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Max Parisi

ARRIVA L'AUTUNNO DEL GOVERNO RENZI: NIENTE RIPRESA, DEBITO PUBBLICO ALLE STELLE, DEFLAZIONE E RIFORME DI CARTA STRACCIA.

sabato 15 agosto 2015

Qualche giorno fa, il premier non eletto con notevole sprezzo del ridicolo ha dichiarato che il jobs act funziona, perché cresce il lavoro stabile e l’Italia è in piena ripresa.

Poi, puntualmente, sono arrivati i dati dell’ISTAT a sbugiardare l’ex sindaco di Firenze, facendo intravedere un autunno nerissimo per gli italiani.

Mettiamo da parte le sparate renziste, che lasciano il tempo che trovano, alla pari dei commenti sulle partite del campionato ai tavoli da bar e dedichiamoci a numeri e cifre reali:

- Numero di occupati: sono in calo per il secondo mese consecutivo. A giugno abbiamo perso 23.000 posti e siamo in terreno negativo anche da inizio anno di ben 93.000. Quindi, dove sarebbe il successo del jobs act?

- Produzione industriale: a maggio l’indice segnava +3,1, mentre a giugno è franato a -0,3

- I prezzi alla produzione hanno segnato un ulteriore calo dell’1,9% tra maggio e giugno

- Disoccupazione: questa sì è crescita dal 12,5 al 12,7% nell’arco di un mese.

- A maggio, ultimo dato disponibile, il debito pubblico ha toccato il nuovo record, sfondando i 2.200 miliardi.

- E dulcis in fundo, il dato del Pil del 2° trimestre 2015 arenato a +0,2% cioè una briciola sopra lo zero, tanto che lo stesso presidente di Confindustria, Squinzi, ha commentato: "La ripresa? Non c'è, e non si vede".

Ripetiamo, giusto per evitare di essere tacciati dalle truppe renziste di essere dei “gufi” o di attentare alla credibilità del governo, che questi sono dati ufficiali pubblicati dall’ISTAT e suonano ben diversi da quelli dichiarati dal premier non eletto.

Dati che sono estremamente preoccupanti, perché stanno a significare che il nostro paese, per colpa delle politiche di questo governo, non riesce a giovarsi nemmeno di una congiuntura economica estremamente favorevole data dalla svalutazione dell’euro e dal petrolio ai minimi storici da diversi anni.

Con un quadro del genere, il pil avrebbe dovuto crescere di almeno il 2-2,5%, mentre arranca ad un miserevole 0,2%, del tutto insufficiente non solo a far aumentare gli occupati, ma nemmeno ad alleviare una situazione insostenibile dal punto di vista del debito pubblico.

E che la situazione sia insostenibile, lo dimostra il fatto che questo governo ha appena varato tagli alla sanità per ben 2,3 miliardi di euro. Tagli che vanno ad impattare sulle analisi preventive, quelle che dovrebbero servire ai cittadini per evitare di morire per gravi malattie e che ora sono a pagamento nella maggior parte dei casi.

Diciamoci la verità: questo governo non è riuscito ad azzeccare una politica economica che sia una, e per l’autunno le previsioni non possono che essere di un ulteriore peggioramento della situazione, in particolare per l’occupazione, che a dispetto delle dichiarazioni del governo, non da il minimo segno di ripresa. D’altra parte se la produzione industriale langue, è ben difficile che le aziende pensino ad assumere.

La cosa ancor più preoccupante è che nel primo trimestre (ultimo dato disponibile) del 2015, il rapporto deficit pil, quello che dovrebbe essere al massimo al 3%, è stato di ben il 5,6% quasi il doppio. E’ di tutta evidenza che da qui a fine anno il governo dovrà mettere ancora le mani nelle tasche degli italiani, alla faccia dei 100 miliardi di investimenti per il sud annunciati anch’essi qualche giorno fa.

L’autunno si prospetta decisamente fosco, ma la cosa grave è che questo governo sta sprecando una delle congiunture economiche più favorevoli che la storia ricordi, il tutto per proseguire la politica di austerità che ha un unico scopo: deprimere i consumi interni per tutelare i creditori tedeschi, come ammise in una intervista il degno predecessore Monti in una intervista alla CNN.

Servirebbe una seria riforma della tassazione, con l’introduzione di una sola aliquota al 15% per rilanciare l’economia ed i consumi e riuscire a prendere per la coda l’ultima fase della congiuntura internazionale, ma questo non avverrà, perché questo governo nato dagli intrighi di palazzo, non ha né il coraggio, né le capacità per poter fare una seria politica di sviluppo a favore dei cittadini, ragion per cui dovremo affrontare l’ennesimo autunno gelato condito dai tweet trionfalistici del premier non eletto. E questo paese, per quanto pieno di colpe e problemi, non se lo merita.

Luca Campolongo

Fonti:

http://www.soldionline.it/notizie/macroeconomia/italia-deficit-pil-al-5-6-nel-primo-trimestre-2015

http://www.istat.it/it/

 


ARRIVA L'AUTUNNO DEL GOVERNO RENZI: NIENTE RIPRESA, DEBITO PUBBLICO ALLE STELLE, DEFLAZIONE E RIFORME DI CARTA STRACCIA.


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