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Max Parisi

BANCHE ITALIANE HANNO TAGLIATO DI 19 MILIARDI IL CREDITO ALLE IMPRESE E AUMENTATO DI 22 MILIARDI I PRESTITI ALLO STATO!

domenica 2 agosto 2015

Il QE della Bce per far arrivare finalmente finanziamenti alle imprese? Non serve a nulla, anzi, sembra avere peggiorato le cose, in Italia. ''Più soldi allo Stato, meno ai privati in particolare alle aziende. Negli ultimi 12 mesi sono saliti di oltre 22 miliardi di euro i prestiti bancari alla pubblica amministrazione mentre sono calati di 19 miliardi i finanziamenti alle aziende.

Da maggio 2014 a maggio 2015, il credito al settore pubblico è salito da 1.892 miliardi a a.1915 miliardi e il credito al settore privato (aziende e famiglie) è sceso da 1.420 miliardi a 1.402 miliardi''. Ovviamente i prestiti allo stato italiano da parte delle banche italiane sono avvenuti sottoforma di acquisti massicci di titoli di stato, Btp, Bot e altre tipologie.

Questi, comunque, sono i dati principali di un'analisi del Centro studi di Unimpresa, secondo cui la liquidità destinata alle imprese è drasticamente diminuita. Secondo lo studio dell'associazione, basato su dati della Banca d'Italia, ''i finanziamenti alla pubblica amministrazione sono passati dai 1.892,8 miliardi di maggio 2014 ai 1.915,4 miliardi di maggio 2015, con un incremento di 22,6 miliardi (+1,20%).

Nel dettaglio sono saliti da 629,5 miliardi a 662,4 miliardi i finanziamenti fino a 1 anno (breve termine) con un aumento di 32,8 miliardi (+5,22%); sono passati da 205,1 miliardi a 219,9 miliardi i finanziamenti fino a 5 anni (medio periodo) con un incremento di 14,9 miliardi (+7,3%); sono invece calati di 24,9 miliardi (-2,36%) i finanziamenti di lungo periodo (oltre 5 anni) scesi da 1.058,2 miliardi a 1.033,2 miliardi''.

''Mentre cresce il credito alla pubblica amministrazione, persiste la serrata dei rubinetti del credito ai 'privati', calato nell'ultimo anno al ritmo di quasi 1,5 miliardi al mese. Da maggio 2014 a maggio 2015, il totale dei finanziamenti al settore privato è diminuito di 17,8 miliardi di euro passando da 1.420,1 miliardi a 1.402,1 miliardi'', continua Unimpresa. 

Il quadro è a dir poco drammatico per le imprese italiane: nell'ultimo anno le aziende hanno assistito alla riduzione dei finanziamenti di quasi tutti i tipi di durata''. ''Sono calati i prestiti a breve termine (fino a 1 anno) per 8,7 miliardi (-2,92%) da 298,7 miliardi a 290,1 miliardi e quelli di lungo periodo (oltre a 5 anni) di 23,7 miliardi (-5,95%) da 399,6 miliardi a 375,8 miliardi, mentre quelli di breve periodo (fino a 5 anni), in controtendenza, sono cresciuti di 13,3 miliardi (+10,85%) da 123,5 miliardi a 136,9 miliardi. In totale, lo stock di finanziamenti alle imprese è comunque sceso da 821,9 miliardi a 802,8 miliardi con una diminuzione di 19,1 miliardi (-2,32%)''.

"E' stato tolto l'ossigeno alle aziende, specie quelle più piccole, per finanziare lo Stato sprecone, che non è capace di razionalizzare la spesa pubblica e continua a gravare sulle spalle dei contribuenti. La riduzione del credito alle imprese, in particolare, suona come una beffa se allo stesso tempo si assiste a un corrispondente incremento della liquidità assicurata dalle banche allo Stato" commenta il presidente di Unimpresa, Paolo Longobardi. E il governo in tutto questo brilla per la sua assenza: le imprese sono lasciate sole davanti a un sistema bancario che non vuole fornire capitali e quindi non crede nell'imprenditoria italiana. E la ripresa economica, in queste condizioni, come potrà mai avvenire? 

Redazione Milano


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