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Max Parisi

DIVISIONI DELL'ESERCITO IRANIANO IN SIRIA PER DISTRUGGERE L'ISIS: RUSSIA DAL CIELO, IRAN AL SUOLO, TAGLIAGOLE STERMINATI

venerdì 2 ottobre 2015

SIRIA - Centinaia di soldati iraniani - secondo alcune fonti invece migliaia - stanno arrivando in Siria per partecipare alla maxi controffensiva di terra anti-Isis dei militari di Damasco, supportati dalle forze russe presenti nel paese. Lo riferiscono media libanesi.

L'obiettivo formalmente sono i miliziani del Daesh, ma in realta' i timori e' che siano tutte le forze antigovernative, comprese quelle appoggiate dagli Stati Uniti e dalla comunita' internazionale, che per altro ormai da settimane non rifornisce più di armamenti queste milizie islamiche.

Nel frattempo, i caccia della Federazione stanno spianando il terreno per le manovre, bombardando "obiettivi strategici" nemici. Per quanto riguarda l'arrivo delle truppe di Teheran in Siria in chiave anti-Isis, queste hanno cominciato a confluire nel paese da una decina di giorni.

Sono armate ed equipaggiate e si andranno a unire alle forze di Damasco, a quelle di Hezbollah gia' operanti nella nazione e alle milizie di volontari sciiti che arrivano dall'Iraq e dall'Afghanistan. Questo contingente misto, grazie anche all'appoggio aereo russo, dara' il via alla maxi offensiva per recuperare il territorio perso negli ultimi mesi dai militari del presidente Bashar al Assad.

E' la prima volta che l'Iran invia ingenti truppe nella vicina Siria, in quanto finora la Repubblica sciita aveva fornito assistenza all'alleato inviando solo consiglieri militari provenienti dai reparti d'elite.

Secondo diversi analisti la strategia russo-iraniana e' usare prima l'Aeronautica di Mosca per eliminare i centri di comando e controllo, quelli delle comunicazioni e i depositi. L'obiettivo e' indebolire il nemico minando la sua capacita' operativa e di reazione e parallelamente isolare le sue componenti piu' grandi, in modo che possano essere attaccate senza il timore che ricevano rinforzi e rifornimenti.

Una volta conclusa la "prima fase", si passera' alla seconda che prevede l'intervento di terra massiccio delle forze congiunte. Queste opereranno su diversi fronti. Alcuni assetti attaccheranno frontalmente, mentre altri aggireranno il bersaglio per chiuderlo in una manovra a tenaglia.

Una terza componente, invece, si occupera' di bonificare l'area dalle piccole sacche di resistenza una volta che il grosso della forza si spostera' verso altri obiettivi. Parallelamente, sara' coinvolta anche la componente aerea che fornira' supporto ravvicinato (Cas) alle truppe e si occupera' di monitorare i nemici dall'alto e di tenerli impegnati se necessario. 

Questo appena descritto è il piano strategico non per isolare o contenere l'isis, ma per distruggerlo. L'esercito iraniano è pronto a mandare in battaglia molte divisioni sia di fanteria sia corazzate. E contemporaneamente, l'aviazione russa ha a disposizione decine di bombardieri, lanciamissili e elicotteri da combattimento. Le forze militari dell'isis molto difficilmente resisteranno a lungo di fronte a un'armata tanto potente e determinata. Ormai, è questione di settimane, forse di giorni.

Redazione Milano.


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