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Max Parisi

L'ANALISI DI LUCA CAMPOLONGO / L'ECONOMIA MONDIALE AFFONDA, QUELLA EUROPEA ANNEGA E RENZI VARA UNA FINANZIARIA DA PAZZI.

venerdì 16 ottobre 2015

Mentre il premier non eletto continua a parlare di “Italia in ripresa”, di “crescita che accelera”, di prospettive ottimistiche, l’autunno e l’inverno si preannunciano di tutt’altro tenore: freddi, molto freddi, praticamente glaciali. Basti dire che è di oggi l'annuncio di Eurostat, l'Istituto di Statistica dell'Unione europea, sulla deflazione: è tornata in tutta l'area euro.

Quindi, a dispetto di quanto si va annunciando dalle parti di Roma, il quadro economico internazionale volge decisamente al brutto e quello italiano al bruttissimo, se si pensa al dato Istat sul crollo dell'export nel mese di agosto, appena reso pubblico, che indica un arretramento del 3,6% quando invece proprio le esportazioni avrebbero dovuto alimentare la ripresa. E si noti che arriva dopo altri due cali consecutivi nei mesi precedenti di giugno e luglio. Questo significa che non si tratta di un episodio, ma di una tendenza.

Comunque, venendo alla situazione generale, la Cina, il grande dragone, dimostra di avere sempre più il fiato corto, con una produzione industriale in calo ormai da diversi mesi, soprattutto a causa del calo delle esportazioni a cui si affianca il calo delle importazioni, scese del 20%. Tuttavia, se la produzione industriale diminuisce, questo significa minori utili per le aziende, con ripercussioni occupazione e consumi interni.

Veniamo adesso all'Europa.

La Francia è ufficialmente in deflazione, il che significa che le aziende, pur di vendere, calano i prezzi dato che nessuno è più disponibile a comprare. E questo, nonostante il QE di Draghi avrebbe dovuto, nelle intenzioni, rianimare le economie della zona euro e quindi i consumi.

La Spagna si è vista bocciare la legge finanziaria da parte della commissione europea.

La Germania, scandalo Volkswagen a parte, non naviga in buone acque: la confindustria teutonica vuole eliminare il salario minimo per comprimere ancora di più gli stipendi, già ridotti a livelli da sopravvivenza per una larga fetta di operai e impiegati (grazie alle riforme Hartz) e la Deutsche Bank, oltre ad annunciare un drastico taglio dei dipendenti, sta mettendo in vendita l’argenteria di famiglia per non saltar per aria. Cosa poco auspicabile, perché con 65.000 miliardi di euro di derivati (il debito pubblico italiano è pari a circa 2.200 miliardi, giusto per rendere l’idea della mostruosità della massa di derivati della Deutsche Bank), nemmeno se si svuotassero tutti gli oceani ci sarebbe spazio sufficiente a contenere l’ondata di melma che si genererebbe dal suo fallimento.

E allora, in un quadro internazionale del genere, di grazia, com’è possibile pensare che l’Italico stivale possa andare in controtendenza? Ovviamente è impossibile, anche se al governo abbiamo un “mago” come il premier non eletto.

Non ci credete? Bene, vediamo qualche dato di economia reale: la Burberry, colosso della moda, ha annunciato risultati inferiori alle attese a causa della crisi dei consumi in Cina. E, potete giurarci, a ruota andranno i bilanci delle altre aziende che, grazie all’export, avevano tratto un po’ di ossigeno rispetto ad un mercato interno asfittico.

Il comparto bancario è ormai allo schianto: Veneto Banca annuncia licenziamenti e chiusure di filiali, la Banca delle Marche è in stato comatoso, come pure la Popolare di Vicenza e molti altri piccoli istituti di credito sono ad un passo dal commissariamento o da fusioni più o meno spontanee. Su Monte dei Paschi di Siena è meglio stendere una coperta pietosa.

Il mercato immobiliare è ancora al palo e ad agosto, il valore degli stabili è crollato di un ulteriore 2,8% rispetto allo stesso periodo del 2014, che già segnava profondo rosso.

Con un quadro nazionale ed internazionale di tal fatta, lanciarsi in annunci trionfalistici riteniamo sia quanto meno azzardato, anche per un esperto di annunci a vuoto come l’ex sindaco di Firenze.

La realtà, quella concreta, fatta di mattoni, di lamiere, di interscambi nazionali ed internazionali è chiara e ben delineata: l’economia mondiale, come già annunciato anche dal governatore della BCE, sta andando verso un rallentamento.

Il guaio è che l’italico stivale, grazie alle dissennate politiche attuate da questo governo, non ha minimamente approfittato della congiuntura internazionale positiva come da decenni non si vedeva, ed ora che il vento volge contrario, saranno dolori, e non basteranno gli annunci di “magic mattew” a far cambiare verso alla realtà.

Ed ora, dulcis in fundo, arriva la "manovra economica di fine anno"! Tenetevi forte, è il caso. Renzi ha firmato un provvedimento all'insegna dei "migliori" governi andreottiani. Tutto quanto annunciato, tagli delle tasse sulla casa, libertà di spesa per i Comuni, finanziamenti a pioggia (anzi, pioggerella perchè sono tantissimi e di scarso valore unitario) e perfino fondi per gli esodati, si farà a debito. Avete capiuto bene. Per realizzare quanto promesso da Renzi, il governo deve aumentare il debito pubblico, altrimenti nisba, niet, nein. In cassa non c'è un solo euro disponibile. 

Di tal che, ci si domanda: adesso che è chiaro da dove Renzi peenderà i soldi e cioè dai "mercati" emettendo dei "pagherò" di Stato, l'Europa che dirà? La Commissione Ue sarà d'accordo? Solo un pazzo può pensare che accetterà questo programma italiano di spesa pubblica.

Ma chi se ne frega! Sì, chi se ne frega è il senso della risposta data - ufficialmente - da Renzi ai giornalisti che gli domandavano se s'aspetta una "bocciatura" della Ue. 

"Se la Commissione europea respingerà il nostro Documento di programmazione economica e finanziaria per il 2016, lo ripresenteremo identico e lo attueremo in ogni caso senza modificarlo" Testuale. 

Andrà tutto a remengo, credetemi. Ma almeno ci sarà da divertirsi a raccontarlo...

Luca Campolongo

Fonti

http://www.idealista.it/news/etichette/andamento-mercato-immobiliare-2015

http://www.prealpina.it/pages/per-burberry-conti-sotto-le-attese-pesa-rallentamento-cina-99750.html

http://www.agi.it/economia/notizie/economia_lagarde_fmi_tagliera_stime_crescita_2015_e_2016-201509280032-ipp-rt10002

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/03/bce-draghi-ripresa-piu-lenta-del-previsto-pronti-a-prolungare-acquisto-titoli-di-stato/2005676/

http://intermarketandmore.finanza.com/sofferenze-nuovo-record-a-198-miliardi-e-scusate-se-e-poco-74391.html

http://www.panorama.it/economia/aziende/crisi-deutsche-bank-le-5-cose-da-sapere/

 

 


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