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Max Parisi

IL 730 PRECOMPILATO INVECE DI SEMPLIFICARE, COMPLICA LA VITA AI CONTRIBUENTI (MA LA STAMPA AMICA DI RENZI TACE)

venerdì 17 aprile 2015

Il “gran giorno” della tanto strombazzata semplificazione attuata dal governo del premier non eletto è giunto: oggi partiva la dichiarazione dei redditi pre-compilata, passo da gigante verso uno stato amico, a detta dell’entourage dell’ex sindaco di Firenze,

E’ stato proprio così? Ovviamente, come per  tutti gli annunci fatti dal signor Renzi, la realtà è ben diversa.

Vediamo un piccolo campionario dei problemi emersi col 730 precompilato:

- innanzitutto ci sono problemi con il pin dell’Inps, da usare in alternativa a quello fornito dal fisco. Questo perché l’ente previdenziale a molti ha fornito il solo il pin ordinario e non quello dispositivo, che può essere convertito da uno all’altro recandosi in una sede Inps o utilizzando la procedura online (con relativo invio di un fax con la propria carta di identità)

- Non tutte le dichiarazioni precompilate sono poi risultate complete. Tra i dati che avrebbero dovuto esserci, per esempio non è stato inserito il reddito derivante da pensione, gli interessi passivi del mutuo e il numero giorni di lavoro con relativa detrazione. Elementi, questi, che potranno essere inseriti dal contribuente stesso e dall’intermediario prescelto (un commercialista o un Caf, per esempio), ma non subito. Occorre infatti attendere il 1 maggio data nella quale si spera che siano risolti anche i problemi software, riscontrati soprattutto da chi non ha computer di recente generazione (e che richiedono aggiornamenti descritti sul sito dell’Agenzia). Avete capito bene? Non è stata prevista una procedura per modificare le dichiarazioni da avviare in contemporanea con le dichiarazioni, pazzesco.

- C’è un grosso problema per i lavoratori, difatti  spesso manca l’indicazione del numero di giorni lavorati utile a calcolare le detrazioni relative, come nel caso del bonus da 80 euro. Un problema proprio da niente, vero?

Alla luce di queste problematiche, appare evidente che più che una semplificazione, il 730 precompilato sia un vero e proprio percorso di guerra, che spingerà la maggior parte dei contribuenti a preferire il metodo tradizionale per  la compilazione della dichiarazione dei redditi.

Oltre al danno la beffa: infatti pare che alcuni CAF stiano aumentando le tariffe per la compilazione con la scusa della complessità della gestione del 730 precompilato e con il fatto di dover gestire un numero non previsto di pratiche.

Certo che se questa è la semplificazione preannunciata dal governo, c’è seriamente da preoccuparsi per qualsiasi altro atto che questo esecutivo voglia compiere.

Diciamoci la verità: se un’azienda privata avesse rilasciato sul mercato un prodotto od un servizio con simili carenze, sarebbe stata subissata di critiche e avrebbe rischiato un grosso danno d’immagine.

Per il governo del premier non eletto, le magagne sul 730 precompilato sono passate quasi completamente in sordina sulla stampa amica, la stessa che si sta sperticando sul fantomatico tesoretto di 1,6 miliardi di euro proprio mentre il FMI e gli organismi internazionali annunciano un peggioramento del deficit pubblico e la crescita del debito pubblico.

Siamo proprio sicuri che un governo di colore diverso, magari a guida Salvini o Grillo sarebbe stato giudicato in modo così generoso? Ovviamente la risposta è no. Ed è ovvio: Renzi sta facendo benissimo i compitini per cui è stato piazzato sulla poltrona di premier: smantellare quel poco di tessuto produttivo e sociale rimasto nell’italico stivale per compiacere le èlite del nord Europa.

Luca Campolongo

Fonti: www.ilsole24ore.com, www.ilfattoquotidiano.it, www.consumatrici.it che ringraziamo


IL 730 PRECOMPILATO INVECE DI SEMPLIFICARE, COMPLICA LA VITA AI CONTRIBUENTI (MA LA STAMPA AMICA DI RENZI TACE)


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