44.189.369
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi

LA SINDROME CINESE DARA' IL COLPO DEFINITIVO ALL'AGONIZZANTE EUROZONA: CROLLO DELL'EXPORT DEFLAZIONE CONTRAZIONE CONSUMI

giovedì 27 agosto 2015

Da più parti si levano accorati appelli alla Cina affinchè applichi anch’essa il quantitative easing per salvare il mercato borsistico.

Peccato che alla Cina far saltare la bolla speculativa sul mercato borsistico interno faccia estremamente comodo, soprattutto in chiave geopolitica. In fondo, se il governo di Pechino lo riterrà opportuno, farà un salvataggio in modo diverso: stampando un po’ di moneta, sì, ma usandola per comprarsi le aziende quotate che riterrà strategiche, e lasciando che qualche milione di cinesi torni a mangiare pane e cipolle anziché speculare in borsa. Questo è il vantaggio di uno stato che dispone del controllo della propria banca centrale.

A questo aggiungiamo il fatto che la Cina è difficilmente ricattabile dai paesi occidentali: se dovesse decidere di vendere una parte cospicua dei titoli di stato americani che detiene, il governo del peggior presidente che gli stati uniti ricordino, avrebbe i giorni contati e con esso il benessere di parecchi milioni di americani.

Tuttavia, la “sindrome cinese” di questi giorni non è puramente finanziaria, al contrario ha natura molto concreta: la svalutazione dello yuan operata dal governo cinese è un chiaro segnale o, meglio, una chiara rappresaglia nei confronti dei paesi occidentali ed in particolare verso la UE, rea di aver attuato politiche suicide della domanda interna tali da aver intaccato l’export del dragone.

Fuori dai denti: la politica di austerità imposta dalla Germania a tutta l’Europa ha fatto crollare i consumi e se non si acquista, non si produce e poiché la maggior parte dei prodotti viene fatta in Cina (anche quelli a marchio europeo), appare evidente come a Pechino abbiano iniziato a girare vorticosamente le scatole, soprattutto perché la svalutazione dell’euro doveva spingere le vendite di prodotti europei in Cina. Niente di nuovo sotto il sole: il vecchio giochino dei crucchi di Berlino: svalutazione interna per esportare, semplicemente fatta su larga scala.

Peccato che dall’altra parte della barricata non ci sia una classe politica di pavidi incapaci come quella dei paesi satelliti della ue, ragion per cui i cinesi han prontamente reagito svalutando la loro moneta.

Cosa significa questo? Semplice: ai cinesi conviene di più comprare i prodotti fatti in casa e molto meno quelli prodotti all’estero. Per converso il made in china diviene vantaggioso fuori dai confini nazionali. Niente di più e niente di meno di quello che facevamo noi italiani qualche anno fa, quando la nostra produzione industriale superava quella tedesca.

Cosa significa questo per la ue e per l’Italia? Semplice, quella timida ripresa (praticamente inesistente nell’italico stivale a causa delle sciagurate politiche del premier non eletto), si inchioderà rapidamente, riportando la recessione nella zona euro.

Per le aziende italiane, l’attuale svalutazione dello yuan significa già una perdita di competitività del 10% rispetto al giorno prima.

Ovviamente, minori esportazioni = minor crescita del pil = parametri ue fuori controllo = aumento delle tasse per rientrare nei folli parametri dettati da Berlino.

Esatto, avete capito bene: la svalutazione dello yuan, assolutamente legittima di fronte ad un’aggressione economica, comporterà per noi italiani il rischio più che concreto di vedere un ulteriore aumento della pressione fiscale a fronte di un netto peggioramento del quadro economico nazionale ed internazionale. Un po’ come spararsi da soli sugli attributi.

Come ben evidenziato da scenarieconomici.it, in presenza di monete nazionali, il marco si sarebbe rivalutato di circa il 25%, annientando le aziende tedesche che hanno basato tutto sull’export. Tuttavia, essendoci le nazioni deboli all’interno dell’euro che possono essere usate per deprimere ulteriormente i consumi e quindi il valore dell’euro, per la Germania la partita risulterà ancora conveniente, mentre per Italia, Spagna, Portogallo e probabilmente anche Francia, i risultati saranno devastanti, ma questo è un dettaglio nell’ambito dello “spazio vitale” tedesco.

La Cina può pemettersi di portare avanti le proprie politiche industriali e monetarie (svalutando e facendo ripartire l’export) come quelle finanziarie (lasciando esplodere la bolla speculativa), l’Italia e più in generale l’eurozona no, essendo vincolata alla cortina di ferro costruita con abilità dai politici tedeschi.

L’autunno che ci aspetta sarà decisamente infuocato, come il soffio del dragone cinese.

Luca Campolongo

Fonti:

http://www.scenarieconomici.com/index.php?option=com_k2&view=item&id=245:cina-crisi-finanziaria-o-fine-di-un-ciclo-di-crescita-imponente-ed-effetti-sul-resto-del-mondo&Itemid=584&lang=it

http://scenarieconomici.it/i-media-italiani-suggeriscono-un-qe-per-la-cina-fan-finta-di-non-capire-che-e-la-cina-a-volere-lo-scoppio-della-bolla-azionaria-loro-se-lo-possono-permettere/

http://scenarieconomici.it/la-svalutazione-dello-yuan-condanna-soprattutto-litalia-in-eu-significa-minore-crescita-e-quindi-maggiore-tasse-imposte-da-berlino-anche-questo-significa-avere-una-valuta-forte/

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-08-25/un-qe-pechino-065732.shtml?uuid=AC52FOm

http://www.liberoquotidiano.it/news/economia/11822121/Deflazione-ed-euro-forte--le.html

 


LA SINDROME CINESE DARA' IL COLPO DEFINITIVO ALL'AGONIZZANTE EUROZONA: CROLLO DELL'EXPORT DEFLAZIONE CONTRAZIONE CONSUMI


Cerca tra gli articoli che parlano di:

CINA   CRISI   SVALUTAZIONE   EXPORT   UE   EUROPA   GERMANIA   EURO   USA   PECHINO   INDUSTRIE   FINANZA    


 
Gli ultimi articoli sull'argomento
PER ABBANDONARE L'EURO BASTA UN DECRETO LEGGE E IL 96% DEI TITOLI DI STATO NON VA RIMBORSATO IN EURO (QUESTO TEME LA UE)

PER ABBANDONARE L'EURO BASTA UN DECRETO LEGGE E IL 96% DEI TITOLI DI STATO NON VA RIMBORSATO IN

mercoledì 22 febbraio 2017
Mentre si avvicinano le elezioni olandesi dove è molto probabile che il partito anti euro e anti Ue di Wilders, alleato di Salvini e della Le Pen, ottenga un risultato incoraggiante e quelle
Continua
 
COMMISSIONE EUROPEA: L'ITALIA E' UNA MINACCIA PER LA STABILITA' DELLA ZONA EURO (E ANNUNCIA LA TROIKA IN ITALIA)

COMMISSIONE EUROPEA: L'ITALIA E' UNA MINACCIA PER LA STABILITA' DELLA ZONA EURO (E ANNUNCIA LA

mercoledì 22 febbraio 2017
BRUXELLES - La Commissione europea oggi ha deciso nuovamente di avviare un monitoraggio approfondito nei confronti dell'Italia per i suoi squilibri macroeconomici eccessivi che potrebbero avere - a
Continua
NUBE RADIOATTIVA CARICA DI IODIO 131 SI AGGIRA PER I CIELI D'EUROPA DA SETTIMANE, MA LA NOTIZIA E' STATA CENSURATA

NUBE RADIOATTIVA CARICA DI IODIO 131 SI AGGIRA PER I CIELI D'EUROPA DA SETTIMANE, MA LA NOTIZIA E'

mercoledì 22 febbraio 2017
Un misterioso aumento della radioattività è stato segnalato da gennaio in vaste aree dell'Europa senza motivo apparente. "Piccole quantità" di Iodio 131, materiale radioattivo di
Continua
 
CROLLATE IN SVIZZERA LE ''RICHIESTE DI ASILO'': CHIUSI DECINE DI CENTRI DI ''ACCOGLIENZA'': PRESIDIARE I CONFINI FUNZIONA

CROLLATE IN SVIZZERA LE ''RICHIESTE DI ASILO'': CHIUSI DECINE DI CENTRI DI ''ACCOGLIENZA'':

martedì 21 febbraio 2017
LONDRA - La chiusura della rotta balcanica ha scatenato accese polemiche tra i sostenitori dell'accoglienza a tutti i costi, ma tale blocco ha avuto risultati positivi in Svizzera visto che ha
Continua
MOODY'S: ''L'USCITA DELL'ITALIA DALL'EURO NON LA PORTEREBBE AL DEFUALT'' (DEUTSCHE BANK: EURO, ITALIA RISCHIO PRINCIPALE)

MOODY'S: ''L'USCITA DELL'ITALIA DALL'EURO NON LA PORTEREBBE AL DEFUALT'' (DEUTSCHE BANK: EURO,

martedì 21 febbraio 2017
BERLINO - "L'Italia e' il 'rischio principale' della stabilita' dell'euro". Lo scrive il senior economist di Deutsche Bank Marco Stringa in un report, secondo quanto riporta l'agenzia internazionale
Continua
 
MENTRE IL GOVERNO TENTA LA MARCIA INDIETRO SUL ''PASTICCIO UBER'' DOMANI CI SARA' LA MARCIA SU ROMA DEI TASSISTI

MENTRE IL GOVERNO TENTA LA MARCIA INDIETRO SUL ''PASTICCIO UBER'' DOMANI CI SARA' LA MARCIA SU ROMA

lunedì 20 febbraio 2017
Qualcuno nel Pd non ci sta a sentirsi responsabile del pasticcio combinato dal governo sulla questione Uber: "In questi giorni la città è bloccata dai tassisti, ma non hanno torto loro:
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
COLDIRETTI, VACANZE 2015 DEGLI ITALIANI: 504 EURO DI MEDIA A PERSONA, 82% RIMASTO IN ITALIA, SOLO 30% IN ALBERGO

COLDIRETTI, VACANZE 2015 DEGLI ITALIANI: 504 EURO DI MEDIA A PERSONA, 82% RIMASTO IN ITALIA, SOLO
Continua

 
SALVINI DA BORMIO: ''APRIAMO LE PORTE A CHIUNQUE CI VUOLE DARE UNA MANO A MANDARE A CASA RENZI'' POI: ''BASTA CLANDESTINI!''

SALVINI DA BORMIO: ''APRIAMO LE PORTE A CHIUNQUE CI VUOLE DARE UNA MANO A MANDARE A CASA RENZI''
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!