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Max Parisi

SPECIALE MEDIO ORIENTE / ECCO COSA STA ACCADENDO NEGLI EMIRATI ARABI UNITI: DA ''SVIZZERA'' DEL GOLFO PERSICO A ''SPARTA''

venerdì 27 novembre 2015

I grattacieli di Dubai sono un monumento a un Medio Oriente alternativo, lontano dalle guerre e dall'instabilita' regionali. Le cose, pero', stanno rapidamente cambiando, e questo grazie soprattutto a un uomo: il principe della corona di Abu Dhabi, Sheikh Aheikh Mohammed bin Zayed al Nahyan, leader di fatto degli Emirati Arabi Uniti.

Il principe controlla il sei per cento del petrolio globale e il secondo maggiore fondo sovrano del globo. A 54 anni - relativamente giovane, se paragonato agli altri leader arabi - gode della fiducia di Washington e di ottime relazioni con la Russia. E ha dedicato ormai tre decenni al progressivo rafforzamento delle piccole ma organizzatissime forze armate degli Emirati, diventando un cliente di punta del colosso aerospaziale Lockheed Martin. Mohammed - scrive Nafeesa Sayeed su "Bloomberg News" - e' sempre stato sensibile al tema della sicurezza nazionale.

Molti funzionari occidentali descrivono il mutamento impresso alla monarchia araba come la trasformazione "dalla Svizzera del Golfo Persico alla sua Sparta". Non e' una strategia priva di rischi, dal momento che il modello di business degli Emirati sinora ha funzionato, trasformandoli da un'economia da 50 miliardi di dollari nel 1990 a una da 400 miliardi lo scorso anno, seconda nella regione solo all'Arabia Saudita.

Mohammed ha lanciato gli Emirati in guerra al fianco dell'Arabia Saudita; i suoi sostenitori affermano non abbia avuto scelta: "Gli emirati non potevano semplicemente starsene li' a fingere di essere la Svizzera mentre l'intera regione andava a fuoco", sostiene Mishaal al Gergawi, ad del Delma Institute di Abu Dhabi. "Quando c'e' un incendio, puoi solo tentare di spegnere le fiamme o allontanarti. Ma gli Stati non hanno le ruote".

L'obiettivo di Mohammed e' "creare una forza militare che possa reggere qualunque aggressione esterna sino all'arrivo di aiuti statunitensi", spiega invece Bruce Riedel, con una carriera trentennale alla Cia e poi al National Security Council.

Le relazioni con Washington si sono fatte piu' problematiche durante l'amministrazione Obama, ma questo non ha fatto che imprimere un'ulteriore accelerazione al processo di rafforzamento del comparto militare: lo scorso anno gli Emirati hanno introdotto la leva obbligatoria per gli uomini, e sono stati il quarto importatore di armi al mondo.

Oltre ad acquistare le armi, gli Emirati le stanno anche impiegando: le forze speciali e l'aviazione emiratine sono infatti impegnate in guerra in Yemen contro i ribelli sciiti houti. Il paese, pero', e' piccolo e ha scarsa manodopera, tantopiu' che l'80 per cento della sua popolazione e' costituita da cittadini stranieri. Per questa ragione, Mohammed ha aperto a un ruolo sempre piu' attivo per le donne, che godono di maggior iliberta' anche professionali rispetto alla vicina Arabia Saudita.


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