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Max Parisi

CHI L'HA DETTO CHE LA GRECIA NON USCIRA' PIU' DALL'EURO? IL PIANO ''VAROUFAKIS'' E' PRONTO E IN STAND BY, NON CANCELLATO.

martedì 28 luglio 2015

ATENE - Continua a far discutere il piano segreto stilato dall'ex ministro delle Finanze greco, Yanis Varoufakis, per la creazione di un sistema alternativo di pagamenti che pur se non attuato potrebbe essere tenuto nel cassetto e pronto ad essere utilizzato alla bisogna, riaprendo cosi' tutti i discorsi legati ad un'uscita di Atene dalla zona euro.

Lo riporta il quotidiano ellenico "Kathimerini".

Come ammesso dallo stesso Varoufakis, il ministero avrebbe messo su un'apposita squadra incaricata per creare un sistema bancario basato su cambiali con un apposito gruppo incaricato di acquisire i dati e le password dei correntisti bancari, un piano pero' lasciato cadere dopo la vittoria del governo nel referendum dello scorso 5 luglio in merito all'accettazione delle misure imposte da Bruxelles per salvare la Grecia dal fallimento, in questo piano aveva un ruolo anche l'ex ministro dell'Energia greco Panayiotis Lafazanis pronto a requisire le riserve di liquidita' presso la zecca dello Stato.

In alcune cancellerie europee, ovviamente Berlino e Parigi le più importanti, ora il sospetto e' che questo piano non sia stato del tutto stracciato ma solo accantonato. Secondo Varoufakis e' saltato la notte del referendum, 5 luglio, quando i cittadini ha votato per respingere le proposte di Bruxelles, e da allora la Grecia ha riguadagnato tempo e terreno nelle trattative con i creditori internazionali varando anche due dei tre pacchetti di riforme concordate, il timore pero' e' che se dovessero verificarsi nuove tensioni tra le parti la Grecia potrebbe tornare a paventare un'uscita dalla zona euro.

Secondo James Galbraith, professore presso l'Universita' del Texas il piano era stato pensato solo per studiare le questioni operative legate ad un'uscita della Grecia dall'euro. La situazione comunque rimane tesa anche perche' il sistema bancario greco e' ancora fermo e il governo non ha annunciato quando revochera' le misure varate alla fine di giugno, nel frattempo i depositi bancari di imprese e famiglie sono scesi a 122 miliardi a giugno, il dato piu' basso dal 2003. E la borsa è chiusa ormai da oltre un mese, con il divieto della Bce alla riapertura.

Intanto, i creditori internazionali vogliono che la Grecia vari anche la terza ondata di riforme concordate prima di far partire il nuovo prestito da 86 miliardi in tre anni per evitare al paese la bancarotta. Ieri le parti sono tornate ad incontrasi ma le rivelazioni dell'ex ministro Varoufakis sull'ideazione di un sistema di pagamento alternativo ha aumentato le tensioni anche se le parti sono concordi nel chiudere il nuovo accordo entro il 20 agosto, scadenza della prossima rata con la Banca centrale europea, ma per farlo il governo di Alexis Tsipras dovra' portare a Bruxelles l'approvazione di tutte le misure concordate, soprattutto i due provvedimenti che maggioranza ed opposizione stanno procrastinando per non perdere i proprio bacini elettorali ovvero l'abolizione delle baby pensioni e le modifiche al sistema fiscale degli agricoltori. 

Il partito di maggioranza relativa Syriza vuole evitare di cancellare le baby pensioni, o anche solo ridurle, mentre il principale partito di opposizione, Nuova democrazia, che pure sta votando con il governo per senso di responsabilita' e' pronta a fare barricate per difendere le agevolazioni fiscali di cui godono gli agricoltori. Il premier Tsipras ha richiamato all'unita' il suo partito, Syriza, spaccato nelle ultime due votazioni con la stessa maggiora appesa ad un filo, annunciando di essere disponibile a dialogare per discutere della riforma del lavoro, per l'eliminazione graduale delle misure per gli agricoltori e per limitare il piu' possibile la riforma pensionistica, anche se questo potrebbe complicare il dialogo con la Commissione europea.

Redazione Milano


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