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Max Parisi

DICHIARAZIONE BOMBA DI SCHAEUBLE: ''QUINDICI PAESI SU DICIOTTO DELL'EUROZONA VOGLIONO IL GREXIT, NON SOLO NOI TEDESCHI''

mercoledì 21 ottobre 2015

BERLINO - Lo scontro sul futuro della Grecia all'interno dell'eurozona risale a quasi tre mesi fa: all'inizio di luglio il governo greco ha accettato le condizioni avanzate dai creditori europei per la concessione di nuovi prestiti, e il paese e' rimasto all'interno dell'unione monetaria prima di recarsi alle urne, riconfermando Alexis Tsipras alla guida del governo. E la Grecia è rimasta nell'area dell'euro.

Tutto risolto, quindi? Neanche per idea.

Durante una trasmissione televisiva mandata in onda ieri sera dal canale franco-tedesco Arte, il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble e' tornato a chiedere l'uscita "temporanea" di Atene dal club dalla moneta unica, svelando anche un retroscena shock.

Secondo il ministro del governo Merkel, non ci sarebbe stato "alcun diktat tedesco", e lo stesso Schaeuble non sarebbe mai stato isolato dall'eurogruppo per le sue posizioni in merito alla crisi del debito greco: "L'opinione che per i greci sarebbe meglio uscire dall'euro per un determinato tempo - la cui durata però è indefinita - e' condivisa da 15 ministri dell'eurozona su 18,  Grecia esclusa ovviamente" ha affermato il falco tedesco, secondo cui "solo il ministro francese, quello italiano e quello cipriota sono di parere contrario.

"Questa e' la verita', tutto il resto e' propaganda", ha tuonato Schaeuble, rivolgendosi indirettamente al collega francese Michel Sapin che all'inizio di agosto aveva criticato duramente la posizione del ministro tedesco.

Sapin aveva detto: "Per quanto riguarda la Grexit, mi trovo in netto disaccordo con Wolfgang Schaeuble: Schaeuble sbaglia sulla questione Grexit e alcuni di noi vedono la sua come una presa di posizione testarda, quando invece servono proposte concrete". E affinchè le sue parole non fossero disperse nel chiacchiericcio televisivo, il ministro francese lo aveva dichiarato al quotidiano "Handelsblatt".

Sempre ad agosto, Schaeuble non aveva risposto alle dichiarazioni di Sapin. Il ministro tedesco ha voluto aspettare qualche mese, quindi, per riaprire lo spinoso dibattito sulla "Grexit" e averlo fatto in questo modo, mostrando quanto sia ampio il fronte interno al "club dell'euro" favorevole alla cacciata della Grecia, sta a significare che per Atene la permanenza nella valuta unica europea potrebbe terminare nel volgere di pochi mesi. Forse, settimane.

Di sicuro, Schaeuble non intende cambiare idea e l'uscita allo scoperto di ieri sera segnala che dietro di lui, silenziosi, stanno tutti gli altri Paesi dell'euro, salvo la Francia già ai ferri corti con la Ue per la questione del rapporto debito-Pil ben oltre il limite del 3% e l'Italia, il cui debito, invece, ha dimensioni esplosive. Quanto a Cipro, meglio non dimenticare che neppure due anni fa fece bancarotta.

Redazione Milano.


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