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Max Parisi

INCHIESTA ESPLOSIVA DEL WALL STREET JOURNAL: MIGRANTI GRAN BEL BUSINESS PER MULTINAZIONALI COME VODAFONE E WESTERN UNION

martedì 15 settembre 2015

L'esodo dei "migranti", la maggior parte dei quali spinti da ragioni economiche, verso l'Europa sta dando forma a un'industria dell'accoglienza che attrae ogni sorta di soggetto economico: dai piccoli esercenti sino alle private equity, per non dire dei colossi della telefonia mobile.

Dallo scorso anno - scrive il "Wall Street Journal" - oltre un milione di persone ha richiesto asilo all'interno dell'Unione Europea: la sola Germania prevede per quest'anno 800 mila richieste, e da tragedia umanitaria, questo esodo si tra trasformando "in una vera e propria industria dell'accoglienza" alimentata dai fondi pubblici: si tratta di un'industria "dai margini di profitto per singolo migrante assai ridotti - spiega Willy Koch, ex manager del fondo svizzero Ors Services Ag, che tra le sue attivita' conta ora un campo per rifugiati in Austria - ma la cui chiave e' certamente il volume": piu' aumenta il flusso di migranti e richiedenti asilo, dunque, piu' le attivita' "collegate" all'accoglienza diventano redditizie per i soggetti economici che le ottengono in gestione dalle autorita' pubbliche.

In molti casi - scrive il quotidiano Usa nella sua documentata inchiesta - "le aziende private vedono in queste attivita' la possibilita' di conquistare il favore di quello che prevedono diventera' un nuovo e numeroso gruppo di consumatori".

In molti casi, gli operatori economici svolgono attività di business che "scatenano le proteste di chi li accusa di lucrare sulle tragedie umane".

Le occasioni di profitto non mancano: In Germania, ad esempio, Air Berlin Plc ha ottenuto lo scorso anno 350 mila dollari per il rimpatrio per via aerea dei migranti la cui richiesta d'asilo e' stata negata dalle autorita' di Berlino.

In Svezia, il governo ha pagato una societa' di analisi linguistica 900 mila dollari per verificare la veridicita' delle generalita' fornite dai richiedenti asilo.

Ad Atene, una filiale di Western Union ha incassato 20 mila dollari al giorno grazie alle commissioni sulle transazioni effettuate dai migranti, e in molti casi si sarebbe tratatto del pagamento estero su estero agli "scafisti". 

In alcune isole dell'Egeo, come in altre localita' dell'Europa meridionale, il business dell'accoglienza dei migranti e i fondi pubblici stanziati a tal fine sono andati a compensare la crisi nelle attivita' del settore turistico, senza mai tenere conto del disagio delle popolazioni locali. 

A Lesbo - uno dei crocevia del flusso di migranti in arrivo dalla Siria - i richiedenti asilo pagano di tasca loro il soggiorno in albergo, e persino extra come la colazione, mentre attendono di veder evase le loro pratiche burocratiche.

A competere per la fornitura dei servizi ai migranti, pero', sono anche compagnie internazionali come i colossi della telefonia mobile: gruppi come Vodafone hanno cominciato a vendere schede sim per i telefoni cellulari direttamente ai migranti o ai governi che le forniscono gratuitamente a chi arriva, come quello italiano.

Altri business adottano una visione di piu' lungo termine: in Italia Extrabanca, una banca specializzata in servizi ai non-europei, sta vivendo un boom di pari passo con la popolazione extra-comunitaria nel paese, esplosa dal 2 al 9 per cento in meno di 15 anni.

Insomma, secondo il Wall Street Journal i "migranti" sono un gran bell'affare, per chi sa sfruttarlo. 

Redazione Milano


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