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Max Parisi

INCHIESTA / ITALIA HA VERSATO ALLA UE 109,7 MILIARDI DI EURO PIU' FONDO SALVA STATI. IN CAMBIO DISOCCUPAZIONE E POVERTA'

giovedì 9 luglio 2015

Ieri il premier non eletto Matteo Renzi, in risposta alle tensioni tra la Grecia ed la Germania, azionista di riferimento dell’unione europea, ha ribadito che serve un salto di qualità, passare dall’unione economia all’unione politica.

Nobili parole di un europeista convinto, talmente convinto da aver affermato che lui, il referendum greco, non l’avrebbe mai fatto celebrare, con buona pace di quella strana bestia (per gli oligarchi europei) che si chiama democrazia.

Le motivazioni le conosciamo: “l’europa ci protegge”, “siamo troppo piccoli per poter essere competitivi”, “da soli non sappiamo cavarcela”. Affermazioni al limite dell’autorazzismo e soprattutto prive di fondamento, altrimenti non si capisce come potrebbe sopravvivere Singapore (se vogliamo parlare di dimensioni) o il fatto che i tanto celebrati tedeschi siano in cima alle classifiche mondiali della corruzione.

Detto questo, vediamo se l’unione europea abbia un senso o meno.

Secondo uno studio fatto dalla CGIA di Mestre del compianto Giuseppe Bortolussi, l’Italia ha versato all’unione europea nel periodo 2007-2013 la bellezza di 109,7 miliardi di euro, ricevendone in cambio solamente 71,8. Praticamente abbiamo regalato agli oligarchi ue la bellezza di 38 miliardi di euro, per poi vederci messi sul banco degli imputati perché abbiamo “l’arroganza” di voler fare il formaggio con il latte fresco e non con quello in polvere come fanno i “buoni” tedeschi, con buona pace della qualità e della salute dei consumatori.

Il nostro contributo all’eurocarrozzone è fra i più alti in assoluto. Strano: siamo considerati poco meno che feccia dai tedeschi e dai loro alleati nordici, che non fanno passare giorno senza accusarci di essere fannulloni, parassiti e di non fare le “riforme”. Nella scala dei “cialtroni” siamo appena un gradino sopra i greci, ma i nostri miliardi di euro fanno comodo agli oligarchi.

Già, perché con i nostri miliardi, gli oligarchi europei si sono ristrutturati la sede nelle isole Fiji, oceano Pacifico mica Siberia, costata 2,5 milioni di euro, auto blindate escluse.

Mentre da una parte gli eurocrati impongono tagli insostenibili alla sanità greca, ed anche a quella italiana, visto che secondo l’OCSE, curarsi nel bel paese è diventata roba da ricchi (a dispetto delle sparate televisive del ministro Padoan), dall’altra raddoppiano la dotazione dell’asilo nido per i dipendenti del ministero degli esteri della ue.

Vogliamo poi parlare dei benefit per gli europarlamentari? Ognuno di essi ha il diritto di invitare a spese dei contribuenti europei (e in larga misura italiani) la bellezza di 110 persone all’anno all’europarlamento.

Vogliamo parlare delle pensioni dei dipendenti dell’europarlamento?

Se ricordate, già dal 1992 in Italia venne messo mano al sistema pensionistico, eliminando progressivamente il metodo di conteggio retributivo, più generoso, per passare a quello contributivo, ben più avaro. Ovviamente, tutto questo, riforma Fornero compresa, è stato fatto in nome dell’Europa. Bene, peccato che questo non valga per i dipendenti dell’europarlamento, che maturano una pensione pari all’1,8% dell’ultimo stipendio per ogni anno lavorato, non molto distante da quel 2% che era il nostro sistema retributivo tanto odiato dagli oligarchi.

Eh già, tanto bravi a fare macelleria sociale sulla pelle dei cittadini, quanto abili nel crearsi la propria torre d’avorio in cui vivere da nababbi.

Né più né meno di quanto accadeva ai tempi dell’unione sovietica, in cui il Compagno Breznev girava in Rolls Royce e brindava a champagne, mentre il popolo faceva la fila per un pezzo di pane.

Ed al pari dell’unione sovietica, gli oligarchi europei hanno lo stesso disprezzo per la democrazia ed il popolo. Non dimentichiamo che uno dei loro esponenti di spicco, un certo Mario Monti, già nel 1999 dichiarava che lo scopo dell’unione europea era di sottrarre al “potere elettivo determinate scelte”, vale a dire eliminare quel fastidioso inconveniente delle libere elezioni. Difatti, il suddetto eurocrate, divenne premier in Italia senza essere mai passato dal voto popolare, proprio come l’attuale inquilino di palazzo Chigi.

Vedendo lo sfascio morale che alberga dalle parti dell’europarlamento e la dilagante miseria che ha prodotto in tutta l’eurozona, siamo certi che non abbiamo bisogno di “più europa”, come predica il premier non eletto, ma di una “liberazione dall’europa”, abbandonando al loro destino l’euro e gli oligarchi che l’hanno voluto.

Chi ha a cuore la libertà e la democrazia ha l’obbligo morale di combattere questa unione europea, sempre più simile alla mefitica cortina di ferro che per 50 anni ha oppresso i popoli dell’est.

Prima lo faremo, prima tornerà il benessere in Italia.

Luca Campolongo

Fonti:

http://www.today.it/economia/unione-europea-soldi-italia.html

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/tutti-sprechi-europei-mentre-bruxelles-si-discute-fondi-dare-69447.htm

http://cinquantamila.corriere.it/storyTellerArticolo.php?storyId=5449ec27e90bf

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/28/pensioni-ue-i-coefficienti-dei-funzionari-che-predicano-bene/1176689/

 


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