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Max Parisi

LA BCE STA PER FARE L'ULTIMA - DEFINITIVA - MOSSA SBAGLIATA PER PROVARE A BATTERE LA DEFLAZIONE, DOPO DI CHE E' FINITA.

lunedì 30 novembre 2015

FRANCOFORTE - E' già stato ribattezzato Quantitative easing 2. Perché tra investitori e analisti non ci sono dubbi che la Bce nella riunione di giovedì - fra tre giorni - aumenterà la "potenza di fuoco del bazooka", benchè sia una mossa dagli esiti incerti per non dire nulli, visto che finora il piano di acquisti di titoli di Stato da 60 miliardi di euro al mese fino al settembre del 2016 non è servito assolutamente a riportare l'inflazione verso il target del 2%. C'è già chi dice che sarà l'ultima mossa disperata, prima di dichiarare forfait e arrendersi all'evidenza di una stagnazione stile Giappone per l'area euro per i prossimi lunhhi anni.

Nelle ultime settimane i bond governativi dei paesi euro sono stati al centro di massicci acquisti, da parte della Bce, ma l'inflazione non solo non è aumentata, è discesa ancora più in basso, nell'eurozona.

La Bce dispone di varie opzioni per aumentare la potenza del programma d'acquisti, ma al tempo stesso deve valutare con estrema attenzione gli effetti, in particolare sul sistema bancario. Il consenso del mercato indica un nuovo taglio al tasso sui depositi che oggi è -0,20% e un prolungamento del programma di almeno sei mesi e l'incremento dell'ammontare degli acquisti mensili. Gli analisti di Bank of America stimano il taglio del tasso sui depositi di 10 punti base ma "la Bce potrebbe arrivare a un taglio fino a -0,40%". Secondo Bank of America invece il prolungamento del piano di acquisti sarà di almeno un anno, fino a settembre 2017. Servirà?

Anche la banca centrale della Danimarca, la Danske, Bank prevede che il programma Bce sarà prolungato di 12 mesi mentre la spesa mensile salirà da 60 a 75 miliardi. E' piuttosto diffusa la stima che la Bce pomperà almeno altri 500 miliardi di euro portando il programma a oltre 1.600 miliardi.

Purtroppo, però, sta avvendendo qualcosa di paradossale: le banche i cui bond - le obbligazioni - sono stati massicciamente acquistati dalla Bce, specialmente le banche italiane, invece di investire l'enorme liquidità ottenuta da questa operazione, hanno preferito lasciare in deposito alla stessa Bce il contante ricavato, pagando addirittura interessi negativi pur di non immetterlo nel circuito finanziario dell'Italia!

In pratica, le banche italiane preferiscono perdere denaro con interessi passivi dati alla Bce piuttosto che prestarlo ad aziende e operatori economici e finanziari italiani, ritenendo inferiore la perdita degli interessi passivi alla perdita dei crediti se fossero dati al sistema Italia. Ecco, a che punto siamo.

In ogni caso, anche gli analisti di Pimco sono certi che la Banca centrale europea giovedì varerà misure addizionali. "La Bce tuttavia - si legge in un report - non può da sola stimolare la crescita economica dell'area euro che deve affrontare il grande problema dell'inflazione troppo bassa. La Bce necessita che i governi rafforzino le politiche fiscali e strutturali per accelerare la crescita economica".

Ma ci sono anche esperti che non escludono un taglio del tasso sui depositi a -0,40%. "Un taglio a -0,40% pone una serie di problemi tecnici - scrive ancora Bank of America - in particolare la robusta crescita delle riserve in eccesso delle banche con un robusto taglio dei tassi sui depositi potrebbe avere un impatto sulla redditività delle banche da non trascurare".

E c'è anche il rischio - sottolinea la BoA - che le banche preferiscano ridurre il proprio bilancio piuttosto che prestare più soldi all'economia reale, specialmente in Italia.

Altro elemento che la Bce sta valutando è la possibilità di ampliare la gamma di strumenti finanziari da acquistare. Per il 2016 è molto concreta la possibilità che ci sia una contrazione della disponibilità di bund tedeschi dal momento che Berlino nel 2016 avrà emissione nette negative. In pratica, la Germania non ha quasi bisogno di emettere titoli di stato e quindi la Bce non potrà comprarne, dato che non ne circoleranno.

Inoltre il costante apprezzamento dei titoli di stato tedeschi impedisce alla Bce e alle banche centrali di acquistare titoli con rendimenti negativi oltre -0,20%.

Da alcuni giorni si rincorrono rumors sui mercati che la Bce potrebbe allargare la gamma degli strumenti da comprare anche ai bond emessi dagli enti locali. In un recente report Royal Bank of Scotland ipotizza che la Bce potrebbe iniziare ad acquistare anche azioni innalzando la portata del bazooka a 1.900 miliardi di euro, oltre il 20% del pil dell'area euro.

Questo oceano di denaro contante riversato dalla Bce sulla zona euro dovrebbe - in teoria - abbassare il valore dell'euro nel mercato dei cambi e contemporaneamente far crescere il costo delle importazioni in dollari. Però, sia perchè il principale prodotto importato in Europa è il petrolio, ed il petrolio vede il proprio prezzo tracollato, sia perchè finora l'effetto voluto da Draghi non c'è stato e infine perchè la Fed sta per aumentare i tassi di interesse negli Stati Uniti, questa nuova ultima mossa della Bce - che rimane l'ultima in oni senso - potrebbe provocare un risultato completamente diverso da quello voluto.

La Germania e altri Paesi forti del nord Europa non accetteranno mai un euro al valore di cambio 0,80 sul dollaro, così come non accetteranno mai che la Bce acquisti titoli spazzatura più di quanto già stia facendo. Risultato: il vero effetto che potrebbe arrivare è la cacciata di Draghi o in alternativa la fine della stessa valuta unica europea.

Fortunatamente, manca poco, davvero poco per scoprire come andrà a finire.

Redazione Milano


LA BCE STA PER FARE L'ULTIMA - DEFINITIVA - MOSSA SBAGLIATA PER PROVARE A BATTERE LA DEFLAZIONE, DOPO DI CHE E' FINITA.


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