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Max Parisi

BREVE RICETTARIO SU COME SALVARE I RISPARMI, EVITANDO DISASTRI DI BANCHE E FONDI D'INVESTIMENTO (SALVATE I VOSTRI SOLDI)

martedì 15 dicembre 2015

Mentre Arezzo sembra diventata la periferia di Atene, viste le code agli sportelli di Banca Etruria per ritirare i propri conti correnti ed il ministro Boschi fa la vittima (vada a fare quattro chiacchiere con i pensionati che hanno perso tutto grazie anche alla gestione di suo padre), si scopre che le quattro banche “salvate” sono solo la punta dell’iceberg.

Difatti a destare preoccupazioni circa il destino imminente è Banca Tercas, società commissariata nel lontano 2012, per la quale il governo sta valutando in intervento da 300 milioni di euro, tuttavia su base volontaria, visto che quelli obbligatori sono proibiti dalla UE. Traduzione: si cerca disperatamente qualche banca sana, o meglio meno malata, visto che la più sana pare abbia la rogna, che si faccia carico della situazione e salvi il salvabile.

Qualcuno potrebbe chiedersi il perché della necessità di un intervento, dato che la banca abruzzese è passata alla Banca Popolare di Bari nel 2014. Semplice: perché quell’intervento è stato propiziato con l’intervento del Fondo Interbancario di tutela dei depositi, che la UE considera come indebito aiuto di stato.

I problemi non si fermano a questa banca, visto che rimangono ancora irrisolti i nodi di Banca di Folgaria, BCC di Cascina (che però pare sia uscita proprio oggi dal commissariamento), Banca di Terra d’Otranto, BCC Padovana (quest’ultima forse rilevata da BCC di Roma, sempre che riesca ad alleggerire in parte le proprie sofferenze), BCC Irpinia, Banca Brutia, Cassa di Risparmio di Loreto e Istituto per il credito sportivo.

A quelle in situazione patologicamente conclamata, si aggiungono due istituti veneti che destano non poche preoccupazioni. La prima è Veneto Banca, che ha annunciato la chiusura di complessive 40 filiali e l’assorbimento di parte dei dipendenti presso altre unità (il restante sarà “accompagnato” alla pensione). Per gli azionisti di Veneto Banca si prospetta, inoltre, un salasso di proporzioni bibliche, visto che il valore delle azioni è stato svalutato da 39 a 7 euro: un bel -81% sul loro investimento.

Peggio ancora sta andando alla Popolare di Vicenza, che sta subendo perquisizioni a tappeto nelle proprie filiali e si conta già un centinaio di denunce per truffa a carico degli amministratori dell’istituto bancario, compreso l’ex presidente Zonin.

Per gli inguaribili ottimisti ed i fanatici esterofili, credo sia opportuno far presente che le banche straniere NON rappresentano certo la salvezza per i loro risparmi. Infatti, secondo il Financial Times, la riduzione della forza lavoro nel settore bancario, nel solo 2015, è stata superiore al 10% del complessivo nei principali 11 paesi europei e negli USA.

9.000 dipendenti di Rabobank festeggeranno il natale con una lettera di licenziamento, in compagnia dei 1.200 di Morgan Stanley, mentre Barclays potrebbe arrivare a tagliare fino a 20.000 posti di lavoro.

Se la situazione vi sembra rassicurante, buon per voi, perché per noi è decisamente preoccupante. Normalmente i tagli di personale si fanno quando gli affari vanno male e si prevede che andranno male per lungo periodo, altrimenti non si licenzia, dato che i costi di formazione di un dipendente sono particolarmente elevati.

Quindi, significa che il comparto bancario si attende ancora un lungo periodo di burrasche e questo nonostante il governatore della BCE stia inondando i mercati di euro che, a quanto pare, non riescono a far risalire né l’inflazione, né l’ottimismo dei consumatori.

La realtà è che il sistema bancario frutto della deregolamentazione avviata da Bill Clinton (toh, guarda caso un compagno di schieramento del ministro Boschi e del premier non eletto Renzi) con l’abolizione della legge Glass Steagall sulla separazione bancaria, sta letteralmente divorando sé stesso e con esso, l’economia reale, fatta di imprese e di persone in carne ed ossa.

Per porre fine a questo disastro servirebbe una classe politica degna di questo nome, mentre in questo sgangherato paese abbiamo al potere parenti ed amici di amministratori bancari responsabili di aver bruciato miliardi di euro, ed a capo della commissione europea l’ex leader di uno stato famoso per le sue banche ed il riciclaggio di denaro sporco. Un po’ come mettere la Banda Bassotti a guardia del deposito di Zio Paperone. Nei fumetti sarebbe impensabile, nella realtà ci siamo riusciti, il che è tutto dire.

In ultimo, ma non per ultimo, vi proponiamo una semplice riflessione: tenete presente che dal 1° di gennaio 2016 qualsiasi banca - italiana ed europea - dovesse essere "ristrutturata" per evitare il fallimento, vedrebbe azzerati (cioè ridotti a zero!) tutti gli investimenti fatti dalla clientela sotto forma di azioni e obbligazioni, tutte le obbligazioni, non solo quelle subordinate che hanno depredato i risparmiatori delle tristemente note quattro banche "salvate" dal governo Renzi col "bail in". Quindi, riflettete: per gli interessi da miseria che incassate con le obbligazioni bancarie (casomai le abbiate comprate, ovviamente) vale la pena rischiare di perdere tutto?

Considerate il fatto che se disgraziatamente decideste di venderle già quando i famosi "rumors" dei mercati annunciano il "bail in" della banca di cui possedete le obbligazioni, il loro valore sarebbe precipitato e comunque perdereste una valanga di soldi. Di vostri soldi. C'è una vecchia e mai smentita regola circa gli investimenti che dice: quando vi sembra tutto stabile e tranquillo, è il momento di vendere. Quando invece c'è burrasca sui mercati, è il momento di comprare, se volete davvero fare affari. 

La lezione più importante che arriva dal disastro delle quattro banche fallite non riguarda solo il comportamento a dir poco ignobile del governo Renzi. Riguarda i vostri risparmi in quanto tali: oggi non è il momento di investirli. E' il momento di salvarli. Ripetiamo: salvarli. Ritenetevi bravi, anzi bravissimi se tra un anno potrete dire a voi stessi: ho salvato i miei risparmi, e questo è il più grande dei guadagni che potessi fare. Per salvarli, dovete renderli liquidi, in contanti, e a seconda delle dimensioni spalmati su più conti possibilmente su più banche, e con importi dei c/c inferiori sempre ai 100mila euro. 

Se poi, per vostra precedente decisione, avete investito i vostri risparmi nei Fondi comuni d'investimento, vi consigliamo - immediatamente - di accertarvi in modo precisissimo e dettagliatissimo del tipo di titoli, azioni, obbligazioni e quant'altro il Fondo ha acquistato con i vostri soldi. Dopo di che, fate quel che ritenete sia meglio. Vi diciamo cosa faremmo noi: li monetizzeremmo immediatamente, anche se ci raccontassero che sono "sicuri", "protetti" "garantiti". Perchè? 

Perchè tra un anno saremmo certi di poter dire ai nostri figli, a nostra moglie, o casomai a noi stessi solamente: bene, vi ho salvati, sudati risparmi. Meglio un anno senza lucro, che una vita senza più i vostri soldi.

Luca Campolongo

Fonti

http://www.wallstreetitalia.com/spunta-quinta-banca-da-salvare-con-300-milioni/

http://www.wallstreetitalia.com/banche-altre-migliaia-di-posti-a-rischio/

http://www.vicenzatoday.it/cronaca/popolare-di-vicenza-100-denunce-in-toscana-filiali-passate-al-setaccio.html

http://mattinopadova.gelocal.it/focus/2015/12/14/news/veneto-banca-si-moltiplicano-gli-appelli-in-vista-dell-assemblea-1.12618326?fsp=2.5674

http://www.trend-online.com/prp/banche-rischio-italia-elenco/

http://scenarieconomici.it/flash-arezzo-fuori-dalleuro-code-agli-sportelli-bancari/

 


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