50.705.024
Segui il Nord.it con il Feed RSS
I fatti e le opinioni del Nord - ilNord.it

 
LE NOTIZIE CHE GLI ALTRI NON SCRIVONO
Max Parisi
ATTACCO TERRORISTICO A Barcellona: 'Cadena Ser', almeno 13 morti in attentato

L'ITALIA RISPETTA I DETTAMI DELLA UE, MA DISOCCUPAZIONE E DEBITO PUBBLICO CONTINUANO A CRESCERE: NON C'E' VIA D'USCITA.

giovedì 2 aprile 2015

Proprio ieri sul principale quotidiano economico francese, Les Echos, è stato pubblicato un dato allarmante: serviranno 10 anni per riassorbire, nella migliore delle ipotesi, la disoccupazione generatasi a seguito della crisi del 2008. 

L’Italia versa in una situazione drammatica, con un tasso medio del 12,7% e punte che superano il 42% tra i giovani, a dispetto dei proclami del premier non eletto. Sono livelli da paese del terzo mondo, simili a quelli della Grecia e della Spagna, dove la disoccupazione è calata semplicemente perché sono stati scorporati i disoccupati di lunga data, quelli ritenuti ormai privi di interesse a trovare un nuovo lavoro.

Il guaio è che all’orizzonte, per l’italico stivale, si intravedono solo dense, densissime nubi tempestose.

Difatti, come ben documentato da Paolo Cardenà sul suo suo blog vincitorievinti.com, nonostante la congiuntura favorevole del basso costo del petrolio e di qualche timido segno di ripresa a livello internazionale, la produzione industriale italiana di gennaio si è ulteriormente inabissata, mettendo a segno un drammatico -5,5% rispetto a gennaio 2014.

Capite, cari lettori, che se la produzione industriale non reagisce nemmeno a stimoli positivi come il calo del prezzo del petrolio e l’aumento della domanda internazionale, la situazione è semplicemente tragica, e non bastano certo gli annunci ad effetto via twitter dell’ex sindaco di Firenze per cambiare le carte in tavola.

L’Italia è un paese morto, assolutamente morto, dove la produzione industriale si è decomposta e l’occupazione è ormai un miraggio irraggiungibile.

E in un contesto del genere il jobs act non serve assolutamente a nulla, anzi, può semmai provocare ulteriori danni portando a licenziare per riassumere con contratti maggiormente precari.

Ovviamente, a trarne vantaggio è il sistema produttivo tedesco. Si badi bene: le industrie tedesche, non i lavoratori, che si sono visti ulteriormente diminuire i loro salari per volontà del governo, in nome della “competitività”, in una drammatica asta al ribasso dei salari che sta portando lo spettro della deflazione e della povertà in ogni angolo dell’eurozona.

Cosa sarebbe necessario fare per ridare fiato all’economia e speranza ai disoccupati?

Senza andare a scomodare Keynes, sarebbe necessario una terapia d’urto al sistema economico, con un drastico taglio delle tasse (Laffer vi dice niente?), con l’introduzione di una o al massimo due aliquote fiscali ed un serio piano di incentivi per lo sviluppo del Paese.

Se c’è una cosa di cui l’italico stivale può dirsi ricco, sono le aree su cui puntare per svecchiarlo: viabilità, messa in sicurezza dei fiumi, banda larga per i dati, valorizzazione del patrimonio artistico sono solo alcuni dei settori che potrebbero essere incentivati e che garantirebbero centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Tuttavia c’è un problema, che si chiama ue: mai i burocrati di Bruxelles potrebbero accettare un piano simile di spesa congiunta pubblica e privata, altrimenti si troverebbero i “nein” di Merkel sbattuti sul tavolo e soprattutto una popolazione finalmente benestante e quindi in grado di ragionare con la propria testa senza lasciarsi condizionare dai pifferai magici di turno.

Eh sì, perché dove c’è il benessere e la tranquillità per il futuro c’è anche il libero pensiero; dove c’è miseria e povertà ci si lascia calpestare in cambio di un piatto di pasta. Provate ad immaginare quale dei due scenari piace di più ai tecnocrati della ue?

Luca Campolongo


L'ITALIA RISPETTA I DETTAMI DELLA UE, MA DISOCCUPAZIONE E DEBITO PUBBLICO CONTINUANO A CRESCERE: NON C'E' VIA D'USCITA.


Cerca tra gli articoli che parlano di:

DEFLAZIONE   DISOCCUPAZIONE   CRISI   EURO   GERMANIA   UE   ITALIA   PIFFERAI   LAVORO   SCENARI   KEYNES   LAFFER    


 
Gli ultimi articoli sull'argomento
STRAGE ISLAMICA A BARCELLONA, PIU' DI 10 MORTI. L'AUTORE (CON ALTRI IN FUGA) E' UN ISLAMICO NORDADRICANO.

STRAGE ISLAMICA A BARCELLONA, PIU' DI 10 MORTI. L'AUTORE (CON ALTRI IN FUGA) E' UN ISLAMICO

giovedì 17 agosto 2017
BARCELLONA - La polizia catalana ha identificato il terrorista o uno dei terroristi che alla guida di un furgone ha investito e ucciso numerosi passanti sulla Rambla prima di darsi alla fuga a piedi.
Continua
 
MACRON: PRIMA I LAVORATORI FRANCESI, POI TUTTI GLI ALTRI, INCLUSI QUELLI EUROPEI. STERZATA NAZIONALISTA DELLA FRANCIA

MACRON: PRIMA I LAVORATORI FRANCESI, POI TUTTI GLI ALTRI, INCLUSI QUELLI EUROPEI. STERZATA

lunedì 14 agosto 2017
LONDRA - Quando Emmanuel Macron e' stato eletto presidente della Francia tutti i sinistri di casa nostra hanno fatto a gara a dichiarare tale risultato come una vittoria contro il razzismo e il
Continua
PADOAN AMMETTE D'AVER SBAGLIATO I CONTI DELLO STATO: MANCANO 5 MILIARDI, CHE SONO IL COSTO ''AFRICANO'' DELL'ITALIA

PADOAN AMMETTE D'AVER SBAGLIATO I CONTI DELLO STATO: MANCANO 5 MILIARDI, CHE SONO IL COSTO

sabato 12 agosto 2017
Il mitico ministro delle finanze “pierpiero” padoan, ha pubblicamente dichiarato, in perfetto rispetto della sua tradizione di non averne azzeccata una da quando siede su quella poltrona,
Continua
 
DOPO LA MALESIA, ANCHE L'ALGERIA HA DECISO DI ESPELLERE - RIMPATRIANDOLI - I CLANDESTINI AFRICANI PRESENTI NEL PAESE

DOPO LA MALESIA, ANCHE L'ALGERIA HA DECISO DI ESPELLERE - RIMPATRIANDOLI - I CLANDESTINI AFRICANI

lunedì 7 agosto 2017
LONDRA - Giorni fa avevamo riportato la notizia che la Malesia sta cacciando via tutti gli immigrati clandestini che da anni vivono nel suo territorio. Ebbene questo non e' affatto un caso isolato
Continua
RIPRESA? SI' DELLE SOFFERENZE BANCARIE: I CREDITI MARCI SFONDANO IL MURO DEI 200 MILIARDI (+1%) E I PRESTITI SEGNANO -2%

RIPRESA? SI' DELLE SOFFERENZE BANCARIE: I CREDITI MARCI SFONDANO IL MURO DEI 200 MILIARDI (+1%) E I

sabato 5 agosto 2017
Ripresa? Non si direbbe, dato che a salire non è l'economia italiana ma le sofferenze bancarie, e cioè i crediti elargiti dalle banche e non rimborsati da chi li ha ricevuti. "Tornano a
Continua
 
DAL 2018 AL 2022 PIU' DI 900 MILIARDI DI TITOLI DI STATO DA RIFINANZIARE. IMPOSSIBILE RIMBORSARLI: LE CASSE SONO VUOTE

DAL 2018 AL 2022 PIU' DI 900 MILIARDI DI TITOLI DI STATO DA RIFINANZIARE. IMPOSSIBILE RIMBORSARLI:

giovedì 3 agosto 2017
Secondo un’inchiesta di Unimpresa, nella prossima legislatura: 2018-2022, andranno a scadenza 900.143.000.000 di euro di debito pubblico, mettendo a serio rischio la stabilità ed il
Continua

 
Articolo precedente  Articolo Successivo
CON L'ACQUISTO DELLA PIRELLI, LA CINA NON HA COMPRATO SOLO UN'AZIENDA, HA MESSO LE MANI SULLA SUA TECNOLOGIA (E ADDIO)

CON L'ACQUISTO DELLA PIRELLI, LA CINA NON HA COMPRATO SOLO UN'AZIENDA, HA MESSO LE MANI SULLA SUA
Continua

 
''CON LA LIRA, IL PIL PRO CAPITE ITALIANO ERA IL 19,3% PIU' ALTO DELLA MEDIA EUROPEA, OGGI CON L'EURO -1,9%'' (EUROSTAT)

''CON LA LIRA, IL PIL PRO CAPITE ITALIANO ERA IL 19,3% PIU' ALTO DELLA MEDIA EUROPEA, OGGI CON
Continua


 

 
Segui I Feed delle Brevi!
Brevi, quasi brevi? Brevissime!