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Max Parisi

L'EUROZONA ANNEGA NEL DEBITO PUBBLICO: 9.400 MILIARDI PARI AL 93% DEL PIL L'EURO HA FATTO ESPLODERE I DEBITI DEGLI STATI

giovedì 23 luglio 2015

In Europa si fa un gran parlare di austerita' e di una presunta politica di rigore inflessibile: gli economisti statunitensi di grido, in particolare, stigmatizzano la presunta politica di austerita' dell'eurozona e definiscono la solidita' dei bilanci pubblici un ostacolo alla crescita. In tempi di crisi, sostengono, e' necessario che lo Stato stimoli la crescita a colpi di spesa, costi quel che costi.

Ma i governi dell'eurozona stanno veramente stringendo la cinghia?

A chiederselo e' l'opinionista del quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung", Johannes Pennekamp.

In realta' il criterio stabilito dal Trattato di Maastricht, secondo cui il debito pubblico di un Paese puo' ammontare al massimo al 60 per cento del pil, e' sempre meno rispettato.

Con 9.400 miliardi di euro - pari al 93 per cento del pil complessivo della zona euro - i 19 Stati della moneta unica sono indebitati fino al collo, complice un'assai poco salutare propensione a tassare - con effetti depressivi sul denominatore del pil - anziche' tagliare la spesa e deregolamentare.

La Francia e' vicina a un rapporto debito-pil del 100 per cento, e con il 135 per cento l'Italia naviga a vele spiegate verso il disastro greco.

Il debito pubblico dell'Italia ha addirittura superato, in termini assoluti, quello della Germania: secondo quanto riferito dall'ente di statistiche europeo Eurostat, nel primo trimestre dell'anno il debito italiano ha segnato 2.184 miliardi di euro.

Il debito di Berlino, invece, che all'inizio dell'anno era ancora il piu' alto d'Europa, a fine marzo ammontava a 2.176 miliardi di euro.

Per quanto riguarda il rapporto tra debito e pil, i valori dei due paesi si sono allontanati ancora di piu': per la Germania questo rapporto e' calato al 74,4 per cento, dal momento che il pil e' cresciuto a ritmi superiori al disavanzo pubblico; il tasso di indebitamento dell'Italia e' cresciuto invece al 135,1 per cento.

Se i governi dell'euro continuano a far crescere la loro spesa e i loro debiti anziche' ridimensionarli - conclude Pennekamp - alla crisi dei debiti non potra' che seguirne una peggiore.

Il pericolo e' sempre piu' concreto: se un paese come l'Italia, la terza economia dell'eurozona, crollasse sotto il peso dei debiti, gli strumenti impiegati dalla Bce per tenere a galla la Grecia sarebbero impotenti. E le probabilità che accada sono sempre più alte, nonostante le continue rassicurazioni del premier Renzi.

Redazione Milano.


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