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Max Parisi

IL GRANDE SOCIOLOGO FRANCESE TOURAINE: ''LA SINISTRA IN AGONIA IN FRANCIA E ITALIA FA PAGARE LA CRISI AI CETI POPOLARI''

martedì 7 aprile 2015

PARIGI - "La sinistra puo' morire. Come qualsiasi essere vivente, non e' eterna". La profezia di Alain Touraine, dall'alto dei suoi quasi novant'anni e dei numerosi saggi sulle societa' post-industriali, non lascia molta scelta: prepariamoci a scrivere un epitaffio. "La gauche e' in agonia, fuori tempo e fuori dal mondo. Non potra' resistere a lungo" spiega il sociologo francese all'indomani dell'ennesima sconfitta del partito socialista al potere. "La sinistra - spiega Touraine - non riesce a reinventarsi in un'epoca post-sociale, in cui i rapporti di forza non sono piu' basati, come un secolo fa, sulla produzione. Non ha piu' una classe sociale di riferimento, alla quale corrispondono valori, ideali, rapporti di forza. Non e' piu' portatrice di un orizzonte, di una speranza".

Gia' nel 1979 Touraine pubblicava un saggio dal titolo Mort d'une gauche. Quante sinistre sono morte da allora? Nel ventunesimo secolo tutti i partiti politici faticano a riposizionarsi all'interno di un'architettura della societa' che e' crollata: "E' una situazione simile a quella - afferma lo studioso d'Oltralpe - che si e' verificata alla fine dell'Ottocento, quando le formazioni politiche uscite dalla Rivoluzione faticavano a dare una risposta davanti alle nuove realta' industriali dell'epoca. Per il partito socialista la perdita di identita' e' piu' forte perche' non ha saputo rinnovare la concezione dello Stato. Nonostante tutte le presunte svolte, da Francois Mitterrand in poi, non c'e' stata una ridefinizione di quale debba essere il ruolo dello Stato e dunque della nazione in un mondo globale". E quanto detto per Hollande vale nella stessa misura per Renzi, dato che l'Italia ha un governo di sinistra come la Francia

"Gli elettori ormai votano piu' per rabbia che per convinzione - accusa Touraine - . C'e' una radicalizzazione degli estremi, sia a sinistra che a destra. Il Front de Gauche di Mèlenchon non e' poi tanto diverso dal Front National di Marine Le Pen. Entrambi sono il sintomo di una rottura del popolo con l'elite politica che sembra impotente. Sono quasi tre anni che Francois Hollande e' al potere e ancora non ho sentito una proposta concreta per rispondere alla crisi. L'unica strategia e' aspettare la ripresa. Negli ultimi mesi, ci siamo trovati a discutere di cose grottesche come l'apertura domenicale dei negozi o i privilegi dei notai. Non e' cosi' che si creano 500mila posti di lavoro. Hollande ha proposto un patto con le imprese, alle quali ha regalato oltre 40 miliardi di euro in sconti fiscali, ma loro non hanno creato posti di lavoro. Anche gli imprenditori continuano a perdere tempo, probabilmente aspettano che torni al potere la destra, dalla quale si sentono piu' garantiti".

In Italia, poi, siamo al grottesco: il governo della sinistra cavalca la legge elettorale 

"La gauche al potere ha tradito il suo elettorato - afferma senza mezze misure il grande sociologo francese -. Il capitalismo finanziario ha sostituito il capitalismo industriale. E' un dato di fatto. Non possiamo chiedere alla sinistra di governare come nel 1936 quando c'era il Front Populaire. Dietro ai proclami di oggi, c'e' solo il vuoto. E intanto gli operai votano per il Front National, mentre la gauche caviar seduce solo qualche professore. Il partito socialista si e' sottoposto, come tutte le forze di governo della nostra epoca, al dogma finanziario e materialista, ma ha un problema in piu': deve conciliare un individualismo al plurale, facendo per esempio convivere i diritti economici strettamente personali, con valori e diritti universali, in una visione collettivista che e' nel suo Dna".

"Hollande ha sbagliato a seguire la dottrina europea dell'austerità? Ma di quale austerità parliamo? Il bilancio dello Stato francese e' in deficit da trent'anni. Oggi c'e' una sola parola che dovrebbe contare: competitivita'. La sinistra ha rinunciato a fare una vera politica di risanamento. Ha scelto di non scegliere. Tutti i paesi europei attraversano le stesse difficolta', l'unica differenza e' su chi far ricadere il peso della crisi. La Terza Via di Tony Blair e' stato un progetto reazionario, ha portato a compimento la deindustrializzazione del paese, sviluppando un'economia solo finanziaria, e riducendo i salari. Gerhard Schroder ha invece puntato sull'industria ma ha creato dei minijob che sono pagati meno del salario minimo francese. In Francia come in Italia, abbiamo scelto di far pagare il prezzo della crisi alle classi popolari con la disoccupazione. Sono entrambi strategie perdenti". Parole come sassi tirati addosso a Hollande e Renzi.

"Il partito socialista e' sull'orlo dell'implosione - conclude Touraine -. Siamo in un momento cruciale. Mi ha impressionato in negativo il discorso di Manuel Valls dopo la sconfitta. In sostanza ha detto: va tutto male, la disoccupazione non scende, le tasse sono troppe, ma continuiamo cosi'. E' un messaggio piuttosto scoraggiante per un francese medio. Forse da parte del premier e' una prova di sincerita'. Forse e' davvero convinto che bisogna solo aspettare che il vento della ripresa soffi anche sulla Francia. Ma tra due mesi ci sara' il congresso del partito socialista e la resa dei conti tra le varie correnti e' gia' cominciata. I dissidenti si preparano a un attacco mortale contro un governo che sembra gia' esausto, senza nulla da offrire. Hollande e Valls devono vincere l'apatia. Se non ci sara' un vero chiarimento, allora serviremo su un piatto d'argento la vittoria a Nicolas Sarkozy nel 2017. O a Marine Le Pen, dipenderà quanto sarà profonda e grave la crisi economica, per allora".

Quanto all'Italia, è avviata dsa tempo al declino. Non passano più da Roma e dal suo governo le vere idee di cambiamento per l'Europa. E il fatto corrisponde a questi ultimi tre anni di governo delle sinistre, alleate inoltre, caso unico in Europa, con partiti di destra. 

Redazione Milano.


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