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Max Parisi

SPECIALE TERRORISMO / ECCO NOMI, PIANI, ORGANIZZAZIONI E AZIONI DEI TERRORISTI ARRESTATI OGGI DAL ROS DEI CARABINIERI

giovedì 12 novembre 2015

ROMA - I Carabinieri del Ros, in collaborazione con le autorità giudiziarie e di polizia di numerosi stati europei, coordinate da Eurojust, hanno dato il via questa mattina a una grande operazione contro il terrorismo islamico, compiendo diversi arresti in Italia, con ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del tribunale di Roma, nei confronti di 17 individui indagati per associazione con finalità di terrorismo internazionale aggravata dalla transanzionalità del reato.

Le 17 persone raggiunte dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere sono 16 cittadini curdi e un kosovaro, tutti accusati di associazione transnazionale con finalità di terrorismo internazionale.

Nel dettaglio, sono stati localizzati e arrestati:

In Italia, Abdul Rahman Nauroz, Hama Mahmoud Kaml, Abdula Salih Ali, Hasan Saman Jalal, Mohamad Fatah Goran, Hodza Eldin e Jamal Ibrahim.

Nel Regno Unito, Awat Wahab Hamasalih, Hamad Bakr e Rahim Zana Abdul Rahman e Kadir Sharif.

In Norvegia, Faraj Ahmad Najmuddin alias Mullah Krekar, Twana Karim Rahim e Fatah Kamil Jalal.

In Finlandia, Seddek Kadir Karim.

Contestualmente sono state eseguite numerose perquisizioni sia in Italia, nelle province di Bolzano, Parma e Brescia, sia in Norvegia, nel Regno Unito, in Finlandia, in Germania e in Svizzera.

I provvedimenti di questa mattina scaturiscono da un' attività investigativa del Ros, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma, avviata nel 2010 a seguito dell'individuazione del sito internet www.jarchive.info, emerso per la chiara connotazione jihadista del materiale documentale in esso contenuto, riconducibile ad Al Qaida ed alle organizzazioni terroristiche ad essa ideologicamente affiliate.

L'analisi delle connessioni al sito, riferiscono gli investigatori, ha consentito di identificare, tra i 'navigatori' che dall'Italia avevano avuto accesso al materiale jihadista, oltre al marocchino Abderrahim El Khalfi, arrestato lo scorso luglio, il cittadino curdo iracheno Abdul Rahman Nauroz, che manifestava chiari segnali di radicalizzazione.

Il prosieguo delle indagini, condotte in stretta collaborazione con l'autorità giudiziaria e le Forze di Polizia di Norvegia, Germania, Grecia, Stati Uniti, Finlandia, Svizzera e di Regno Unito, hanno documentato l'esistenza e l'operatività di una cellula italiana, dedita al reclutamento e radicalizzazione di militanti, principalmente attraverso il web.

Tale cellula è risultata articolazione dell'organizzazione terroristica internazionale, denominata 'Rawti Shax' o 'Didi Nwe', facente capo al noto Najmuddin Ahmad Faraj, alias Mullah Krekar, già fondatore nel 2001 di Ansar Al-Islam, gruppo terroristico curdo sunnita costituito allo scopo di instaurare uno stato islamico con metodi violenti nel Kurdistan iracheno, inserito nelle liste di organnizzazioni terroristiche del Consiglio di Sicurezza dell'Onu.

Ansar Al-Islam aveva subito un vero e proprio smantellamento, a seguito dell'azione militare dello Stato Iracheno, sostenute dalle forze dalla coalizione occidentale, nonché delle azioni giudiziarie che avevano colpito i canali di reclutamento e finanziamento in Europa.

Il Mullah Krekar, fuggito dall'Iraq e ottenuto l'asilo politico in Norvegia, negli anni successivi aveva continuato a sostenere pubblicamente l'attività dei gruppi dell'insorgenza sunnita irachena di matrice jihadista, convergenti in Ansar al-Islam ed al-Qaida in Iraq, venendo più volte arrestato e condannato per istigazione all'odio e alla violenza.

Parallelamente a tale attività, il Mullah Krekar, sempre nella prospettiva della costituzione di uno stato islamico in Kurdistan, aveva elaborato il progetto di un'organizzazione che superasse i limiti mostrati da Ansar al-Islam, perseguendo moduli organizzativi che ne garantissero la impenetrabilità e fossero compatibili con la localizzazione dei suoi membri in Europa.

'Rawti Shax' nasce quindi con l'obiettivo di 'educare' una nuova generazione di curdi iracheni, sia residenti nelle aree di origine sia, soprattutto, appartenenti alla diaspora curda in Europa, ad un'ideologia radicale di matrice religiosa affinché si preparassero, in futuro, a sostenere una rivolta violenta contro i regimi di infedeli che governano nelle aree curde.

A tal fine è stata anche fondata una vera e propria università virtuale, con un proprio sito internet. Oltre a questo livello pubblico dell'attività di Rawti Shax, garantito dalla tutela della libertà di manifestazione del pensiero e di culto propria degli Stati Europei, ne esisteva però anche uno clandestino, su due livelli: il primo finalizzato ad entrare in contatto con le organizzazioni terroristiche attive in Kurdistan, quali il Kurdistan Batallion, articolazione di al-Qaida in Iraq, protagonista di sanguinosi attacchi documentati in molteplici video di propaganda, in particolare tra il 2007 e il 2009, e ciò al fine di garantirsi un sostegno militare da impiegare per le attività progettate nell'area; il secondo relativo alla costituzione di un 'Comitato Segreto' di Rawti Shax con compiti operativi, anche di esecuzione di azione violente, in cui è coinvolto in prima fila Abdul Rahman Nauroz.

Alcune di queste azioni prevedevano l'esecuzione di attentati terroristici in Norvegia quale ritorsione contro l'arresto del Mullah Krekar da parte delle locali autorità o il sequestro di diplomatici all'estero per negoziarne la liberazione in cambio del rilascio dello stesso Krekar.

Le indagini hanno evidenziato la centralità degli strumenti informatici, sia per il piano pubblico dell'università virtuale, sia per quello clandestino dell'organizzazione, di cui costituiscono sede virtuale, tessuto connettivo, mezzo elettivo di comunicazione dei suoi membri, luogo di confronto e formazione e principale strumento di divulgazione.

L'utilizzo di internet ha consentito agli arrestati di oggi di annullare le distanze tra gli associati, residenti in diversi Paesi europei, permettendo loro di mantenere una forte coesione di gruppo, rafforzata dalla periodica e frequente partecipazioni a chat virtuali, e di rimanere in contatto con la propria guida spirituale, il Mullah Krekar che, anche in carcere, ha continuato a rappresentare la guida non solo ideologica dell'organizzazione, mantenendone anche la direzione strategica sulle questioni più importanti, quale la partecipazione al conflitto siriano o la decisione di allinearsi con Isis.

In tale quadro, le intercettazione ambientali e telematiche svolte dai Carabinieri del Ros durante le indagini hanno avuto un ruolo fondamentale nel disvelare i rapporti e le gerarchie tra gli indagati, permettendo di decrittare comunicazioni riservate, intrattenute con eccezionale cautela. Infatti, gli indagati riducevano al minimo l'utilizzo di apparati telefonici, privilegiando sistemi di comunicazioni telematici e cercando sistematicamente di eludere le possibili attività di controllo, utilizzando terminologie codificate, alternando tratti di comunicazione verbale a gestualità riprese attraverso web-cam, a servizi di messaggeria istantanea.

Il progetto di 'Rawti Shax' ha avuto una svolta con le progressioni del conflitto in Siria e la sua estensione in Iraq, quando l'attenzione del movimento jihadista globale, e quindi anche di quello di etnia curda, si è focalizzata su quel Paese. Rispetto al piano futuribile di costituzione di uno stato islamico in Kurdistan, così come formulato nel progetto iniziale di 'Rawti Shax', il conflitto ha offerto un'opportunità di immediata partecipazione e di avanzamento dell'obiettivo originario, per la contiguità del teatro di operazioni alle aree curde e per la proclamazione del califfato di ISIS da parte di Abu Bakr Al Bagdadi anche in Iraq.

A questo punto 'Rawti Shax' si è trasformata in una rete per l'arruolamento di volontari per il conflitto e per la facilitazione del loro trasferimento in zone di guerra. In questa attività di reclutamento è risultato particolarmente attivo Abdul Rahman Nauroz, sia attraverso internet sia direttamente, attraverso 'lezioni' che teneva nel proprio appartamento di Merano - luogo di riunioni segrete e crocevia di aspiranti jihadisti - al fine di convincere i suoi allievi, e tra questi in particolare Hasan Saman Jalal, a partecipare ad azioni armate di guerra o terroristiche pianificate come suicide. Per quanto riguarda l'Italia, il ruolo di 'Rawti Shax' quale filiera di facilitazione per la Siria è emerso nella vicenda del cittadino di origine kosovara Hodza Eldin, anche lui indagato e destinatario di misura cautelare.

La rete di 'Rawti Shax' , per il tramite di Abdul Rahman Nauroz, si è adoperata al fine di realizzare il proposito di Hodza Eldin di partire per la Siria, finanziando il viaggio in aereo per Istanbul con 780 euro inviate da Seddek Kadir Karim, responsabile della cellula di Rawti Shax in Finlandia e Sheda Sameer, appartenente a quella Svizzera. 

Redazione Milano.

 


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