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Max Parisi

RETROMARCIA TEDESCA: TAGLI A BENEFIT E WELFARE PER I PROFUGHI, ESPULSIONI IMMEDIATE, PENE SEVERE PER DOCUMENTI FALSI.

venerdì 18 settembre 2015

BERLINO - Il ministero dell'Interno tedesco ha annunciato ieri le dimissioni di Manfred Schmidt, direttore dell'ufficio per le migrazioni e i rifugiati, dopo le critiche mosse all'agenzia pubblica per la politica delle porte aperte che ha fatto esplodere il flusso di profughi in arrivo dai Balcani.

Le dimissioni, motivate ufficialmente da "ragioni personali", giungono mentre cresce la frustrazione all'interno della Grande coalizione di Angela Merkel per la gestione della crisi dei flussi; il mese scorso l'ufficio guidato da Schmidt aveva annunciato che le autorita' tedesche avrebbero cessato l'espulsione dei rifugiati siriani verso i paesi europei di primo ingresso, come previsto dai regolamenti di Dublino.

E mentre i paesi dell'Europa orientale accusano Berlino di aver scatenato la crisi migratoria che grava sui loro territori, Merkel ha ribadito ieri che "la Germania e' un paese che attrae i rifugiati, e questa e' una cosa buona". Senonche' proprio Berlino ha sospeso questa settimana la libera circolazione attraverso il confine con l'Austria, e si appresta a fare altrettanto lungo il confine francese.

E in un disegno di legge di 128 pagine ottenuto dalla "Washington Post", proprio il governo della Merkel corre ai ripari con pratiche che vanno in senso diametralmente opposto alla retorica dell'accoglienza della Cancelliera: tagli ai benefit e al welfare per i rifugiati, accelerazione delle procedure di espulsione e pene piu' severe per la contraffazione delle identita' e dei documenti di identificazione da parte dei migranti.

Frattanto, dopo la chiusura del confine tra Ungheria e Serbia, la Croazia si e' trovata catapultata al centro della crisi, con oltre 6 mila arrivi in 24 ore. Budapest sta per chiudere il tratto di confine con quel paese, ed e' dunque probabile che l'esodo dei migranti in arrivo dal Medio Oriente proseguira' verso la Slovenia e da li' verso Austria e Italia.

Il primo ministro croato, Zoran Milanovich, ha inizialmente dichiarato che il paese aiutera' i profughi "sino a quando sara' possibile", ma al confine con la Serbia la situazione sembra gia' sfuggita di mano: a Tovarnik, cittadina di confine di appena 1.500 abitanti, l'amministrazione locale parla gia' di un disastro umanitario, e il sindaco, Ruza Veselcic, ha denunciato "un assedio, un disastro che il nostro governo non ha saputo prevedere".

E cosi', ieri Zagabria e' tornata precipitosamente sui suoi passi, chiudendo i valichi di frontiera con la Serbia: una mossa che secondo la "Washington Post" rischia di spingere i migranti ad attraversare il confine attraverso i boschi ancora disseminati di mine antiuomo risalenti alla guerra dei Balcani degli anni Novanta. 

Ma il vero scoop del Washington Post è aver pubblicato cosa si sta apprestando a fare il governo Merkel con i migranti: tagli ai benefit e al welfare per i profughi, espulsioni velocissime e pene severe per chi mostra documenti d'identità falsi. S'è scoperto, infatti che molti degli arrivati mostrano passaporti iracheni e siriani assolutamente falsi, fabbricati in Pakistan e venduti al prezzo medio di 200 dollari americani. 

Redazione Milano.


RETROMARCIA TEDESCA: TAGLI A BENEFIT E WELFARE PER I PROFUGHI, ESPULSIONI IMMEDIATE, PENE SEVERE PER DOCUMENTI FALSI.




 
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