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Max Parisi

NOBEL PER L'ECONOMIA STIGLITZ: CRISI DELL'EURO NON E' AFFATTO FINITA: AUSTERITA' AUMENTO TASSI USA, QE, LO ABBATTERANNO

mercoledì 16 settembre 2015

BERLINO - In un'intervista al quotidiano tedesco  "Handelsblatt", l'economista statunitense premio Nobel Joseph Stiglitz parla della crisi dei debiti sovrani in Europa, della "svolta degli interessi" negli Stati Uniti e del suo rapporto poco amichevole con Wolfgang Schaeuble.

"Schaeuble non e' un economista e pensa in modo troppo legalistico; un economista capirebbe subito che la politica di austerita' (adottata dall'eurozona, ndr) e' letale" sostiene Stiglitz, che critica in particolare le condizioni imposte alla Grecia: "Gli avanzi primari imposti dalla Troika ai greci non faranno che acuire la depressione del paese".

"Schaeuble ha sottolineato che 'deve rispettare le regole' - afferma Stiglitz -  ma se queste regole sono sbagliate, le conseguenze rischiano di essere disastrose, anzi lo saranno certamente, continuando ad applicarle" ha aggiunto.

La crisi dell'euro per il Nobel per l'Economia non e' per niente finita: la situazione in Grecia continuera' a peggiorare e gli altri Paesi piu' in crisi vedranno solo un leggero miglioramento", avverte l'economista statunitense.

"Anche paesi come Irlanda, Spagna e Portogallo mostrano il fallimento dell'austerita', anche se non in modo drammatico come in Grecia" prosegue l'economista, che sottolinea: "In tutti questi paesi il Pil e' ancora al di sotto del livello del 2007, ci vorranno lunghi anni per recuperare il terreno perduto, sempre che ci riescano".

Stiglitz commenta poi le indiscrezioni circa un possibile aumento dei tassi di riferimento da parte della Federal Reserve statunitense: "Se si guarda al mandato della Federal Reserve - 'mantenere i prezzi stabili e l'occupazione alta' - bisogna dire che al momento nel paese non c'e' inflazione e l'occupazione e' molto superiore al 5,1 per cento dichiarato. Per questo non c'e' motivo di alzare i tassi", ha concluso il premio Nobel. Tuttavia, probabilmente accadrà e sarà un ulteriore - forse decisivo - motivo per il quale l'euro entrerà in crisi. 

Se i capitali in dollari renderanno molto di più dei capitali in euro, per quale motivo non dovrebbbero riversarsi nella valuta americana? E questo, mentre la Bce è obbligata sia a continuare con il QE fino all'autunno del 2016, sia per conseguenza a mantenere a zero il tasso d'interesse.

E' sufficiente questo per capire che l'euro non ha superato affatto al sua crisi.

Redazione Milano


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