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Max Parisi

CAMERON BOCCIATO, POLIZIA UE BOCCIATA, REDISTRIBUZIONE MIGRATI BOCCIATA. PER CHI VUOLE LA FINE DELLA UE E' UN SUCCESSO

venerdì 18 dicembre 2015

BRUXELLES - In primo piano sul "Financial Times" il vertice europeo di Bruxelles, incentrato sull'emergenza rifugiati e sulle istanze di riforma dell'Unione avanzate dal Regno Unito. Il premier britannico, David Cameron, dovra' escogitare un piano B per salvare la faccia dopo che i partner europei hanno bocciato la sua proposta principale: la concessione di benefit sociali ai lavoratori comunitari solo dopo quattro anni di residenza.

A guidare l'opposizione e' stato il presidente della Francia, Francois Hollande. Il capo del governo di Londra, tuttavia, dopo quattro ore di colloqui, ha dichiarato di intravedere "un sentiero verso un accordo"; l'intesa potrebbe essere raggiunta a febbraio, ha detto, ma nessuno ha considerato possibile questo auspicio, a Bruxelles, se non cambierà i punti sui quali arrivare a un accordo.

La discussione ha evidenziato nel complesso una disponibilita' al compromessom anon sui punti che Cameron considera "non negoziabili". Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha confessato di sentirsi "molto piu' ottimista" ora, grazie al clima positivo e alla buona volonta' emersi al tavolo delle trattative, fermo restando che le posizioni della Gran Bretagna "vanno cambiate".

E' il teatrino dell'ipocrisia diplomatica, quello che viene rappresentato.

Ad esempio, per la cancelliera tedesca Merkel "c'e' un largo consenso sul fatto che il nuovo assetto per la Gran Bretagna non possa essere concordato ora, ma potrebbe esserlo nel prossimo futuro". 

"Noi tutti siamo d'accordo che non possa avvenire adesso, ma che potrebbe avvenire in seguito" ha detto la Merkel, ma non ha detto sull abase di cosa e perchè.

Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha detto che esistono diverse opzioni possibili, incluso un "freno d'emergenza" per arrestare l'afflusso di migranti nel caso in cui i servizi pubblici fossero sovraccarichi. Alcune risatine hanno percorso la sala, mentre lo diceva.

Alcuni Stati membri della Ue hanno espresso invece preoccupazione per le altre proposte di Downing Street, sulla tutela dei paesi non appartenenti all'euro e sull'ampliamento del potere di veto dei parlamenti nazionali, ma il principale ostacolo e' stato quello dei benefit per gli immigrati.

Riguardo, poi, alla crisi rifugiati, i leader, riferisce in questo caso "The Guardian", non sono riusciti a concordare un'azione comune.

La proposta della Commissione di istituire una forza europea per il controllo delle frontiere ha ricevuto un convinto sostegno da parte della Germania e della Francia, ma e' stata accolta da altri paesi come un assalto alla sovranita' nazionale. E' stata rifiutata in blocco. I governi si sono impegnati a chiarire le loro posizioni entro l'estate, ma la questione principale è che questa "polizia Ue" potrà intervenire solo su "richiesta" di uno stato Ue. 

Il summit, il quinto consecutivo sull'immigrazione, ha passato in rassegna le misure gia' adottate ma in gran parte ancora non entrate in vigore. Undici paesi hanno rifiutato di appoggiare il programma di cooperazione con la Turchia per la redistribuzione dei profughi promosso dal governo tedesco, quindi è diventato lettera morta.

Questi, i fatti. Concludere che è un falliemnto su tutta la linea non appare una forzatura. E' la realtà.

Redazione Milano


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