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Max Parisi

SCIVOLONE ''RAZZIALE'' DEI SOCIALISTI FRANCESI, DISPERATI PER LA SCONFITTA EPOCALE IN ARRIVO DOMENICA (E LA LE PEN RIDE)

venerdì 11 dicembre 2015

PARIGI - Alla fine la campagna elettorale in vista del secondo e decisivo turno delle regionali in Francia, che si terranno domenica 13 dicembre, è dominata dalle invettive e da feroci polemiche, ma contrariamente a quanto i detrattori di Marine Le Pen speravano accadesse, nulla di tutto ciò riguarda il Front National.

Protagonista delle ultime infuocate battute pre-elettorali infatti è Claudio Bartolone, presidente socialista dell'Assemblea Nazionale e capolista del Partito socialista nella Regione Ile-de-France: in un intervento sul settimanale progressista "le Nouvel Obervateur", Bartolone ha definito come "una candidata che difende la razza bianca" la sua principale rivale alla guida della Regione della capitale Parigi, quella Valèrie Pècresse che è capolista della destra "classica" dei Repubblicani e che i sondaggi danno testa-a-testa nel rush finale con lo stesso presidente dell'Assemblea Nazionale; in un'area del paese, perdipiu', che da sempre e' dominata dalla sinistra.

Bartolone ha poi rincarato la dose: "Lei parla come il Front National, vuole fare paura e rimettere nei ranghi la Regione, in uniforme e con un casco in testa".

La Prècresse gli ha risposto per le rime: "Sono parole abbiette, ho vergogna della politica dei socialisti; se il fine giustifica i mezzi, spero che gli elettori lo puniscano" ed ha annunciato una denuncia penale, che conoscendo la durezza della signora Pècresse, poco ma sicuro verrà presentata a brevissimo.

Ma oltre a lei, e' l'intero centro-destra che insorge, affermando che "il presidente dell'Assemblea Nazionale dovrebbe rappresentare tutti i deputati e non puo' lasciarsi andare ad attacchi di questo tipo".

Visibilmente imbarazzato, il primo ministro socialista Manuel Valls da parte sua ha rifiutato di prender parte nella polemica; ma il portavoce di Bartolone ha ribadito i concetti espressi dal suo capo, accusando a sua volta la Pècresse di aver utilizzato argomenti xenofobi nella sua campagna elettorale.

Ora c'è chi teme che questa polemica possa mettere a rischio il riporto dei voti del centro-destra sui candidati socialisti e viceversa, in quelle Regioni dove una tale convergenza di "unità repubblicana" che si può tranquillamente definire inciucio è indispensabile per sbarrare la strada ad una vittoria dirompente del Front National.

"Claudio Bartolone prima chiama gli elettori socialisti a votare per i candidati di centro-destra in Nord-Pas de Calais-Piccardia ed in Provenza-Alpi-Costa Azzurra, contro l'estrema destra, e poi in Ile-de-France vuol far credere che Valèrie Pècresse sia la figlia naturale di Mussolini e di Eva Braun?", si indigna il presidente del partito centrista Udi, Jean-Christophe Lagarde; "Deve scusarsi e ritirare cio' che ha detto", scandisce anche lui con durezza.

In tutto ciò, Marine Le Pen gongola e con lei tutti i candidati e le candidate del Front: il risultato più ambito l'ha già ottenuto, il Front National è il primo partito di Francia e considerando che queste elezioni amministrative sono l'ultimo appuntamento elettorale prima delle elezioni presidenziali, era proprio questo risultato ad essere decisivo. Mentre domenica, se i candidati della Destra verranno battuti dall'ammucchiata socialisti-repubblicani, sarà un'altra arma elettorale a favore della corrsa di Marine Le Pen all'Eliseo. Vorrebbe dire che ha ragione ancora una volta lei: sono uguali i nostri avversari, sono facce dello stesso regime.

Redazione Milano.


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