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Max Parisi

HOLLANDE COME UN RENZI QUALSIASI: SPESA PUBBLICA IN FRANCIA OLTRE I LIMITI UE, NIENTE TAGLI E DISOCCUPAZIONE ALLE STELLE

venerdì 6 novembre 2015

PARIGI - Il presidente Hollande, il suo primo ministro Manuel Valls ed il ministro delle Finanze Michel Sapin negli ultimi tempi hanno moltiplicato le dichiarazioni per convincere i francesi che "la ripresa e' arrivata", che gli sforzi per ridurre la disoccupazione cominciano a pagare, che il deficit pubblico della Francia e' sotto controllo.

Nulla di molto diverso - anzi si potrebbe dire identico - da quello che va raccontando in Italia il primo ministro Renzi e la sua "spalla" all'Economia, Padoan.

Solo che ieri, giovedi' 5 novembre, la Commissione europea ancora una volta ha gettato acqua, per essere gentili, sull'ottimismo del governo socialista francese.

Nel 2017 non soltanto la disoccupazione in Francia sara' ancora al di sopra della barra del 10 per cento, ma il deficit statale non sara' per nulla rientrato nei parametri previsti dal Patto di stabilità. 

Bruxelles anticipa che, dopo aver raggiunto il 3,4 per cento del Pil nel 2016, il deficit scenderà solo al 3,3 nel 2017, e questo è ben diverso da quanto Hollande aveva promesso di fare quest'anno, oltre che per gli anni a venire del suo mandato.

Il governo francese però non è d'accordo con la Commissione Ue, continua a pensare di poterlo portare al 2,7 per cento. Perchè?

Facile rispondere, Hollande e Valls hanno usato il "sistema Renzi", che consiste nel considerare annunci e previsioni future come cose fatte e realizzate.  Lo scarto nelle previsioni si spiega infatti con il metodo di calcolo: la Commissione europea non conteggia i tagli annunciati ma non ancora eseguiti ne' approvati dal Parlamento.

Ora, fa notare il quotidiano conservatore "Le Figaro", e' vero che il governo di Parigi pensa di "mettere in opera la terza tappa del piano di risparmi" per 14,5 miliardi di euro; ma e' pure vero che le ripetute marce indietro a cui il governo e' stato costretto la scorsa settimana su diversi provvedimenti fiscali, mostrano in pieno la difficolta' di imporre tagli e risparmi di spesa all'interno della Legge finanziaria per il 2016, mentre il paese si avvia alle elezioni regionali di dicembre in cui il Partito socialista e' dato perdente dai sondaggi.

E nel 2017 ci saranno le elezioni presidenziali e parlamentari, fa notare Le Figaro, senza risparmiare anche critiche al modo di fare "un po' all'italiana" del presidente Hollande, che annuncia e prende per fatti gli stessi annunci.

Vi ricorda qualcuno?

Redazione Milano


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