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Max Parisi

DRAGHI, LA LAGARDE, LA MERKEL, JUNCKER E HOLLANDE: TUTTI INTORNO AL TAVOLO PER IL DEBITO GRECO. E L'ITALIA DI RENZI? NO!

mercoledì 3 giugno 2015

BERLINO - In visita a Berlino nella giornata di lunedi', il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, si e' trattenuto al Cancellierato fino a mezzanotte. Draghi ha discusso con il cancelliere Angela Merkel, con il presidente francese Francois Hollande, con il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e con la direttrice del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, una possibile linea di compromesso che consenta di risolvere la crisi del debito di Atene.

Da notare l'assenza attorno a questo tavolo di qualsivoglia rappresentante del governo italiano, quasi che non debba avere voce in capitolo quando invece l'Italia s'è dissanguata fornendo quasi 50 miliardi di euro in contanti in pochi mesi - durante il governo Monti - per rimpinguare le casse del Fondo salva stati, denaro usato subito dopo da questo Fondo per finanziare a sua volta la Grecia. Ben 50 miliardi di euro presi a prestito - per di più - dal mercato con l'emissione di Btp per questo stratosferico importo mentre il governo Monti per "risparmiare" tagliava le pensioni con l'orribile legge Fornero. 

In ogni caso, secondo quanto riportano i media tedeschi, i creditori della Grecia vorrebbero presentare un'ultima proposta di compromesso al governo greco. Per tutti, pero', la posta in gioco e' molto alta: in caso di una "Grexit", la Grecia rischia il caos economico e i paesi dell'euro la perdita totale dei crediti per quasi 200 miliardi di euro. L'Italia, come appena detto, quasi 50.

Le conseguenze sarebbero drammatiche soprattutto per il bilancio della Bce: l'Eurotower rischia una perdita da 115 miliardi di euro e dovrebbe giustificare ai cittadini europei, assieme ai governi dell'Ue, l'impiego di una quantita' cosi' elevata di denaro pubblico per il salvataggio di uno Stato che da tempo appare in una condizione di default di fatto. Draghi molto probabilmente sarebbe costretto a dare le dimissioni.

E allora, mentre la leadership europea - dalla quale l'Italia di Renzi è esclusa - si affanna alla ricerca di una soluzione, l'opinionista Holger Steltzner sul quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung" si complimenta col governo greco: il premier greco Tsipras "ha strapazzato cosi' a lungo i nervi dei suoi creditori da riuscire a portare le trattative sui debiti del suo paese dove ha sempre voluto: sul piano politico".

E' vero che la cancelliera Merkel non ha invitato Tsipras all'ennesimo vertice anti-crisi a Berlino insieme ad Hollande, Jucnker, Lagarde e al presidente della Bce Draghi (per altro nn ha invitato neppure Renzi): il vincitore di questo incontro, scrive l'opinionista, e' stato pero' proprio l'assente Tsipras. La leadership europea sa che la Grexit rivelerebbe le centinaia di miliardi versati per il salvataggio di Atene per quello che sono: soldi dei contribuenti europei elargiti a fondo perduto per perpetrare la promessa della supposta "irreversibilita'" della moneta unica. E cosi', la strategia di Merkel per il salvataggio dell'euro, da lei stessa definita come un "aiuto contro i vincoli", e' diventata un "aiuto ad ogni costo". 

Questo editoriale segna, a guisa di marchio a fuoco, il no netto e irreversibile della grande borghesia tedesca alle fallimentari politiche del governo Merkel rispetto la questione greca e mette in chiaro che comunque andrà a finire, l'euro ha ricevuto un colpo mortale.

Redazione Milano.


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