio Veneto Banca, quando le banche di questo elenco falliranno, non meno di un milione di risparmiatori che hanno investito nelle obbligazioni (di tutti i tipi!) e gli azionisti perderanno tutto. 

Luca Campolongo

 

Fonti

http://www.ilgiornale.it/news/cronache/veneto-banca-ha-due-miliardi-perdite-gennaio-verit-1206795.html

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/lislanda-risorge-crisi-punendo-banchieri-e-politici-881375.html

http://www.jus.unitn.it/cardozo/Obiter_Dictum/cost/art47.htm

http://www.ilsole24ore.com/articlegallery/finanza-e-mercati/2015/banche-italiane-commissariate/index.shtml

 


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