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Max Parisi

SPECIALE GERMANIA / L'IMMIGRAZIONE SELVAGGIA HA MESSO CON LE SPALLE AL MURO ANGELA MERKEL, LA CDU CROLLA, AFD AL 10%

martedì 10 novembre 2015

BERLINO - La scorsa settimana, la cancelliera Angela Merkel, il segretario della Csu, Horst Seehofer, e il segretario dell'Spd Sigmar Gabriel hanno concordato un "pacchetto di asilo", che prevede una procedura veloce per migliaia di profughi e limitazioni al ricongiungimento familiare.

Il segretario del gruppo parlamentare dell'Unione di centro-destra, la Cdu, Christian von Stetten, ha messo pero' subito in guardia dalle possibili conseguenze di una scelta sbagliata delle misure da adottare: "Se ora non agiamo in modo piu' deciso, finiremo per commettere l'errore del secolo, che non potremo piu' correggere", ha commentato l'esponente dello stesso partito della Cancelliera.

Gli ultimi sondaggi pubblicati in Germania, e riproposti dal quotidiano "Handelsblatt", danno l'idea della fondatezza dei timori espressi da von Stetten: in appena una settimana, la Cdu di Merkel ha perso l'1,5 per cento dei consensi, scivolando sotto il 34 per cento dei consensi; di contro, Alternativa per la Germania (Afd, partito euroscettico che esprime una linea di rigore in materia di immigrazione), ha guadagnato due punti percentuali, superando per la prima volta la soglia del 10 per cento.

Ma non è solo la stampa tedesca a criticare aspramente al Cancelliera tedesca.

"Da cinque anni ormai l'Europa balla al ritmo imposto da Angela Merkel, ma questa coreografia ben oliata rischia ora di rompersi sul dossier esplosivo dell'apertura ai rifugiati". E' questa la tesi con cui il quotidiano francese "Le Figaro" presenta i tre vertici internazionali che si svolgeranno nei prossimi giorni: il summit euro-africano di mercoledi' 11 novembre a La Valletta (Malta), il Consiglio europeo "straordinario" di giovedi' 12 a Bruxelles ed i vertice del G20 di domenica 14 novembre ad Antalya, in Turchia, al quale tra gli altri saranno present anche Barack Obama, Vladimir Putin e ovviamente Recep Tayyip Erdogan.

Ognuna di queste riunioni ha naturalmente la sua agenda, ma il "filo rosso" secondo il "Figaro" sara' lo stesso: di fonte al rischio di disarticolazione dell'Unione Europea a causa dell'eccezionale flusso migratorio e dalla conseguente questione del controllo delle frontiere, quanto tempo ancora la Merkel puo' tentare di mantenere la sua promesse di dare un asilo tedesco a tutti i profughi siriani?

Accusata a mezza bocca a Bruxelles di aver "esacerbato il problema" e di doversi "dare una regolata", la controversia sulla scena europea e' ancora felpata a differenza del regolamento di conti che si delinea a Berlino. Ma l'obbiettivo e' unico: "Tutti vorrebbero che la cancelliera torni in un modo o nell'altro sulla parola data ad agosto", afferma un responsabile coinvolto nella preparazione dei tre vertici citato dal quotidiano; il quale poi aggiunge che "la mancanza di sostegno europeo sul dossier immigrazione ha senza dubbio deluso la Merkel quanto le contestazioni che ne stanno affossando l'autorita' al Bundestag"; per poi concludere che "diverse capitali europee non vedrebbero di cattivo occhio se la supremazia tedesca si incrinasse".

Certo si tratta di affermazioni che il "Figaro" cita senza fornirne l'identita'; ma questa sorta di "omerta'" e' stata rotta in pubblico al piu' alto livello dal presidente del Consiglio europeo, il polacco Donald Tusk, il quale ha direttamente chiesto alla Merkel di mostrarsi piu' ferma con i rifugiati: "Come paese-motore dell'Europa, la Germania ha la responsabilita' di controllare le frontiere esterne dell'Ue anche in maniera energica se necessario" ha scritto in un intervento pubblicato sul settimanale tedesco "Welt am Sonntag".

Gli appuntamenti di questa settimana, secondo il "Figaro", rischiano insomma di portare altre cattive notizie alla Cancelliera: mentre infatti non sono certo per domani le due soluzioni di emergenza da lei proposte (la mobilitazione della Grecia per il controllo delle rotte del Mar Egeo e l'arruolamento della Guardia costiera turca al servizio dell'Europa), il premier greco Tsipras e' tentato di rendere pan per focaccia alla Germania; proprio come il presidente Erdogan e' tentato di fare con l'intera Ue. E per quais tutti gli altri, conclude il "Figaro", ora tocca alla Merkel darsi una mossa. 

Redazione Milano.


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