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martedì 1 dicembre 2015

Il primo ministro portoghese, il socialista Antonio Costa, ha presentato i 17 ministri del suo governo, dopo che la sua nomina è stata approvata dal presidente Annibal Cavaco Silva. Alle Finanze è stato scelto l'economista indipendente Mario Centeno, mentre il sociologo Augusto Santos Silva andrà agli Esteri. Joao Soares, figlio dell'ex presidente Mario Soares, andrà alla Cultura.

Il governo di Costa, che ha prestato giuramento, ha il sostegno in parlamento del Blocco marxista di sinistra, dei Comunisti e dei Verdi, oltre che del Partito Socialista portoghese. Si ritiene che il nuovo esecutivo abolirà alcune misure di austerity imposte dal precedente governo di centro destra. Il nuovo titolare delle Finanze dovrà svolgere un ruolo chiave con i partner europei di fronte agli impegni assunti da Lisbona per il risanamento del bilancio, dopo il programma di salvataggio imposto dalla troika nel 2011, ruolo che già ora si presenta difficile, date le posizioni diametralmente opposte a quelle della Commissione europea espresse da Costa e dai suoi ministri.

Infatti, già nel discorso del giuramento, Costa ha promesso di porre fine all'era di austerity in atto nel Paese garantendo pero' di adottare una rigorosa disciplina di bilancio. Il consolidamento dei conti pubblici, ha affermato, "sara' piu' sana". "Farò di tutto affinche' il paese rimanga sulla strada di una crescita economica, creando posti di lavoro e mantenendo credibilita' internazionale". 

Intanto, però, il Documento di programmazione economica per il 2016 non è stato ancora presentato, e la Commissione europea si dice "allarmata" al riguardo. Se poi si aggiunge che la metà del governo e delle forze politiche che lo sorreggono è profondamente contraria anche all'euro, oltre che alle politiche economiche dell'Unione europea, l'allarme a Bruxelles ha raggiunto livelli di guardia.

Nella campagna elettorale che ha portato al voto del 4 ottobre scorso, i socialisti hanno promesso che avrebbero messo fine ad anni di austerità, un aumento dei redditi delle famiglie al netto delle tasse e aiuti per i poveri, duramente colpiti dalla crisi economica e dal programma di salvataggio del Portogallo, terminato l'anno scorso con il governo del centrodestra piegato ai ferrei diktat della Troika.

L'Eurogruppo si e' detto "rassicurato" che il Portogallo sottoporra' la legge finanziaria 2016 "il piu' presto possibile" (ma da Lisbona non hanno risposto al riguardo) e intanto però ha gia' lanciato un avvertimento: il margine di sicurezza del deficit/pil portoghese "e' limitato". Per evitare che l'evoluzione dei processi politici portoghesi mettano in discussione il coordinamento e la vigilanza Ue sui bilanci, l'Eurogruppo ha deciso di precisare le indicazioni ai governi in caso di ritardo nella presentazione delle leggi di bilancio per "assicurare il rispetto del patto di stabilità", precisazioni che di fatto sono la minaccia esplicita di "punizioni" e sanzioni.

A Bruxelles comunque si rifiutano paragoni fra il caso Grecia e il caso Portogallo, confidando nel fatto che Antonio Costa si e' impegnato formalmente con il presidente della Repubblica a rispettare le regole europee, peccato che però Costa abbia aggiunto che "rispetterà prima le necessità dei portoghesi" e che "la politica di austerità imposta dalla Ue al Portogallo è finita, non la seguiremo più".

La situazione è in rapida evoluzione.

Redazione Milano.

 


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