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Max Parisi

DONALD TRUMP E' APPOGGIATO DALLA MAGGIORANZA DEGLI ELETTORI AFROAMERICANI: ORA PUO' VINCERE LA CORSA ALLA CASA BIANCA

lunedì 7 settembre 2015

WASHINGTON - La quasi totalita' dei professionisti della politica sono convinti che la campagna presidenziale del miliardario Donald Trump sia condannata all'insuccesso: a loro dire, le sue chance di vincere le primarie del Partito repubblicano sono esigue, nonostante i sondaggi lo diano in netto vantaggio rispetto agli altri candidati del partito, mentre quelle di approdare alla Casa Bianca sono del tutto nulle.

A sostegno del loro giudizio, politologi ed analisti citano soprattutto il fatto che Trump abbia deciso di alienarsi completamente le simpatie dell'elettorato latinoamericano, accusando gli immigrati messicani di portare criminalita' e degrado negli Usa.

Ma si sbagliano.

Almeno secondo Bruce Barlett, gia' consigliere politico di importanti esponenti repubblicani e del presidente Ronald Reagan, che esprime un parere del tutto opposto.

E' vero - scrive Barlett sulla "Washington Post" - che quella latina e' ormai una componente importantissima e in continua crescita dell'elettorato statunitense, ma e' altrettanto vero che esistono altre componenti minoritarie dell'elettorato - prima tra tutte quella afroamericana - che potrebbero piu' che compensare il "47 per cento dell'elettorato latino complessivo" che gli strateghi del fronte conservatore hanno fissato come obiettivo per espugnare la Casa Bianca.

Anche se Trump non cambiasse il suo spigoloso e politicamente scorretto messaggio politico - afferma Barlett - le sue chance di strappare una parte maggioritaria dell'elettorato nero all'orbita democratica esistono: gli afroamericani "sono sensibili da tempo alla retorica anti-immigrazione che anima la campagna di Trump": il lavoro, le abitazioni e il welfare assorbiti dagli immigrati, infatti, "li mettono in competizione proprio coi neri nati negli Stati Uniti", che costituiscono la percentuale maggioritaria della popolazione beneficiaria dell'assistenza di Stato.

Secondo Barlett, insomma, Trump potrebbe conquistare i voti di una quota rilevante dell'elettorato afroamericano gettando benzina sul fuoco dei contrasti tra le fasce piu' disagiate della popolazione statunitense. I contrasti tra le comunita' afroamericana e latinoamericana, specie in materia economica, "sono un dato di fatto", e il miliardario conservatore "potrebbe approfittarne".

Barlett cita alcuni dati statistici ufficiali: il reddito medio delle famiglie afroamericane statunitensi e' inferiore da anni a quello delle famiglie ispaniche: nel 2013 era addirittura inferiore del 20 per cento. Secondo Barlett, e' "fuor di dubbio" che l'immigrazione dal Centro e Sudamerica ha un effetto depressivo sui redditi e il tasso di occupazione dei neri: uno studio condotto nel 2010 dall'economista George Borjas, Joeffrey Grogger e Gordon Hanson ha stimato che l'incremento del 10 per cento dell'offerta di lavoro generato dall'immigrazione latinoamericana ha causato un calo dei salari degli afroamericani nell'ordine del 2,5 per cento, e ridotto il loro tasso di occupazione di quasi sei punti percentuali.

Proprio questi dati avrebbero radicato in una componente maggioritaria della classe media e lavoratrice afroamericana il sostegno a politiche migratorie piu' dure, stando a uno studio condotto dalla scienziata politica Tatishe Nteta nel 2012.

Il dato trova conferma in una serie di sondaggi condotti anche quest'anno: il 49 per cento degli afroamericani intervistati da Gallup ritiene che l'immigrazione influisca negativamente sulle loro opportunita' d'impiego; un sondaggio analogo condotto da New American Media rileva che per il 51 per cento degli afroamericani "i latini sottraggono lavoro, abitazioni e influenza politica alla comunita' nera. In un sondaggio condotto dal Centro di ricerca Pew nel 2012, ben il 61 per cento dei neri intervistati aveva definito l'immigrazione una "minaccia ai tradizionali valori americani".

Quindi, non solo Trump può vincere la corsa in casa repubblicana fino a diventarne il candidato ufficiale, ma può anche vincere quella ben più importante per diventare il nuovo presidente degli Stati Uniti d'America. 

Redazione Milano.


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